movimento — 30 gennaio 2012 at 15:11

TUTTI LIBERI! SOLIDARIETA’ AL MOVIMENTO NO TAV!

Eccoci qui, finalmente ce l’abbiamo fatta. In questi giorni siamo stati molto impegnati, come tutti quanti avrete ovviamente capito. La mattina del 26 gennaio abbiamo provato a pubblicare con continuità gli attestati e i comunicati di solidarietà ma abbiamo desistito dopo poco. Un vero e proprio fiume continuo ha di fatto inondato le mailing list del movimento. Oggi abbiamo così provato a raccoglierle, in modo semplice e in ordine di arrivo. Ringraziamo tutti, sperando di non aver dimenticato nessuno.  Grazie davvero, non troviamo altre parole per ringraziare tutti. TUTTI NO TAV! TUTTI LIBERI!

qui invece potete trovare un’altra bellissima raccolta a cura della redazione torinese di infoaut.org

Solidarietà ai No Tav arrestati

Questa mattina decine di attivisti del movimento No Tav del Piemonte e di altre città sono stati arrestati nell’ambito di una operazione repressiva ordinata dalla Procura di Torino. I reati contestati sono specifici e legati alle classiche manifestazioni e scontri di piazza, ma la gestione politico-mediatica la configura come una vera e propria operazione antiterrorismo.
L’obiettivo è drammaticamente chiaro. Seminare il terrore intorno ai movimenti che si oppongono concretamente alle misure del governo e dell’Unione Europea e imporre l’idea che queste misure sono immodificabili, anche se invise alla maggioranza della popolazione. E’ la stessa logica che intende annullare i risultati del referendum che aveva decretato il no alla privatizzazione dell’acqua.
Con gli arresti contro i No Tav le autorità italiane aprono la strada alla nuova fase del conflitto sociale nel nostro paese, una fase minata sin dall’inizio dalla vulnerazione della democrazia rappresentativa  introdotta dal governo Monti-Napolitano e dalla subalternità ai diktat dell’Unione Europea.
Il sostegno tripartizan al governo indebolirà ogni ostacolo democratico alle operazioni repressive contro i movimenti sociali, i sindacati combattivi, la sinistra antagonista. Per questo occorre essere uniti e solidali sin da subito con i No Tav arrestati per i quali chiediamo l’immediata scarcerazione.

26 gennaio 2012

p. Rete dei Comunisti
Sergio Cararo

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Un saluto a tutti,
la giornata non è cominciata nel migliore dei modi ma guardandola per il verso giusto (sono un inguaribile ottimista) i fatti di stamani sono ulteriore mordente per il prosieguo della resistenza in ValSusa.
Nello specifico l’azione odierna espressa dallo stato va oltre “l’avanzamento dei lavori presso il cantiere” tende altresì a minare la sicurezza nonché a ledere un diritto quando si partecipa a manifestazioni. La difesa da attacchi repressivi violenti portati dallo stato non è ammessa pena la gattabuia. Quanto si sbagliano. Voglio esprimere la mia solidarietà a tutti coloro i quali stamattina sono stati costretti a svegliarsi prima dell’alba e rinnovo la mia collaborazione / partecipazione ai futuri eventi e manifestazioni organizzate dal Movimento.
Sempre a disposizione
Raffaele da Prato

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Esprimiamo solidiraietà e vicinanza ai compagni arrestati e a tutto il movimento NO TAV.
Ora e sempre Resistenza!

Gaslico gruppo d’acquisto solidale (gallico) Re

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Dopo la militarizzazione della Val di Susa si è deciso di attuare la criminalizzazione di qualsiasi forma di resistenza alla distruzione di un intero territorio relativamente alla realizzazione di un’opera dissennata e speculativa qual è la Tav. Il vero obbiettivo delle quaranta misure cautelari nei confronti di altrettanti attivisti No Tav è quello di mettere al palo il movimento No Tav in Val di Susa e di far fuori la rete di solidarietà che intorno a questo movimento si è andato costituendo in tutta Italia. Fra le persone oggetto di avviso di garanzia e di provvedimento cautelare Andra Vitali, responsabile organizzativo Prc di Torino a cui va la nostra piena solidarietà. La migliore risposta che possiamo e dobbiamo dare a questa dimostrazione di forza è di rilanciare una mobilitazione di massa, politica, pacifica. Sabato pomeriggio Rifondazione Comunista sarà in piazza a Torino  insieme al movimento antitav della Val di Susa.

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Esprimo la mia piena solidarietà con il movimento NOTAV e propongo al comitato di lanciare un appello perchè in tutta Italia vengano esposte le bandiere non tav ai balconi come vicinanza e condivisione con la lotta in corso

Claudio Piccoli

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USB- LEONARDI: LIBERTA’ PER I NO TAV
LE LOTTE NON SI ARRESTANO

“Insieme agli striscioni dei lavoratori e delle aziende in lotta domani alla manifestazione nazionale di Roma porteremo  anche questo: LIBERTA’ PER I NO TAV, LE LOTTE NON SI ARRESTANO.” Pierpaolo Leonardi dell’esecutivo nazionale USB annuncia così la piena solidarietà agli arrestati e agli inquisiti per le grandi mobilitazioni anti TAV degli scorsi mesi da parte dei promotori dello sciopero generale di domani.

“Questo Governo sta usando sempre più spesso la mano pesante nei confronti di chi lotta e di chi difende la propria vita e il proprio lavoro, non possiamo accettarlo. La USB sarà in piazza al fianco dei NO TAV in ogni iniziativa di risposta a questi incredibili provvedimenti repressivi che sarà decisa in Valle. Non possiamo accettare che la volontà evidente di tutta una popolazione di difendere il proprio territorio dalla devastazione delle grandi e inutili opere come la TAV sia attaccata in maniera repressiva per cercare di fiaccarne la resistenza che, comunque, sappiamo non si fermerà”. Conclude Pierpaolo Leonardi.

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ESPRIMO LA MIA TOTALE SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI CONTRO I PROVVEDIMENTI INTIMIDATORI,  CHE SONO CERTA NON PRODURRANNO ALCUN EFFETTO SE NON QUELLO DI  CONVINCERE SEMPRE PIU’ PERSONE DELLA GIUSTEZZA DELLA VOSTRA AZIONE LEGANDOLA AD UNA LOTTA PER UN TRASPORTO VERAMENTE A SERVIZIO DEL PUBBLICO!!!
METTERO’ FUORI DALLA MIA FINESTRA LA BANDIERA

Tiziana Oppizzi

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ARRESTI VAL DI SUSA / BEPPE CACCIA (CONSIGLIERE VENEZIA):

“NEI BOSCHI DI RAMATS C’ERO ANCH’IO, IL MOVIMENTO NO TAV NON E’ CRIMINALE”

Il consigliere comunale di Venezia, Beppe Caccia, ha così commentato l’operazione della Procura della Repubblica di Torino che ha portato questa mattina ad arresti e perquisizioni per la manifestazione dello scorso 4 luglio in Val di Susa:”Insieme a migliaia di donne e uomini, a cittadini della Valle e arrivati da ogni dove per difendere il territorio come bene comune, lo scorso 4 luglio nei boschi di Ramats c’ero anch’io. A manifestare contro un’opera inutile e devastante, che sperpera miliardi di euro di risorse pubbliche, contro un cantiere che è stato imposto con la forza militare, nonostante la volontà, democraticamente espressa, di un’intera comunità. A raccogliere e soccorrere decine di manifestanti, giovani e meno giovani, feriti nelle cariche e dai lacrimogeni deliberatamente sparati ad altezza d’uomo e a distanza ravvicinata.”
“La Val di Susa siamo tutti noi, tutti noi che nel giugno scorso abbiamo votato per l’acqua bene comune e contro il nucleare, tutti noi che pensiamo che i beni comuni vengano prima degli affari di pochi. Per questo è folle, oltre che ingiusto, il tentativo in atto di criminalizzare l’intero movimento No Tav e con esso un’intera comunità. Tutte le persone oggi arrestate devono al più presto tornare in libertà. Tutte.””Ma il mio pensiero va in particolare a Zeno Rocca, giovane e brillante studente di Giurisprudenza dell’Università di Padova, generoso attivista strappato questa mattina ai suoi studi di diritto. E a Guido Fissore, consigliere comunale di Villar Focchiardo, un uomo delle istituzioni locali che sa correttamente svolgere il proprio ruolo a difesa del suo territorio e della sua gente, uno che ha molto da insegnare a tanti politicanti di mestiere.”
“Questi arresti vorrebbero far paura a chi non piega la testa e difende la democrazia. Dovrebbero servire ad imporre un progetto insostenibile. Come, in queste ore, sta cercando di fare Italferr, società delle Ferrovie, che ha avviato i sondaggi geognostici in tutta la provincia di Venezia per un tracciato di TAV in gronda lagunare e sulla costa, che tutti i Comuni interessati (a partire da Venezia) hanno già rifutato. Loro non riusciranno a fermarci, ma noi li dobbiamo fermare.”
Venezia, 26 gennaio 2012

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COMUNICATO AUT AUT 357 GENOVA

La Val Susa non si arresta!

