post — 8 maggio 2015 at 20:38

Accesso da via Nizza a Porta Nuova chiuso per paura di clochard e No Tav

Siamo all’assurdo, Rfi riesce a giustificare i disservizi causati dalla propria politica di gestione degli spazi a Porta nuova dando la colpa ai notav e ai senzatetto. Al peggio non c’è mai limite!

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da nuovasocieta.it – Chi da via Nizza volesse accedere alla stazione di Porta Nuova dovrà fare un giro ben più largo, entrando all’ingresso di fronte a piazza Carlo Felice. Questo perchè Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana, ha paura dei No Tav.

Ma per capire serve fare un passo indietro. A partire dalle segnalazioni dei cittadini di San Salvario che si lamentavano di come sia il sottopasso che collega via Nizza e via Sacchi sia il cancello d’ingresso a Porta Nuova da via Nizza fossero sempre chiusi, costringendo a lungo giro. La questione è stata portata in consiglio comunale in un’interpellanza è presentata dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle Vittorio Bertola e da Chiara Appendino.

Ed ecco la risposta dell’Assessore Claudio Lubatti: «Il sottopasso pedonale che collega via Nizza e via Sacchi è di proprietà della Città ed in gestione al Servizio Infrastrutture, ma allo stato attuale risulta in gran parte occupato da una serie di impianti installati da Rfi tra il 2007 e il 2008 nel corso degli interventi di restyling della Stazione di Porta Nuova». Dunque, il sottopasso al momento è inagibile.
Ma allora perchè non aprire il cancello che permette l’accesso diretto da via Nizza al Binario 1? «Si è provveduto ad inoltrare tale richiesta a Rfi – si legge nel documento pubblicato su Facebook da Bertola – la quale ha risposto segnalando che le motivazioni che hanno portato alla chiusura di tale accesso sono dovute principalmente al fatto che la stazione è spesso interessata dalla presenza di persone senza fissa dimora che cercano riparo».

Insomma pericolo clochard, per quanto nella lettera si dice che la chiusura è anche per la loro sicurezza («rischiano di cadere sotto un treno in transito») ma soprattutto pericolo No Tav. Infatti, prosegue Lubatti, Rfi avrebbe chiesto la chiusura del cancello «anche per evitare l’accesso di persone che tentano di invadere la sede ferroviaria come atto di protesta (frequenti anche in questo caso sono state le occupazioni di manifestanti, come i No Tav), o addirittura per atti eversivi».

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