post — 16 febbraio 2018 at 13:45

Arrestati “Brescia” e Moustafa, l’appello di Nicoletta Dosio

Ieri sera Giorgio, conosciuto da tutti come “Brescia”, è stato prelevato dalle forze del’ordine in Credenza, mentre lavorava come pizzaiolo. Portato via in camice e senza alcune spiegazioni, abbiamo appreso poco dopo dai giornali che è stato arrestato insieme a Moustafa, un giovane operaio della provincia di Pavia, per il corteo antifascista svoltosi sabato scorso a Piacenza contro l’apertura di una sede di Casa Pound (organizzazione neofascista candidata alle elezioni).

Giorgio lo conosciamo bene da anni, generoso nelle lotte sociali, a difendere la famiglie sotto sfratto e sempre presente nelle lotte contro il Tav qui in valle, che non a caso è diventata la sua casa. E’ un nostro compagno ed amico.

Come redazione di Notav.info esprimiamo totale solidarietà a Giorgio e Moustafa e ci aggiungiamo a tutti coloro che ne chiedono l’immediata liberazione!

Qui di seguito il racconto di Nicoletta Dosio presente al momento dell’arresto e il suo appello per la liberazione dei due giovani:

Sera. Sono circa le venti. Una serata come tante, tranquilla, un po’ sonnolenta, di quest’inverno che non vuole finire.
Alla Credenza il forno è acceso e Giorgio al lavoro come sempre, a sfornare pizze e battute.

Ma all’improvviso tutto cambia: entrano otto individui, in borghese, due mascherati; c’è anche una donna. Senza qualificarsi né presentare mandati, prendono Giorgio e se lo portano via, così com’è, in maglietta e grembiule: tutto in pochi minuti, resta appena il tempo di allungargli una felpa.
Intanto ad intasare via Fontan si sono materializzati mezzi e uomini armati; anche gli accessi alla via e al centro storico sono presidiati.
Giorgio viene imbucato in un’auto e portato via. Terminata la battuta di caccia, i cacciatori scompaiono, in un lampo, e tutto torna uguale, la strada deserta.
Qualche passante sorpreso entra a domandare che cosa è successo. Sul banco sono rimaste pizze da infornare, la pala abbandonata, una mestolata di conserva.
Piu tardi compare un filmato diffuso dalla polizia di stato: ululi di sirene, una squadretta di uomini neri che spinge su per le scale di un edificio cittadino una figurina bianca, in maglietta e grembiule: Giorgio, il volto serio ma non impaurito, l’unica sembianza umana in mezzo ad una schiera di robot.

Per la Credenza e per chi lo conosce Giorgio è un figlio e un compagno generoso, colpevole di essere antifascista, antirazzista, NO TAV, solidale sempre, vile mai: questa per il potere è la vera, imperdonabile colpa.

Ora Giorgio è in carcere, insieme a Moustafa, un altro compagno arrestato a Piacenza.
In tanti anni di lotta abbiamo sperimentato sulla nostra pelle e sui luoghi di vita e di lavoro la violenza del capitale e degli uomini che lo proteggono, con le armi e con la legge.
Contro i fascismi e i razzismi vecchi e nuovi non servono parole, ma fatti, prima che sia troppo tardi.
La Costituzione nata dall’Antifascismo e dalla Resistenza vieta “ la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma” del partito fascista: siamo dalla parte degli antifascisti che a Piacenza hanno manifestato fedeltà concreta a questo principio.

Vogliamo Giorgio e Moustafa liberi subito.

L’antifascismo non si arresta, si pratica e si rivendica!

per scrivere agli arrestati:

Giorgio Battagliola 
Moustafa Elshennawi

casa circondariale “San Lazzaro”, via delle Novate 65, 29122 Piacenza.