Alle sei di questa mattina lo Stato ha nuovamente deciso di colpire la resistenza del Movimento No Tav in Val di susa. I poteri forti, gli speculatori quelli che si arricchiscono alle spalle dei beni comuni cercano attraverso l’ingiustizia e la paura di punire chi ha lottato e continuerà a lottare contro la violenza di un cantiere piazzato in mezzo ad una valle per costruire un’opera inutile e dannosa come la TAV. Alle prime luci dell’alba in tutta Italia la polizia ha fatto irruzione in decine di abitazioni arrestando 26 persone con l’accusa di resistenza aggravata per la manifestazione che si è svolta in Val di Susa il 3 luglio dell’anno scorso. Anche a Genova, Gabriele, un ragazzo di 25 anni, un nostro compagno, è stato portato via e rinchiuso nel carcere di Marassi. Resistenza è la parola chiave di questa situazione. Perché, nonostante i mezzi di informazione cerchino in ogni modo di distorcere la realtà dei fatti, quello che è avvenuto il 3 luglio in Val di Susa appare limpido e chiaro. Alla violenza dello Stato che, per tutelare l’interesse speculativo di pochi ricchi, ha militarizzato una valle inviando centinaia di poliziotti in assetto da guerra, militari e corpi speciali, la popolazione ha reagito. Legittimamente. Uomini, donne giovani, anziani anche bambini hanno cercato di riprendere quel pezzo di terra sottratto alla Valle. La violenza della polizia si è espressa nelle sue massime forme. Oltre a sanguinosi pestaggi, migliaia di candelotti lacrimogeni di un gas tossico e cancerogeno sono stati sparati verso chi cercava di avvicinarsi al cantiere intossicando la montagna e le persone. Ma la Val Susa e l’Italia quel cantiere mostruoso non lo vogliono. Il movimento No Tav è fatto di corpi che si mettono in gioco sfidando la violenza della polizia, sfidando la tossicità dei gas con i limoni e le maschere antigas. Il movimento No Tav fa paura perché è legittimo, è giusto e soprattutto perché non china la testa. Lo Stato non riesce a spezzare la resistenza di fronte al cantiere e quindi ora cerca di spezzarla attraverso gli arresti, la negazione della libertà. Vuole diffondere insicurezza e paura. Gli arresti e le accuse di questa mattina sono illegittimi.  Sono un abuso di potere ed un ulteriore prova di come questo governo e questa società non siano in grado di dialogare con le esigenze dei cittadini, con i bisogni del bene comune ma attivino mezzi e risorse solo per proteggere gli interessi speculativi della mafia imprenditoriale di questo paese attraverso imposizioni e violenze. In Val Susa c’eravamo tutti, e quello che abbiamo fatto ha un nome: resistenza. La nostra solidarietà attiva va a Gabriele e a tutti gli arrestati di questa mattina. Non lasceremo al potere la possibilità di giocare con la vita e la libertà delle persone. Devono essere liberati subito. Sarà Dura ma la resistenza continuerà in val di Susa come in tutta Italia. LIBERI TUTTI SUBITO.

AUTAUT357.ORG

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COLLETTIVO MEDEA (TORINO)

Stamattina ci siamo svegliate con la notizia dell’ondata di arresti, perquisizioni e di misure cautelari che la Procura di Torino ha comandato ed effettuato con la complicità di digos e polizia a Torino e in molte altre città italiane a danno del Movimento No Tav e di tutte quelle persone che hanno partecipato e solidarizzato con la lotta della popolazione valsusina.

Tra le persone fermate a Torino anche una compagna al settimo mese di gravidanza. La speranza di tutte/i è che non venga convalidato il suo arresto e che non venga tradotta in carcere.

Il fatto di aver colpito tante persone che non abitano in Valsusa dovrebbe dimostrare, secondo la procura di Torino, che non si tratta di provvedimenti contro la Valle e la sua protesta, ma di misure che coinvolgerebbero quei famigerati cattivi, “genti che vengono da fuori” e che non perdono occasione per mettere in campo violenze di ogni sorta.

Sappiamo bene quanto sia mistificatoria questa interpretazione dei fatti. Lo sa la Val di Susa, che ha sempre rivendicato ogni gesto, ogni iniziativa, ogni scelta compiuta negli ultimi mesi, resistendo unita e determinata contro la violenza della repressione poliziesca.

Ci avevano già provato dopo il 3 luglio, i giornali, i magistrati, a dividere il movimento, a parlare di buoni e cattivi, di pacifici e violenti. La popolazione valsusina aveva rispedito al mittente quelle infamanti insinuazioni e aveva gridato a gran voce di non aver paura, di saper scegliere in autonomia, di voler rivendicare la marcia pacifica di Chiomonte come l’assedio alle recinzioni della Ramats.

Anche questa volta è già evidente come la risposta sarà la stessa. Un movimento unito e compatto, solidale con tutte/i le/gli arrestate/i, che siano di Torino, di Genova, di Milano…che siano autonomi, anarchici o consiglieri comunali…Perchè sono tutte persone che sostengono la lotta No Tav, hanno messo in gioco le loro vite, hanno rischiato generosamente perchè avevano a cuore il destino della Valle e non solo.

Per quanto ci riguarda, non possiamo fare altro che esprimere la nostra solidarietà indiscriminata a tutte e tutti e naturalmente continuare a esserci, a dare il nostro piccolo contributo alla lotta No Tav.

Oggi pomeriggio e in serata sono previste tantissime iniziative di solidarietà in tutta Italia. A Torino l’appuntamento è alle ore 17 in Piazza Castello. A Bussoleno ci sarà invece una fiaccolata che partirà dalla piazza della stazione intorno alle ore 20.30.

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USB PIEMONTE

USB ESPRIME SOLIDARIETA’ VERSO GLI ATTIVISTI  NO TAV OGGETTO DEL BLITZ AVVENUTO STAMANE IN VARIE CITTA’ ITALIANE.

RITENIAMO CHE L’OPERAZIONE DI POLIZIA NON AIUTI CERTO A STEMPERARE IL CLIMA DII TENSIONE, MOLTO ALTO, CHE SI STA VIVENDO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE.
SONO DI IERI LEIMMAGINI DEI PESCATORI IN PROTESTA A ROMA CARICATI RIPETUTAMENTE DALLE FORZE DELL’ORDINE.
L’OPERAZIONE IN OGGETTO, INOLTRE, ARRIVA ALLA VIGILIA DI UNA MANIFESTAZIONE CITTADINA CONTRO L’OPERA INUTILE E NON VOLUTA DALLA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE. A NOSTRO GIUDIZIO QUESTO CONTRIBUISCE AD ALZARE ULTERIORMENTE IL LIVELLO DI TENSONE IN ATTO ANCHE A LIVELLO CITTADINO.

CHIEDIAMO L’IMMEDIATO RILASCIO DEGLI ATTIVISTI NO TAV.

