post — 28 marzo 2017 at 20:53

Ancora una sentenza contro la crociata dei pm e il reato di terrorismo

Abbiamo perso il conto ma ancora una volta (la terza) la Cassazione ha respinto il ricorso della procura generale di Torino che continuava a sostenere il reato di terrorismo per Chiara Claudio Mattia e Niccolò.

Fin dagli arresti, a partire dai soliti pm con l’elmetto, Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, e poi il procuratore generale  Marcello Maddalena ( che ha sostenuto l’accusa di  persona al suo ultimo processo prima della pensione) hanno sempre percorso la strada di quest’accusa, provando a marchiare con il reato più grave, un movimento e i suoi appartenenti.

Operazione portata avanti con metodo (e con l’assordante silenzio di tutti quei sinceri democratici dei quali abbiamo perso traccia , con il triplice intento di incarcerare quattro ragazzi per lungo tempo, spaventare tutti i notav e marchiare in maniera indelebile un movimento popolare con molto consenso per dargli, a pensiero loro, il colpo di grazia per sconfiggerlo.

Non possiamo dirci soddisfatti fino in fondo perché è stata confermata la condanna a tre anni e sei mesi ( l’unico ferito continua ad essere un compressore) però vedere battuti i togati in mimetica ed elmetto, dai loro stessi tribunali, ci da soddisfazione.

Ma non soddisfazione di cui gioire perché qui rimane un nodo da sciogliere grosso come una casa: fino a quando sarà permesso a questa cricca di agire in tal modo comminando anni di galera, arresti e misure restrittive a tutti, dopando ogni reato o presunto tale?

Non c’è nulla di strano per tutti quei sinceri democratici che si troveranno in questi giorni alla Biennale della Democrazia a discutere di diritti, se per un blocco stradale, come avvenuto oggi, 12 notav vengono condannati a 24 anni di carcere? E’ normale continuare a considerare affidabile e capace un pool di pm e il loro procuratore generale, ai quali cade più volte in malo modo la credibilità sui processi di punta (per loro chiaro) come questo?

Ma sì tutto normale, basta non voler guardare i fatti per quello che sono e non proiettare un documentario che narra di una parte di questi fatti con prove ed atti processuali come ARCHIVIATO. L’obbligatorietà dell’azione penale in Valsusa che proietteremo autonomamente sabato 1 aprile 2017, alle ore 18,00, presso il Maneggio della Cavallerizza Irreale in Torino, via Verdi n. 9.