post — 26 marzo 2013 at 15:22

“Abbiamo preso le misure per smontarlo”. Intervista a Lele Rizzo sulla visita NoTav all’interno del cantiere

Andrea Leoni – FirstLine Press

Come vi avevamo preannunciato, quest’oggi vorremmo approfondire quanto accaduto sabato scorso quando decine di migliaia di manifestanti hanno affollato la Val di Susa. Era la prima manifestazione da quando c’è un nuovo Parlamento.

1432123-no_tavAbbiamo, per questo, raggiunto telefonicamente uno dei leader storici del Movimento No Tav, Lele Rizzo, che proprio dentro al cantiere è entrato. A lui abbiamo chiesto delle impressioni e abbiamo iniziamo il nostro ragionamento a partire dall’editoriale di Marco Revelli sul Manifesto che vi abbiamo proposto proprio ieri.

Allora ci sono due aspetti da sottolineare, il primo è quello di esser riusciti ad entrare all’interno del cantiere che di per se è un atto politico molto importante per tanti motivi. Innanzi tutto perché da quando ci hanno sgomberato dalla Maddalena riuscire a rientrare adesso è stata un’opportunità realmente importante. Secondo me è un gesto di quelli che rimangono, perché siamo entrati proprio io, Alberto (Perino, ndr) e Luca (Abbà, ndr) all’interno di quello che poi sarebbe il fortino ben difeso ma che da fuori abbiamo visto tante volte in tanti modi. Ci siamo entrati e siamo entrati con questa rappresentanza parlamentare che ci ha dato una grossa opportunità e che credo anche, se posso sottolinearlo, un po’ nell’ottica che dicevi prima dell’editoriale di Revelli: sono anche gli unici che si sarebbero prestati ad una cosa del genere. Non mi risulta che nessun altro ci abbia mai dato delle opportunità così, quindi è stato importante come gesto politico quello di essere lì dentro e farci vedere. Sul dentro, una cosa che ho detto anche ieri e che mi ha colpito di più è che non si nota la differenza tra chi c’è lì dentro: non c’è differenza militare. Che differenza c’è tra i militari veri e propri, alpini, che sono in servizio, poliziotti, carabinieri e finanzieri e i fantomatici operai mi sembrano tutti soldati al soldo di quel sistema che vuole il cantiere? Questo è il dato di fatto, ed è abbastanza impressionante perché veramente sembra un momento di guerra. Quello è un fortino di guerra, ben difeso che sia assolutamente un corpo estraneo al nostro territorio, alla nostra Valle.

Poi i tecnici veri hanno fatto il loro mestiere vedendo il buco e il resto. Io sono andato a vederlo e mi ha lasciato abbastanza indifferente, è tutto quello che rientra nella propaganda di quello che è un cantiere di propaganda. Poi si, ovvio, si sta lavorando ma credo che in tre mesi non siano stati fatti neanche cinquanta metri, quindi c’è poco da cantar vittoria da questo punto di vista. E’ un buon set cinematografico per il progetto che stanno cercando di tenere in piedi in questo momento, però, ripeto noi ci siamo entrati con due ottiche principali: uno di compiere questo gesto politico molto importante, a nome e per conto del Movimento, e l’altro, che è sempre importante per capire come ragioniamo e come lottiamo, è che da dentro abbiamo giustamente preso le misure che ci mancavano da fuori: il nostro obiettivo è di smontare quel cantiere e non di conviverci. Assolutamente.

Cinquanta metri pagati a peso d’oro.

Si, da quel punto di vista è un disastro. Noi abbiamo smontato pezzo per pezzo tutte le schede (che si trovano qui) che sono state gonfiate. Poi c’è anche un aspetto che in un momento di crisi come questo che grida vendetta. Per esempio solo per fare la recinzione le ditte sono state pagate in ritardo di ventiquattro giorni dall’emissione della fattura (e questo succede un po’ per tutte le ditte che lavorano all’interno), mentre ci sono ditte e cooperative sociali, anche nel piemontese, che chiudono e falliscono aspettando i soldi della pubblica amministrazione. Il disegno è abbastanza chiaro e l’uso del denaro pubblico è veramente usato per i soliti noti e per questo grande interesse che però sta facendo acqua da tutte le parti.

Ritornando sull’editoriale di Revelli il Movimento Cinque Stelle si è mosso in un’altra direzione e “senza metterci il cappello” rispetto anche a formazioni vetero comuniste. Che idea ti sei fatto di questi deputati?