LIBERTA’ PER I NO TAV!

LE LOTTE NON SI ARRESTANO!

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Siamo in piena fase due.
Fase dove si vuole affondare il diritto del lavoro, che in realtà, nella sua veste di diritto, è morto già da tempo.
Fase dove il dibattito e le tensioni sociali rischiano di espoldere .
Ma tra eventi naturali come il terremoto del 25 gennaio, a cui è stato conferito un risalto mediatico sproporzionato rispetto alla consistenza dello stesso, tra eventi di tipica cronaca locale che occupano spazi mediatici nazionali, in tal giornata, si sferra l’attacco violento e repressivo al movimento No Tav.
Per giorni non si parlerà, giustamente, di altro.
Di questa azione repressiva di Stato realizzata per tutelare lo stato presente delle cose.
Ben ventisei ordinanze di custodia cautelare in carcere, varie con obbligo di dimora, un provvedimento di arresti domiciliari e un divieto di dimora in provincia di Torino. Le città interessate dalla maxi-repressione sono Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma, Modena e in Francia tutte unite dal filone NO TAV.
Vengono contestati vari reati.
Come  lesioni, violenza e resistenza aggravata in concorso ai danni di pubblico ufficiale per gli incidenti del 3 luglio di Chiomonte.
Le dichiarazioni di soddisfazione e rituali non si fanno certo attendere.
Il segretario provinciale del Siap «Oggi lo Stato batte un colpo e comincia a rendere giustizia alle centinaia di feriti tra le forze di polizia causati dai vili attacchi di questi aspiranti omicida, che hanno messo in ombra la legittima e pacifica protesta di migliaia di manifestanti che non condividono la realizzazione della linea Tav»
Il Magistrato  Giancarlo Caselli  «Il terrorismo non ha niente a che vedere con i fatti pur gravi di quanto stiamo parlando».
Delle aggressioni che hanno riguardato per esempio Fabiano?
Non si dice nulla?
Tutto dimenticato?
Tutto oscurato dall’informazione di Stato?
Ed a proposito di terrorismo, visto e rilevato che è in corso una sorta di operazione mediatica volta ad unire il filone terrorismo con la lotta del movimento No Tav, se non bastassero le dichiarazioni di Caselli vorrei ricordare che nel 2005 vi è stata una sentenza che ha  fatto discutere.
Una sentenza  emessa  a Milano dal gup Clementina Forleo, che ha assolto 3 islamici arrestati nel 2003 e accusati di far parte di una cellula terroristica legata ad Al Qaeda.
Nel provvedimento del Magistrato si leggeva che  «le attività di tipo terroristico perseguibili sul piano del diritto internazionale sono quelle dirette a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile, in nome di un credo ideologico e/o religioso, ponendosi dunque come delitti contro l’umanità».
Ed in base alla Convenzione Globale dell’Onu sul terrorismo emerge una esimente ove in sostanza si riconosce che in guerriglia le attivitá violente sono lecite, purché non siano dirette a seminare terrore indiscriminato verso i civili.Ed allora se come riconosciuto da Caselli , i reati contestati non rientrano nella voce canonica di terrorismo, cosa che certamente alla stampa di Stato dispiacerà, visto e rilevato che la Valle è stata letteralmente occupata dall’esercito, dalle forze dell’Ordine con l’unico scopo di permettere la realizzazione del profitto del capitalismo sia italiano che internazionale, ed essendo maturata in valle una forma di resistenza non solo passiva ma anche attiva, volta a tutelare il proprio territorio da devastazioni ambientali fuorvianti, perchè non ritenere , come previsto dalla Convenzione globale dell’Onu, lecite, anche nel loro sistema di regole, quelle c.d legali, le azioni legittime di violenza e resistenza praticate in Valle?
Ma voglio evidenziare altra riflessione.
Esiste un principio universale.
Riconosciuto da varie fonti primarie di diritto internazionale.
Quello dell’autodeterminazione dei popoli  sancito dagli articoli 1, par. 2, 55 e 76 della Carta delle Nazioni Unite, formalmente riconosciuto a tutti i popoli, in virtù dell’identico articolo l dei due Patti internazionali sui diritti umani del l966
“l. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale. (…) 3. Gli Stati parti del presente Patto, (…), debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite”.
Il diritto di autodeterminazione è riconosciuto anche dall’articolo 20 della Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, entrata in vigore nel l986.
Ma anche l’Atto finale di Helsinki riconosce il diritto di autodeterminazione al principio VIII:
“Gli Stati partecipanti rispettano l’eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione, (…)”.
L’articolo l, par. 2 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo, del 1986,stabilisce:
“Il diritto umano allo sviluppo implica anche la piena realizzazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione”.
La Dichiarazione Universale dei diritti dei popoli (Carta di Algeri, l976), stabilisce all’articolo 5 che “Ogni popolo ha il diritto imprescrittibile e inalienabile all’autodeterminazione”.

Se per autodeterminazione dei popoli intendiamo la massima espressione della Sovranità popolare, come riconosciuta anche dalla nostra vigente carta costituzionale che in ogni caso non può essere peggiorativa rispetto alle fonti primarie di diritto internazionale, visto e rilevato che il popolo della Valle, nel rispetto del principio universale dell’autodeterminazione ha espresso chiaramente la propria contrarietà alla devastazione del territorio vissuto e soggetto a militarizzazione, possono reputarsi legittime le azioni repressive come attuate?
Violano o no il principio dell’autodeterminazione del popolo della Valle?

MARCO BARONE
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La CUB Piemonte a fianco dei NO TAV
pieno sostegno alle mobilitazioni in atto
piena disponibilità ad indire lo sciopero generale di valleGoverno è gruppi di potere dominanti hanno deciso che non ci deve essere più spazio per l’opposizione sociale in Italia.
Il governo “tecnici” affida ai tecnici delle repressione, magistratura e polizia il compito di negare ai movimenti dei lavoratori e dei cittadini ogni libertà utilizzando la polizia per disperdere i contestatori come solo ieri è successo dinanzi al Parlamento a Roma.
Ed oggi sono arrivati gli annunciati arresti che hanno colpito il movimento NOTAV.
Annunciati perché già da tempo la procura di Torino per bocca del procuratore capo Caselli aveva dichiarato che avrebbe colorito i  “violenti” che sarebbero, secondo lui, i NO TAV e non coloro che devastano il territorio e saccheggiano il denaro pubblico.
Arresti quindi per resistenza e lesioni: con questa scusa viene attaccato uno dei movimenti più vitali, partecipati e democratici d’Italia, un movimento che da anni resiste all’invasione poliziesca e militare perpetrata con ogni mezzo a disposizione. Basta ricordare, per fare un solo esempio, che il famigerato gas CS utilizzato in Val di Susa è proibito dalla convenzione di Ginevra.La Confederazione Unitaria di Base del Piemonte esprime quindi piena solidarietà a tutti/e gli arrestati. La Valle che resiste non si processa!

Stasera alle 20,30 manifestazione a Bussoleno
Sabato alle 14,30 confermata la manifestazione a Torino di fronte a Porta Nuova

Per la CUB Piemonte
Il Coordinatore Regionale
Stefano Capello

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COMUNICATO  STAMPA

 

NO TAV,  FERRERO (PRC – FEDERAZIONE DELLA SINISTRA): «SOLIDARIETà  AL MOVIMENTO NO TAV»

 

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato:

 

«Gli arresti di stamane sono l’ennesimo tentativo di ridurre il movimento NO TAV ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. È l’ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono. Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato anch’io alle manifestazioni in Val di Susa, sono stato abbondantemente gasato e voglio affermare ancora una volta che –  al contrario di cosa si vuol far credere – il movimento NO TAV non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica in cui una comunità vuole decidere democraticamente sul proprio futuro, così come democraticamente decide le forme e i contenuti delle mobilitazioni. Voglio quindi esprimere la mia solidarietà al Movimento No Tav e l’impegno a proseguire la lotta affinché quello sperpero di danaro pubblico, inutile e dannoso, venga fermato e la Val di Susa non sia più una terra militarizzata».

