post — 24 aprile 2013 at 00:09

SUCCEDE IN VALSUSA… ACCIERIA BELTRAME E TAV…

beltrameSuccede nella media valle di Susa, per la precisione a San Didero, un paesino a circa 40 km da Torino. Da anni qui ha sede un discusso stabilimento siderurgico, molto inquinante e assolutamente inadatto nella sua collocazione territoriale, una stretta e ventosa valle alpina. Numerose in questi anni le lotte contro l’inquinamento da parte della popolazione locale e degli operai in parallelo per la difesa del posto di lavoro e della loro salute. Da alcuni mesi però la situazione si è fatta critica, minacce di chiusura, cassa integrazione in deroga agli sgoccioli e l’ennesimo gruppo industriale pronto a fare fagotto in favore di lidi migliori o speculazioni finanziarie in borsa e più distaccate dal rapporo di produzione diretto. Tutto normale insomma, la triste cronaca dei tempi attuali per il nosro paese non fosse che ci troviamo in valle di Susa ed ecco, come un vento malefico spuntare l’alta velocità. il progetto devastante che da anni la popolazione combatte e insieme a lei i suoi malefici protagonisti, il commissario governativo Virano in testa. Succede quindi che oggi 23 aprile in una riunione “salva fabbrica” il tav entra da protagonista nel dibattito. Per chiarire meglio l’argomento proseguiamo con una lucida analisi a cura di Nicoletta del comitato di lotta popolare di Bussoleno e milkitante storica valsusina del movimento no tav e di molte altre precedenti lotte per la salvaguardia della vita e di questo territorio in attesa dei prossimi sviluppi che ci riserviamo di seguire con cura.
Tavolo in Regione sulla Beltrame, presente tra gli altri Virano. I dirigenti della Beltrame ribadiscono che, per rispondere alle loro esigenze di produzione (affari), bastano lo stabilimento a Vicenza e quello nel nord della Francia, “dove l’energia elettrica costa meno”, ” a meno che intervengano aiuti economici”, Di qui l’intervento di Virano e dei membri dell’osservatorio TAV e la previsione esplicita di utilizzare le compensazioni per il TAV ai fini di “studiare soluzioni” per la Beltrame di Bruzolo.San Didero. Lo stesso giochetto, la stessa azienda che fu utilizzata a fine anni ottanta nel tentativo di imporre il megaelettrodotto Grand Ile-Moncenisio-Piossasco.

L’ipotesi del megaelettrodotto (questa volta in cavidotto e relativi esproprii di terreno) ritorna ora ai fini di alimentare cantieri e strutture TAV e parallelamente ricompare il problema dell’acciaieria. La Cravetto poi Ferrero ora Beltrame sfrutta, inquina, uccide e ricatta da almeno quarant’anni; e vuole continuare a farlo, utilizzando la guerra tra poveri e, infine, scappando coi soldi della cassa.  In tutti questi anni di lotta abbiamo acquisito forza, generosità, capacità progettuale, chiarezza sul mondo e sul lavoro che vogliamo. Un futuro diverso è possibile anche per la Beltrame, purchè a decidere  siano, insieme, i lavoratori e la popolazione e a pagare sia chi da sempre ha impunemente sfruttato e inquinato. Quanto ai lobbisti del TAV e agli sfruttatori vari, fingono di non capire che si avvicina la resa dei conti; ma le catene si spezzano e la sopportazione degli oppressi non è infinita