Si, ha (Revelli, ndr) colto benissimo la cosa, perché ieri (sabato, ndr) il Movimento Cinque Stelle poteva presentarsi con gli striscioni, con le bandiere, tentare di avere più evidenza all’interno sia del corteo che della giornata, Invece c’è stata una forma di rispetto nei confronti del Movimento (No Tav, ndr) incredibile e soprattutto io, che ci son stato insieme dal mattino presto per fare queste cose, mi son trovato davanti delle persone che son venute con l’intento di imparare e neanche di confrontarsi: ma proprio di apprendere dal Movimento rispettosi di tutte le pratiche dello stesso. Dopodiché questo è un dato di fatto molto importante che mettiamo lì, sul cammino loro all’interno del Parlamento non è mio interesse, ne nostro. Se tengono la palla dritta sulla questione No Tav, per noi già è importante. Come dicevamo prima, con un partito della sinistra io non sarei mai entrato dentro perché mi avrebbero fatto un sacco di paranoie, mentre sono entrato come accompagnatore di un senatore. Cioè la differenza è qui. Oggi mi spiace dirlo, il resto è più folclore che realtà. Poi il dato di fatto importante di fatto su questa vicenda, secondo me, che poi è quello su cui vale la pena ragionare da un punto di vista dei movimenti, dei compagni, di chi è all’interno alle lotte, è quello che di per se per rapportarti con il Movimento No Tav devi assumerti tutto quello che è: le sue pratiche, le sue ragioni. O ti assumi tutto o alla fine non ti riesci a confrontare ma neanche riesci a metterci un cappello come hanno provato nel tempo tutti gli altri. O ti adegui al Movimento o altrimenti la tua aderenza è veramente poca. Il dato di fatto è quello di ieri, perché sai, abbiamo fatto questa cosa al mattino ma poi nel pomeriggio il Movimento No Tav ha dato una vera e propria dimostrazione di forza, perché abbiamo fatto una manifestazione dai numeri importanti e dall’orgoglio, assolutamente importante, lasciandoci dicendo che dobbiamo continuare così e dobbiamo continuare a contrastare il cantiere in questi modi.

E proprio qui che volevamo arrivare: le tue impressioni sulla marea che ha invaso la Valle.

È una dimostrazione importantissima, perché questa manifestazione son due mesi che la prepariamo e con l’intento di farla subito dopo le elezioni. Ciò, per presentarci come problema prioritario per quanto riguarda la nostra lotta e nei confronti di qualsiasi governo si fosse insediato, in questo caso non c’è ancora ma il concetto era questo. È arrivata dopo due mesi di assemblee settimanali in tutti i paesi della Valle, dove ci siamo confrontati su quale fosse la fase che ci sentiamo, sullo spirito, su nuove idee per seguire la battaglia. Quindi non avevamo dubbi sulla riuscita, ma davvero ieri è uno di quegli eventi che il Movimento costruisce che sono importantissimi e perché danno la possibilità di partecipare a tutti sia a chi non può andare nei boschi, alle famiglie con i bambini (che insieme ai ragazzi giovani sono sempre protagonisti in queste istanze). E’ il nostro pezzo di cuore della Valle che ti dà la legittimità nel proseguire la battaglia e con strumenti migliori. È stato un atto importantissimo anche perché i numeri sono stati altissimi e veramente importanti, lasciando perdere la guerra di cifre, credo sia stata una delle più grandi manifestazioni che abbiamo mai fatto.

Prossimi appuntamenti? Ora che farà il Movimento No Tav?

Giusto per tornare subito sul luogo faremo la pasquetta in Clarea, è sempre un momento ludico ma di lotta intorno al cantiere e da lì cominceremo a ragionare sulla primavera-estate e su come ri-istallare i campeggi e ridare un respiro ampio attorno al cantiere fino all’estate inoltrata. Tutto quello che è stato nella visita di ieri (sabato, ndr) mattina, andrà invece capitalizzato da un punto di vista più tecnico e pratico: innanzi tutto nell’aiutare chi ci sta a presentare le varie commissioni d’inchiesta che sono state chieste, i vari atti e via dicendo. È un campo di battaglia tutto, non lasceremo scoperto nessun fronte e quindi di pari passo all’attaccarci alle reti c’è questo discorso qui: l’iter legislativo e tutto quello che riesce a mettere i bastoni tra le ruote a questo meccanismo che mi sembra funzioni sempre di meno.

A sarà düra!