 

Roma, 26 gennaio 2012
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di PIERLUIGI SULLO

  • “Blitz contro i No Tav!”, gridano i siti dei grandi giornali. Finalmente il progresso avanza, si direbbe. Qualche giorno fa è stata pubblicata, anche da questo sito, la lettera con cui alcune persone di un certo rilievo – Luca Mercalli, Ivan Cicconi, Sergio Ulgiati e Marco Ponti – rispettosamente si rivolgono al presidente del consiglio, Mario Monti, per fargli notare che da ogni punto di vista – compreso quello liberista che anima il governo dei “tecnici” – il tunnel Tav in Val di Susa è una follia, proprio come gli abitanti della Valle e i loro numerosi amici sostengono ormai dal 1992.
  • 1992? Caspita, giusto vent’anni. Chi se lo ricorda più il mondo del 1992? Eppure, in quell’anno capitarono molte cose. Ne ricordo alcune, forse instruttive, a chi abbia la pazienza di leggere.

Il 6 gennaio una bomba viene fatta esplodere sulla linea ferroviaria poco prima del passaggio dell’espresso Lecce-Milano-Stoccarda all’altezza di Surbo. Si evita una strage per un pelo. Purtroppo i No Tav avrebbero preso ad esistere qualche mese dopo, non potevano essere loro i colpevoli. Il 13 gennaio iniziano i telegiornali Fininvest: primo il Tg5, diretto da Enrico Mentana. L’anno dopo Berlusconi sarebbe “sceso” in politica. Il 7 febbraio i 12 stati della Cee firmano il Trattato sull’Unione Europea, noto come Trattato di Maastricht. Il 17 febbraio  a Milano il socialista Mario Chiesa , direttore del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato per una tangente di 7 milioni di lire. È il primo atto di Mani pulite. Il 5 aprile le elezioni politiche: Dc 29,7%; Pds 16,1%; Psi 13,6%; Lega Nord 8,7%; Prc 5,6%. Il 23 di maggio sull’autostrada che collega Palermo all’aeroporto di Punta Raisi il tritolo uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta. Il 26 Oscar Luigi Scalfaro diviene Presidente della Repubblica . Il 28 giugno Giuliano Amato forma il nuovo governo: farà la manovra da 100 mila miliardi che “salverà” l’Italia. Il 9 luglio un decreto autorizza infatti il governo al prelievo forzoso sui conti correnti bancari del 6 per mille. La misura è giustificata dal bisogno di fronteggiare le forti speculazioni internazionali che stanno colpendo la lira. Inoltre, il governo decide la privatizzazione di quattro imprese statali: Eni, Iri, Ina ed Enel. Il 19 luglio  vengono uccisi da un’autobomba il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Il 18 luglio, nella sala consiliare di Bussoleno nasce nell’indifferenza di politici e media il primo comitato No Tav. Più o meno nello stesso periodo Nomisma, società legata a Romano Prodi, si aggiudica consulenze varie sull’Alta velocità ferroviaria. Il 31 luglio, accordo tra Confindustria e sindacati: viene soppressa la scala mobile a partire dal gennaio. Il 12 agosto l’ente Ferrovie dello Stato viene trasformato in società per azioni. Ma facciamola breve. Il 3 novembre il democratico Bill Clinton è eletto presidente degli Stati uniti. Il 3 dicembre l’Italia decide l’invio di un contingente italiano per partecipare all’operazione Restore Hope in Somalia.

Se siete arrivati fin qui, noterete quanto lontano sia il 1992 e allo stesso tempo quanto vicino. Certo i presidenti americani e i nomi dei corrotti, o i paesi in cui soldati italiani vanno in “missione di pace”, cambiano. Ma c’è qualcosa di duro, di coriaceo, che resta. Le “manovre”, le privatizzazioni, in nome della modernità e dell’Europa, per esempio. E i No Tav della Val di Susa.

La magistratura di Torino ha firmato 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere, messo una persona ai domiciliari, prescritto 15 obblighi di dimora. Il “blitz” ha interessato quindici province in tutta Italia. E Marco Imarisio, giornalista del Corriere della Sera specializzato in “movimenti”, oltre a far sapere che “i reati contestati sono resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento aggravati in concorso”, scrive che l’operazione ha “colpito  i vertici del movimento in Valle e a Torino…”, e che è stato “colpito il centro sociale torinese Askatasuna, considerato il braccio operativo del movimento No Tav”.

Imarisio, autore anche di un libro su Genova 2001, si deve essere specializzato in qualche altro movimento, visto che i No Tav non hanno notoriamente alcun “vertice”, e non delegano a nessuno il ruolo di “braccio operativo”. Tanto è vero che lo stesso procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, ha detto che gli arresti non sono diretti contro la Valle di Susa o il movimento No Tav: “I soggetti che abbiamo individuato – ha dichiarato – sono autori, a nostro avviso, di specifici episodi di reato. È un’operazione che riguarda 41 persone e solo tre sono della Valle”.

Ma quali sono, gli episodi di “resistenza” ecc.? Inizio luglio 2011: poliziotti e carabinieri – seguiranno gli alpini – occupano un’area della Valle di Susa, alla Maddalena di Chiomonte, poco dopo dichiarata “area di interesse strategico”, cioè militarizzata, quindi sottratta alla normale gestione dei comuni, dei cittadini. Questa area viene chiamata “cantiere” perché vi dovrebbero lavorare le imprese (della Lega Coop) che hanno l’appalto per lo scavo di un tunnel esplorativo, propedeutico al tunnel di 52 chilometri. Ma in effetti nessuno vi sta lavorando, occupare manu militari la zona è un’azione dimostrativa, serve a dire ai cittadini della Valle che hanno perso la battaglia e all’Unione europea che ora sì può versare i milioni di euro promessi per l’opera (che ne costerebbe miliardi). La gente si oppone, cerca di divellere le reti, organizza una serie di manifestazioni che, in un clima sempre più minaccioso, sono sostanzialmente pacifiche, sebbene determinate (e per forza: i No Tav accumulano sapere e capacità di azione dal 1992).

Passano i mesi, ed ecco il “blitz”. Proprio mentre i camionisti fanno i blocchi, i siciliani impugnano i forconi, il movimento dell’acqua fa quadrato attorno al referendum, i pescatori si fanno picchiare dalla polizia, e insomma i sondaggi sempre più rosei, l’unanimità o quasi dei partiti (come dimostra il testo votato dal senato sul nuovo trattato europeo) e il coro di elogi dei media non impediscono che le ferite e le fratture provocate dalla cura liberista del governo alla società italiana si traducano in proteste diffuse. I No Tav, come spesso è capitato loro negli ultimi anni, servono da cavia.

Ci vorrà ben altro, per farli finalmente tacere, quei valligiani riottosi. Intanto, Monti non risponde a chi contesta con fatti e cifre l’Alta velocità in Val di Susa (e a Firenze, per dirne un’altra). Forse il professore non ha argomenti?

