post — 29 novembre 2017 at 13:24

A Eddi dalla Valle che Resiste

WELAT WELATÊ ME YE
TOLHILDAN SOZA ME YE
-La terra é la nostra terra
La vendetta la nostra promessa-

SERKEFTIN YAN SERKEFTIN
-Vittoria o vittoria-

Da Nicoletta.

Cara Edi, riceviamo con commozione il tuo messaggio in cui ci parli di te e delle ragioni che ti hanno portata in Siria del Nord, a fianco delle donne forti e gentili delle YPJ.

Nella geografia delle lotte e del cuore i luoghi che vedono ora la tua vita e il tuo impegno non sono lontani dalla Valle NO TAV da te amata e, insieme a noi, generosamente difesa.

Le tue parole ci dicono ora delle tue ali capaci di volare lontano, dell’ intelligenza e dell’ amore che, ancora una volta, ti fanno scegliere di stare dalla parte degli oppressi che si ribellano.

Ci racconti la “rivoluzione delle rose” una rivoluzione di donne portata avanti con le armi in pugno: armi concrete per l’autodifesa ed armi fatte di saperi, capaci di trovare collettivamente la via verso una vita autentica e dignitosa: bella…..come la rosa, appunto, che la terra fa crescere splendente e profumata, armandola però di spine con cui difendersi ed arricchire così l’armonia del mondo.

Non so se il tuo viaggio ti veda tra le macerie delle città ferite o sui sentieri di montagna, ma so con certezza che non sei sola, che ti costruisci una vita a misura dei tuoi/nostri desideri, libera e felice.

Qui intorno a me sta scendendo rapidamente il buio ad inghiottire le montagne ingrigite dagli incendi. Anche questa notte, i monti che conobbero la stagione della libera repubblica della Maddalena saranno percorse dalla marcia faticosa di quanti – uomini, donne, bambini – in fuga dalla guerra e dalla fame, quotidianamente, con pericolo personale e con infiniti respingimenti, bussano alle ferree porte della città imperiale. Dentro quelle mura non c’è pane per loro né per noi, non ci sono rose.

Ma il tuo messaggio, Edi, ci dice che “ovunque c’è speranza, c’è modo per difendersi, insieme”. Contro questo mondo che garantisce la libera circolazione alle merci ed ai capitali, ma la nega alle persone, il movimento NO TAV sta riorganizzando la propria rabbia, allarga e approfondisce la lotta. Vogliamo per tutte e tutti il pane e anche le rose.

A te, alle donne e uomini con cui stai condividendo il sogno concreto di liberazione giunga l’abbraccio della Valle che resiste.