post — 7 dicembre 2011 at 11:41

ANCHE LE FORZE DELL’ORDINE CI TENGONO A CELEBRARE L’ANNIVERSARIO DELL’8 DICEMBRE 2005

Giovedì in Clarea sarà presente anche il vicequestore Sanna, protagonista dello sgombero violento della notte del 6 dicembre 2005, che ha causato decine di feriti al presidio no tav di Venaus e una rivolta popolare che ha portato alla riconquista dei terreni due giorni dopo.

Saranno presenti anche il questore Faraoni e il super-capo della digos Petronzi rispettivamente mandante ed esecutore delle violenze di quest’anno alla Maddalena.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433389/

cronaca
07/12/2011 - ORDINANZA DEL PREFETTO, STESSA LINEA DELLA MANIFESTAZIONE
DEL 23 OTTOBRE
Niente "zona rossa" ma le reti non si toccano
La protesta No Tav: domani tre cortei con meta l'autostrada
MASSIMO NUMA

torino
Non ci sarà una «zona rossa». Le reti del cantiere Ltf della Maddalena
di Chiomonte, ormai prossimo a completare l’allargamento definitivo,
saranno protette da un’ordinanza del prefetto, Alberto Di Pace, un
dispositivo ad hoc, con una durata definita, simile o eguale a quella
decisa per la manifestazione del 23 ottobre scorsa, finita senza
incidenti e in un clima decisamente pacifico.ù

Ieri mattina ultimo vertice, prima dell’avvio delle proteste
annunciate dal movimento No Tav per domani e sino a domenica. In
realtà, non è stato ancora comunicato ufficialmente il programma
definitivo alla questura. Secondo i documenti pubblicati sulla rete, e
annunciati in una conferenza stampa lunedì a Torino, il giorno
cruciale sarà domani. Con tre cortei che partono da Giaglione (campo
sportivo), Chiomonte (dalla stazione ferroviaria e dal centro di Susa,
con meta finale l’autoporto Sitav. Tra le 10 e le 10,30 gli attivisti
dovrebbero convergere verso i loro obiettivi. I segmenti di Giaglione
e Chiomonte raggiungeranno le reti. Luca Abbà e Fabrizio Salmoni,
portavoce dei No Tav, hanno precisato che sarà un «assedio a volto
scoperto», dal carattere simbolico ma «determinato». Poi che le
Statali e le linee ferroviarie non saranno interrotte; restano i dubbi
sulle reali intenzioni del movimento a proposito del blocco della A32.

I No Tav preannciano che - se sarà chiusa - «sarà ad opera della questura».

Nel corso degli ultimi incontri, da parte delle istituzioni, è passata
la linea adottata nei mesi scorsi durante il lungo ciclo di
iniziative. «Il cantiere sarà difeso da ogni tipo di incursione
violenta; se gli attivisti si avvicineranno senza danneggiare
recinzioni e sistemi di sicurezza, i reparti anti-sommossa e i presidi
interforze che vigileranno lungo tutta la rete di sentieri, si
limiteranno a tenere sotto osservazione il flusso dei contestatori. In
caso contrario, sono previsti i soliti interventi. I reparti usciranno
dai cancelli per impedire gesti vandalici o lanci di pietre o altro,
come è avvenuto dal 23 maggio al 9 settembre.

Sarà un presidio interforze imponente, gestito dal questore Aldo
Faraoni, dal vicario Salvatore Sanna e dal capo della Digos, Giuseppe
Petronzi.

Il corteo di Susa all’Interporto della A32 è quello che, in teoria,
desta meno preoccupazioni sul fronte dell’ordine pubblico. Domani
sera, concluso l’assedio alle reti, tutti gli attivisti si
ritroveranno infatti in questa area per trascorrere le ore della notta
in un clima più tranquillo, con gruppi musicali, stand e altre
iniziative.

Lo spezzone di Chiomonte scenderà dalla stazione verso la strada
dell’Avanà e da qui, attraverso i sentieri che iniziano sulle alture
attorno alla Centrale Iren (i cancelli saranno chiusi e protetti da
una serie di check point), salirà verso l’area archeologica e il museo
che ora ospita la control-room del presidio.

Gli attivisti di Giaglione invece convergeranno sulla baita abusiva di
Clarea, l’ultimo baluardo dei No Tav contro l’avanzare delle reti.
Secondo il programma, ancora ufficioso, gli attivisti scenderanno
verso Susa solo nel tardo pomeriggio.

Il 1 gennaio 2012 l’intera area del cantiere sarà «presidio strategico
di interesse nazionale», uno status necessario per affrontare in modo
più sereno i prossimi passaggi.

C’è ancora incertezza sulla presenza dei sindaci della Val Susa
schierati con i No Tav. In un primo tempo si era parlato di un’unità
di crisi, composta da alcuni amministratori, a Susa ma - per ora -
nessuna conferma. Timori per la presenza di antagonisti provenienti da
tutta Italia, dell’area autonoma e anarchica.