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GUIDO un mio amico carissimo, valligiano da sempre, venuto ad abitare al mio paese ha saputo fare la differenza nel sociale con mille propositi e diecimila fatti concreti, non tirandosi indietro su nulla e dedicando la sua pensione agli altri, con lui mi trovo in giornate divertentissime ad accompagnare i bimbi delle elementari e poi insieme guardarci e ridere delle battute di questi bimbi che da subito come arriviamo alla scuola di villarfocchiardo gli fanno girotondo per fargli un sacco di domande sapendo che lui con la sua risata contagiante gli risponderà facendoli sbellicare,

un amico con cui mi trovo a fare assistenza agli anziani, sempre pronto ad accompagnarli all’ospedale o a delle visite, facendo loro da spalla, passando pomeriggi con persone a volte anche dimenticate dalla società che corre e non ha più tempo per vederli e spendere un pò di calore con loro,

un amico con cui mi trovo a dialogare di pacifismo e importanza della comprensione umana, su ragionamenti validi per ottenere risultati di valutazione del pensiero puro quello bello da prendere in esempio e divulgarlo come pratica quotidiana,

un amico con cui mi trovo ad impedire un’opera diabolica, sempre davanti a tutti per far si che nessuno si faccia male, impegnato in digiuni e notti all’agghiaccio a ridosso dei cancelli che si sono anche aperti per prenderlo a calci durante uno dei suoi digiuni,

un amico con cui mi trovo attorno al tavolo in compagnia di un bel bicchiere di vino a sfotterlo per la sua salute da anziano impasticcato,

un amico con cui ho passato la giornata di ieri in baita clarea e ci siamo divertiti un mondo a sfotterci sui nostri difetti,

 

GUIDO UN UOMO GIUSTO TOCCATO DA UOMINI CHE SI SONO VENDUTI ALLA CRIMINALITA’ POLITICO ORGANIZZATA

 

e beh io metterò sempre un bicchiere sul tavolo per te amico mio fino a quando non sarai dinuovo libero.

 

Massimo Alovisi……….un amico di Guido

 

 

se qualcun altro vuole aggiungere di seguito i bei momenti passati con guido in modo da far capire che persona è, e che errore hanno fatto, faccia pure è una lettera aperta, e poi chiedo di pubblicarla sui siti.

grazie

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Ciao Paolo. A nome del Comitato No Tav Bagnaria e mio personale, invio la solidarietà per i nuovi arresti e in particolare per Guido.

Alla prossima Gian Carlo

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GIU’ LE MANI DAI NOSTRI TERRITORI

Era il 4 Luglio, il giorno dopo la grande manifestazione che si svolse in Val di Susa,  e in una sala conferenze a Piazza Montecitorio Daniele Capezzone iniziava il suo discorso in difesa del progetto della Camene Spa affermando “c’è un angolo di Val di Susa a Roma”.

Quel posto a detta sua è San Lorenzo che si oppone alla nascita di un  casinò così come i valligiani si oppongono al progetto di devastazione che si chiama Tav.

La nostra storia in piccolo somiglia alla battaglia valsusina. Parla di progetti scellerati, di autorizzazioni che non esistono, di disegni che guardano solo al profitto di pochi devastando e saccheggiando territori.

Pensava che accostandoci a quella lotta la nostra perdesse di significato, e naturalmente si sbagliava.

Noi crediamo nella possibilità dell’autodeterminazione di un territorio, nella difesa dello stesso e nella pratica dei Beni Comuni che nascono, vivono e si alimentano solo grazie a chi in prima persona ogni giorno lotta per un’altra idea di società.

Per tutto questo siamo al fianco di chi oggi è stato colpito da arresti e misure cautelari.

Damiano e Davide Liberi. Liberi Tutti

A sarà düra

EX CINEMA PALAZZO – SALA VITTORIO ARRIGONI

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La Val di Susa non si arresta!

La durissima operazione condotta dalla magistratura di Torino (guidata dal famigerato procuratore Caselli) che ha oggi portato a perquisizioni e all’arresto di 32 compagni (più 16 colpiti da altre misure cautelari) in tutta Italia segna un’ulteriore stretta repressiva nei confronti di quel vastissimo movimento popolare che da anni si oppone allo sventramento della Val di Susa e alla costruzione dell’ennesima inutile, se non per i profitti padronali, grande opera.
L’obiettivo è sempre il medesimo: cercare di dividere, di spaventare, di fermare un’intera valle e la solidarietà militante e attiva che è riuscita a costruire e radicare nel tempo intorno alle proprie legittime ragioni e alla lotta quotidiana contro la devastazione del proprio territorio.
Ma l’avvertimento lanciato oggi assume anche caratteristiche più generali, riproducibile infatti in tutte le occasioni (sempre più numerose) e in tutti i settori in cui lo sviluppo del conflitto sociale assume forme di reale opposizione, più o meno radicale, all’impoverimento generalizzato e allo sfruttamento di classe.
La criminalizzazione e la dura repressione di ogni dissenso, a maggior ragione in un contesto di profonda crisi come quello attuale e di coartata ridefinizione delle relazioni sociali e industriali, è così il fine ultimo di chi non vuole che “il manovratore venga disturbato”.
Le draconiane e antipopolari misure economiche adottate dal “governo diretto del capitale”, che segnano un’accelerazione nel processo di attacco al lavoro, non devono trovare infatti alcuna opposizione.
Ma questi chiari segnali non potranno in alcun modo fermare le lotte in atto, a partire proprio da quella della Val di Susa, né potranno arrestare l’ampia solidarietà che si sviluppa e che mette in relazione i diversi movimenti e i diversi soggetti sociali.

Criminalizzazione e repressione non fermano il movimento NO TAV!
Solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione!
SARA’ DURA !

Centro Sociale Vittoria – Milano
26.01.2012

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“Questa mattina una spettacolare operazione di polizia ha portato all’arresto di decine di militanti del Movimento NoTav in tutta Italia, con l’accusa di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
L’operazione di polizia ha chiaramente lo scopo politico di criminalizzare la lotta di un territorio e di lanciare un messaggio forte a tutti coloro che non accettano devastazioni sulla propria pelle: non si ammettono ostacoli alle imposizioni del potere, del Capitale, del pensiero unico.
L’opposizione della val di Susa e di tutto il Movimento schierato al suo fianco, terrorizza anche e soprattutto perchè ha sperimentato una nuova maniera di fare comunità, di assumere protagonismo, di decidere le sorti della propria esistenza. E questa inedita “presa di parola” non doveva e non deve costituire esempio riproducibile, in un paese che ha deciso di schierarsi pienamente a sostegno dei poteri forti e contro le istanze territoriali.

L’Assemblea Antifascista Antirazzista di Massa Carrara esprime solidarietà nei confronti degli arrestati e di tutto il movimento nel suo complesso.”

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Solidarietà al movimento NO TAV e agli arrestati da Ginevra.
Colonia Libera Italiana di Ginevra

Elisa Banfi

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Sono italiana, sono piemontese, sono canavesana ma adesso mi trovo a Firenze e non posso raggiungervi, se non con queste parole.
Non so come rendere in modo efficace la rabbia e la frustrazione, che l’intera situazione e questi ultimi avvenimenti fanno montare dentro di me.
Rispetto lo Stato e le Forze dell’ordine, ma non ringrazio per essere stata salvata dalla “permeazione di soggetti violenti”.
I politici dopo avermi costretto ad urlare le mie ragioni, si sono riempiti le orecchie di ovatta; mentre le forze dell’ordine vedono davanti a sé solo folli esaltati, potenzialmente pericolosi, perché nessuno dall’alto ha comunicato che siamo persone razionali, e chissà, non abbiamo mica tutti i torti.
Sostengo l’importanza dei mezzi di informazione, ma riconosco una strategia di vendita, dai titoli ai contenuti le notizie di oggi avevano molto poco dell’oggettivo e molto del “facciamo sensazione”.
Per tutto questo sono molto disgustata e delusa, ma continuerò a dire con orgoglio ed a piena voce che sono contro la TAV.
Ed a voi non demoralizzatevi, non sono un genio, anzi, e se ci sono arrivata io, ci arriveranno anche tutti gli altri.
Alina Stanzino
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assoluta solidarietà al movimento, dopo gli arresti di oggi
Marco Buzzi
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dai notav triestini solidarietà a tutto il movimento, agli arrestati ed a chi da fuori continua la lotta.
domani volantineremo in piazza a Trieste, in preparazione anche all’accoglienza per Moretti che verrà a Trieste il 2 febbraio
si vede la foto del pericolosissimo brigatista arrestato, dalla quale si comprende molto bene come egli possa rappresentare un pericolo per l’ordine pubblico.
quando si perde il senso delle proporzioni vuol dire che si è messi proprio male.
resistendo
Claudia Cernigoi
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CONFEDERAZIONE COBAS TORINO
La Valle non si arrestaLa maxi-retata della Digos che questa mattina ha portato in carcere decine di
militanti ed esponenti del movimento Notav è una operazione non solo grave e
pretestuosa ma è anche l’unica risposta che stato e governo hanno voluto dare
alle proteste di tutto un popolo contro la devastazione ambientale e sociale
della Valle di Susa.Una intimidazione fisica che aggrava e intensifica la militarizzazione del
territorio della Valle e che si affianca ad una operazione mediatica di
criminalizzazione del movimento, opponendo la forza della repressione di stato alle ragioni ed alla determinazione del popolo Notav.

La Confederazione Cobas, mentre esprime la più totale solidarietà e vicinanza a
Guido, Giorgio, Stefano, Tobia e a tutti i militanti arrestati, invita a partecipare a tutte le manifestazioni di protesta e di denuncia e a continuare a fianco del popolo Notav la lotta e la resistenza contro tutte le intimidazioni e le prevaricazioni del potere politico ed economico che attentano alla vita, alla salute ed al futuro della popolazione valsusina.

Torino, 26-01-2012

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Scusate se non sarò originale, scrivo per esprimere la mia solidarietà incondizionata a voi tutt* e soprattutto ai cosiddetti violent* arrestat* e indagat* nel corso dell’operazione repressiva di oggi.
Sono una NO TAV bergamasca e sto con voi dall’8 dicembre 2005, quando partecipando alla ripresa di Venaus, mi sono resa conto lì per la prima volta, della giustezza e dell’importanza, anche simbolica della vostra (nostra) lotta. Da allora sono stata al vostro fianco tutte le volte che ho potuto, c’ero il 3 luglio 2011…e anche dopo. Non sono particolarmente audace, anzi, ma sono tenace e se so di essere nel giusto non mollo, così quando hanno cominciato a lanciarci le pietre dai cavalcavia, bombardarci col cs e gli idranti, sono rimasta, assieme ad altre migliaia di compagn* non sono andata via e quindi oggi in carcere avrei potuto esserci anch’io. Per questo abbraccio idealmente e con tutto il mio affetto i compagn* vittime dell’operazione di oggi.
Colgo anche l’occasione per ringraziare infinitamente il movimento NO TAV  per non essere caduto nemmeno sta volta nella trappola che vorrebbe ci si dividesse tra “buoni e cattivi”.
Perchè sappiamo bene chi sono i cattivi, sono quelli dall’altra parte delle reti, quelli che si fregano le mani pensando alla valanga di soldi che dalle nostre povere tasche si riverserà nelle loro casseforti traboccanti, quelli che hanno architettato l’infame operazione repressiva di oggi credendo di spaventarci mentre si ostinano imperterriti a chiamare questo regime putrefatto, democrazia.Quindi grazie per l’ennesima lezione di dignità, coerenza e integrità, ci si vede sabato a Torino.
Ciao
f
LIBER* TUTT* LIBER* SUBIT*
NON UN PASSO INDIETRO – ORA E SEMPRE NO TAV
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SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI NO-TAV

La notizia delle decine di arresti avvenuti questa mattina contro attivisti NO TAV in tutta Italia non sono inaspettate, ma nondimeno sollevano la nostra indignazione.

Ancora una volta vediamo come la macchina repressiva dello stato prova ad intimidire una realtà di lotta come quella del movimento no tav, che da vent’anni si batte a difesa del territorio, ma anche per un modello di sviluppo diverso, basato sulla dignità ed il rispetto delle persone, prima che sugli interessi delle lobby.

Scriviamo queste poche righe con la consapevolezza che la battaglia contro l’alta velocità è una battaglia che riguarda tutti noi e che questi nuovi arresti non fanno che aumentare la nostra rabbia e la nostra volontà di lottare al fianco della valle che resiste

Siamo stati in Val susa diverse volte, abbiamo conosciuto i compagni che resistono, abbiamo vissuto  la determinazione e l’orgoglio di una valle che non si vuole arrendere e che ad ogni intimidazione ha reagito sempre a testa alta, con la consapevolezza di essere dalla parte giusta e di lottare per un futuro migliore per tutti.

Un abbraccio con il cuore pieno di rabbia a tutti i compagni arrestati.

La Valle non si arresta! Tutte libere, tutti liberi!

 

CSA Oltrefrontiera – Pesaro      

Collettivo C1Autogestita – Urbino          

Collettivo Drude – Urbino            

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SI PARTE INSIEME SI TORNA INSIEME IN QUEI BOSCHI C’ERAVAMO TUTTI!

Credono di isolare la valle , vogliono allontanarci dai nostri fratelli, vogliono dividerci in buoni e cattivi, in infiltrati antagonisti e brava gente valligiana, in realtà dimostrano solo di temere che la macelleria sociale che stanno portando avanti possa ritorcersi contro di loro , che la crisi da subita diventi agita in una direzione precisa quella dell’abbattimento dei privilegi e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e della terra. Temono che questa sia la nostra occasione! Non è un caso che la reazione alla lotta e alla vita No Tav diventi emblema dello stato d’eccezione che stanno creando e dell’ordine che devono ristabilire. Oltre alla necessità di mantenere le promesse di sperpero di denaro pubblico a favore di ditte come minimo in odor di mafia, l’esigenza principale è distruggere la consapevolezza che si respira tra quei monti : Vincere è possibile !La valle è stata per noi in questi mesi una scuola da cui abbiamo imparato che un mondo diverso , una socialità altra già è ! Il nostro essere No Tav è una sconfitta per il sistema, che ha bisogno di usare la violenza contro la voglia di vivere e la solidarietà. Il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli , tanto caro qui in Sicilia a chi non capisce che l’antimafia è una battaglia sociale e non di mera retorica legalitaria ,si dice soddisfatto dell’operazione quasi di liberazione della valle dai pericolosi infiltrati antagonisti dimostrandosi miope se non cieco e spaventato da una lotta patrimonio del movimento, perché mai intesa come questione territoriale contro un treno veloce ma da sempre costruzione di un altro modello di vita e di società. Non ci allontaneranno mai dai nostri fratelli della valle e di ogni dove , non segmenteranno mai il nostro desiderio di emancipazione collettiva da questo sistema, la nostra lotta è unica. E non ci piegheremo mai ai tutori di una legge che è garanzia di un sistema che costringe alla povertà e allo sfruttamento.La nostra legge è la nostra coscienza.

ORA E SEMPRE NO TAV ORA E SEMPRE ANTICAPITALISTI

OCCUPYPALERMO

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comunicato stampa

ARRESTI NO TAV: PDCI-FdS TORINO, LA LOTTA NON SI ARRESTA

“Esprimiamo il nostro radicale sdegno per i 26 arresti all’interno
del
movimento No Tav” – dichiara Mao Calliano, Segretario Provinciale
Pdci
Torino – “Con Berlusconi o con Monti non c’è differenza: chi dissente
viene
arrestato e perseguito.” “Criminale non è chi lotta contro la Tav” –
continua -“ma chi vuole imporre contro tutto e tutti questa linea ad
alta
velocità.” “Non saranno quindi i fatti di stamattina” -conclude
Calliano –
“ad arrestare la lotta, anche questa volta il popolo valsusino
compatto
sarà in grado di rispondere allo stato di polizia.”

Torino, 26 gennaio 2012
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Il Movimento no F-35 del Novarese solidarizza in modo totale ed incondizionato con i notav oggetto di una campagna di repressione degna di uno stato di polizia.

Vogliono fermare la libera espressione del dissenso, vogliono occupare i nostri territori con la violenza, vogliono militarizzare ogni aspetto della nostra vita.

Ma devono sapere che non ci fermeranno.

Devono sapere che non ci piegheremo mai alla logica del profitto.

Devono sapere che siamo in grado di difendere la nostra terra e la nostra libertà.

 

MOVIMENTO NO F-35 DEL NOVARESE

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dal presido della Valsangone un abbraccio e un messaggio di gratitudine e solidarietà a Guido e a tutti gli arrestati
Gianna De Masi
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Dalla Comune Urupia, in Salento, SOLIDARIETA’ a tutti i NoTav arrestati.
Da persone che producono (anche) Olio di Oliva, un sentimento di vicinanza a chi vuole essere “sabbia e non olio nel motore del mondo”.
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La giornata del 26 gennaio 2012 rappresenta un grande e positivo salto di qualità, per il Movimento No Tav, la Valle e tutti i movimenti e cittadini in lotta per la dignità. Dimostra fisicamente che la popolazione sempre più non accetta la speculazione mafiosa puntellata dalla violenza militare, la svendita dello stato, il ricatto sul futuro per giovani e pensionati, la presa in ostaggio di ambiente e persone. Le manganellate ai pescatori o ai pastori, la restrizione dei diritti sindacali nei confronti degli operai, il tentativo di golpe sull’acqua pubblica  e sui beni comuni, sono provocazioni pesanti come quelle ai Valsusini. I ricatti contro i camionisti sono ferite contro i lavoratori e il paese, che alimentano ancor più l’indignazione popolare. La militarizzazione come pratica imposta dalle lobbies dei banchieri, l’uso di armi chimiche, vietate in guerra e impiegate in tempo di pace contro i propri cittadini, sono oscene come l’abbraccio di Osvaldo Napoli a Cosentino o gli arresti di Mario, Giorgio e Guido. Per questo ieri sera, nella immensa fiaccolata di Bussoleno si vedevano di nuovo tutti, famiglie, amministratori e bande musicali, bambini che appendevano disegni e scritte no tav dai balconi, vetrine illuminate dalle luci della solidarietà e striscioni che ricordavano che “La Valle non si arresta!”, che una comunità solidale non lascia indietro nessuno e sa abbracciare ogni gesto di giustizia, da Torino, a Roma a Palermo. Chi ha avuto tempo di seguire i telegiornali si sarà reso conto immediatamente di almeno un paio di elementi: la loro paura, menzogna e ignoranza, che strideva miseramente a fronte della nostra serena determinazione, che sa stringere i cittadini in un abbraccio compatto e giusto a fianco di chi viene colpito perchè vuole dignità e rispetto. Con questo spirito, sereno, determinato, pacifico, prepariamo la grande manifestazione di sabato a Torino e continuiamo a inventare strumenti intelligenti per rivolgersi a tutti e smontare l’inutile e dannosa “grande” opera, che rischia di travolgere, con l’incremento del debito pubblico, tutto il paese, non solo la Valle! gigi richetto
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Il CPA FIRENZE SUD esprime tutta la propria solidarietà ai comitati di resistenza della Val Susa e ai compagni arrestati questa mattina, 26/1//2012, in varie città d’Italia.Nel caso in cui non ci basti lo scempio della Val Susa, la militarizzazione di quel territorio, l’esasperazione e la repressione a cui da anni resistono i suoi abitanti, ancora una volta le forze repressive ci ricordano cos’altro possono mettere in campo. 26 arresti, in relazione all’assedio alle reti del cantiere TAV di Chiomonte del 3 luglio 2011, il tutto corredato della solita accusa per associazione a delinquere, metodo sempre più usato dalle questure per colpire ogni tipo di azione e rivendicazione collettiva come accaduto già in altre città d’Italia.
Sappiamo bene che quello di questa mattina è solo uno degli episodi della repressione che da anni va avanti contro il movimento NO TAV  e contro tutti coloro che si oppongono alla costruzione di opere inutili e dannose per il nostro territorio come la linea Torino-Lione; innumerevoli infatti i compagni colpiti prima dai lacrimogeni e poi da fogli di via e divieti di dimora in valle mentre portavano la propria solidarietà e il proprio appoggio agli abitanti delle valli scempiate dalla TAV.
Per continuare a difendere gli interessi degli speculatori, dei mafiosi e dei padroni imprenditori sulle grandi opere, non si esita: 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 1 persona ai domiciliari, 15 obblighi di dimora da Torino a Palermo, per tentare ancora di spengere la resistenza, quella resistenza che il 3 luglio si è palesata nell’assedio del cantiere della Torino Lione per gridare che di queste “grandi opere” sulla nostra pelle ne abbiamo piene le scatole e che continueremo a buttare giù tutte le reti e le sbarre che ci metteranno davanti, perché così sarà finché non saremo liberi dal controllo e liberi di vivere una vita al di fuori delle logiche del mercato e dello sfruttamento.
LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA!!!
SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI ARRESTATI!
SOLIDARIETA’ ALLA VALLE CHE RESISTE!

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Chers amis,

Cari amici,
je vous souhaite une bonne année 2012, avec la santé et la victoire              vi auguro un buon 2012, con la salute e la vittoria dei NO TAV !
des NOTAV !
SI le gouvernement de Rome, envoie ses légions attaquer les gaulois             Se il governo di Roma invia le sue legioni ad attaccare i galli NoTAV, è perché
NOTAV, c’est qu’il a déjà perdu la guerre.                                                  ha già perso la guerra.
Durant la grandeur de Rome, il y a 2000 ans, JAMAIS Suse n’a été                La grandezza di roma dura da 2000 anni, ma Susa non è mai stata conquistata
conquise par les légions romaines !                                                            dalle legioni romane !
Des dizaines de milliers de légionnaires romains sont morts dans le                  Decine di migliaia di legionari romani sono morti nel ‘marchesato di Susa’ e
“marquisat de Suse” et Rome a dù négocier pour passer à travers ce              roma ha dovuto negoziare per passare attraverso questo territorio, verso i
territoire, vers les cols alpins.                                                                    colli alpini.
La mobilisation NOTAV nous rappelle que 2000 ans plus tard, les                   Le mobilitazioni NO TAV ci ricordano che 2000 anni più tardi i Piemontesi della
Piémontais du VALSUSA sont toujours aussi fiers et irréductibles !                 VALSUSA sonbo sempre altrettanto fieri e irriducibili
Je suis fier de vous connaitre et je ferais mon possible pour que                    Sono fiero di conoscervi e faro il possibile perché la vostra causa giusta sia
votre cause juste soit entendue par le plus grand nombre.                           sostenuta da un gran numero di persone.
Vive la VALSUSA LIBERA et FORZA NOTAV                                                Viva la VALSUSA LIBERA e FORZA NOTAV
La vérité et la justice finissent toujours par triompher !                                La verità e la giustizia finiscono sempre per trionfare !                                                                             A presto e coraggio !
                                                                             Jean Blanc

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Sono la mamma di Zeno Rocca, uno dei giovani arrestati per i fatti del 3 luglio. Ringrazio per la solidarietà che traspare da ogni vostro articolo, ne abbiamo proprio bisogno.Io sono molto spaventata per quello che sta succedendo, ma so di non essere sola.
Grazie Adriana
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Ieri mattina all’alba hanno arrestato Guido Fissore, un mio amico di Villarfocchiardo (Valle di Susa), dove è anche consigliere comunale. Guido è alto, qui tutti in valle lo conoscono come un bell’uomo sempre sorridente e pacato, che non dimostra i suoi 67 anni. Lui è uno dei No Tav più conosciuti, siamo stati accanto l’uno all’altro in tante occasioni, negli scorsi mesi. A me dava quasi fastidio, a volte, questo suo essere completamente nonviolento, quel suo cercare di parlare con tutti, specialmente coi ragazzi giovani, per calmare gli animi. Ma era una persona molto determinata: «Nonviolento mica vuol dire piciu» (“pirla” in piemontese), mi disse una volta.
Durante la perquisizione e l’arresto, ieri, è spuntata una pericolosa arma impropria: la stampella di Guido. Avendo avuto un piede rotto recentemente, è stato infatti costretto a servirsene quest’estate. Come? Beh, lo scorso 27 giugno, quando la polizia sgomberò a forza con le ruspe il presidio No Tav, Guido era con il proprio corpo su una della barricate, a fungere, lui stesso così grande e grosso, da barricata. Aveva messo il fazzoletto sul viso perché l’atmosfera era ipersatura di lacrimogeni, ma tutti vedevano chi era. Cercarono di spostarlo a forza, lo strattonarono di peso, e lui improvvidamente colpì gli scudi di due poliziotti con la sua arma, la stampella: le ferite agli scudi dei due tutori dell’ordine sono poi state certificate dalle autorità.
Lo scorso agosto, partecipò a uno sciopero della fame per impedire l’allargamento del cantiere Tav in Valle Clarea. In quella occasione si incatenò al gazebo dei digiunanti: gli agenti, dopo aver tagliato la catena, lo sollevarono di peso (dev’essere un bel peso, capisco come possano diventar nervosi) e lo trascinarono distante, dopo aver buttato la sua stampella in un rovaio vicino, lasciandolo a terra pieno di abrasioni. Lo scorso otto dicembre me lo vedo arrivare vicino alla manifestazione a Susa, ma non con il suo solito bel portamento: aveva appena ricevuto un razzo lacrimogeno CS su un braccio, che era ferito, e sulle parti molli del basso ventre. «Sui coglioni, Massimo», mi disse lui ridendo. Non fece melodrammi né sceneggiate, il male era tanto, ma guarì in tempo per fare da accompagnatore davanti alla recinzione del finto cantiere per una classe di studenti in gita scolastica.
A volte, la potenza mediatica di un’immagine conta più di mille argomenti: l’Alta velocità è un progetto ridicolo, vecchio, dannoso, inutile, costoso, malfatto. Ma sarà una stampella, forse, che lo seppellirà.
Massimo Zucchetti
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L’area programmatica “la Cgil che vogliamo” aderisce alla manifestazione No tav del 28 gennaio a Torino.

La politica, in gran parte sorda  verso le ragioni che portano tanti cittadini, non solo gli abitanti della valle, a contrastare la realizzazione del progetto Tav, è la vera sconfitta anche in queste ore.

La TAV, a maggior ragione in questa fase drammatica di crisi dell’intero paese, è un’opera inutile e  costosa che distoglie ingenti risorse che potrebbero essere orientate, invece, verso il riassetto del sistema ferroviario e verso un progetto più complessivo di mobilità sostenibile.

A 20 anni dall’inizio di questa vicenda, ancora nessuno è riuscito a giustificare le ragioni di questa scelta e a dimostrarne l’utilità ed oggi dopo l’iniziativa della magistratura, la politica, invece di riaprire un confronto serio per trovare soluzioni alternative, sceglie di trasformare le lotte contro la Tav in un problema esclusivo di ordine pubblico.

Un conto è condannare atti di violenza, come anche noi da sempre abbiamo fatto, e sottolineare che sugli atti di violenza la magistratura faccia luce sulle reali responsabilità, altra cosa, come alcuni commentatori fanno, è criminalizzare un movimento dal carattere fortemente popolare e democratico come quello no tav, strumentalizzando l’azione giudiziaria.

Noi non cambiamo opinione ed alla manifestazione ci saremo.

 

To.27/01/2012

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Il Comitato NO TAV Susa-Mompantero esprime vicinanza affettuosa e solidarietà a tutte le persone arrestare ieri nell’ambito di una strategia repressiva messa in atto contro il Movimento e  contro tutti quei cittadini che si oppongono al sopruso e lottano ogni giorno per difendere i loro sacrosanti diritti.

Il nostro pensiero va soprattutto a Guido e a Mario , che conosciamo bene e che sappiamo essere uomini di pace e di solidarietà , lontani dal ritratto violento che ne fanno i media. Ma siamo anche preoccupati per Maurizio , Tobia , Maya e tutti gli altri che anche nel resto di Italia stanno pagando con la privazione della libertà personale il solo fatto di esserci sempre stati a fianco nella lotta contro un’opera oggi più che mai assurda , che distruggerebbe le nostre esistenze.

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sono un no tav del friuli ,ero presente l’8 dicembre sull’autostrada assieme ad alcuni compagni,anche quì da noi sono in programma iniziative.non si molla per nessun motivo,voi siete un esempio per tutti quelli ,che anno una speranza per questo paese non ci arrenderemo mai un’abbraccio ai perseguitati ci dovranno arrestare tutti…sarà dura

Alessandro Fuser

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Il comitato NO TAV Caselette esprime la sua solidarietà a tutti gli arrestati.

Un abbraccio particolare a Guido che alcuni di noi conoscono personalmente.

Ragazzi, vi siamo vicini!

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Il Comitato No Tav Vaie esprime solidarietà a tutti i compagni arrestati ieri 26 gennaio

giorno in cui ognuno di loro è stato privato della libertà personale con la solita arroganza
della macchina repressiva dello stato.
Un abbraccio affettuoso e particolare a Zio Guido, Mario e Giorgio.
LIBERI TUTTI, LIBERI SUBITO!!!
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Ieri, 26 Gennaio presso la ex caserma occupata Del fante di Livorno, l’ assemblea unitaria cittadina
indetta per proseguire il percorso di denuncia dell’ operato delle istituzioni locali e regionali in
merito al DISASTRO AMBIENTALE provocato dalla perdita in mare di più di 4000 kg. di sostanze
tossiche da parte dell’ Eurocargo Venezia Grimaldi il 17 dicembre 2011 e per continuare la mobilitazione
per il loro completo recupero e bonifica del tratto di mare esposto alla contaminazioneEsprime:

La completa solidarietà con il movimento NO TAV che nella giornata di ieri ha subito
l’ arresto di 26 militanti e ne chiede l’ immediata scarcerazione.
Un’operazione repressiva ad orologeria, effettuata proprio due giorni prima della già annunciata manifestazione NO TAV del 28 gennaio a Torino. Per cui, a maggior ragione, non sono tollerabili le dichiarazioni del giudice Caselli, degli apparati di repressione e degli organi di stampa a loro favore che parlano di teppisti provenienti da tutto il territorio nazionale e che dalla Val di Susa gli arresti sono solo tre. La lotta NO TAV è una lotta nazionale e di tutti i cittadini che lottano in difesa dei loro territori contro le speculazioni e la predazione dei territori.

Il Governo Monti e i grandi potentati economi se pensano di risolvere la crisi che essi stessi hanno
provocato  imponendo progetti faraonici, devastanti ed inutili come TAV o come Rigassificatori,
Mega inceneritori, enormi discariche di rifiuti tossici sappiano che avranno contro la resistenza
dei cittadini di tutti i territori nazionali e che gli unici teppisti sono proprio loro che non pagano
mai dei crimini ambientali che provocano.

La crisi non passerà sopra la vita, il lavoro e il territorio delle popolazioni.

La lotta NO TAV è la stessa lotta dei cittadini livornesi che difendono l’ ambiente e il loro mare.

Livorno, 26 Gennaio 2012

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Colpirne uno per educarne centoDopo la fase salva italia e quella cresci italia, arriva finalmente l’attesa “taci italia”. La maxi operazione poliziesca che ha coinvolto 42 compagni/e in tutta Italia accusati di aver preso parte alle azioni di resistenza in Val di Susa il 3 luglio e il 27 giugno scorsi non è soltanto un tentativo di intimidire il movimento NoTav, ma è un monito chiaro a chiunque in Italia alzi la testa.

Quindi autotrasportatori, pastori, pescatori, studenti, disoccupati…siamo tutti avvertiti. Chi non gioca secondo le regole del potere finisce male. Peccato per loro che siamo tutti coscienti del rischio a cui andiamo incontro, ma questo non basta certo a fermarci.

Il movimento noTav è stato di nuovo colpito in quanto esempio di resistenza. Con un modus operandi ormai classico si tenta ancora una volta, con un’operazione che è più mediatica che altro (alcune testate davano le notizie degli arresti prima ancora che questi fossero effettivamente avvenuti), di dividere fra cattivi e buoni, violenti e pacifici, infiltrati e valligiani.
Ma pochi credono ancora a questa retorica e sicuramente non scalfisce i NO TAV, che da 22 anni difendono la nostra terra da chi vuole specularci, lottano contro la violenza cieca e sorda dei promotori di una grande opera inutile e dannosa, impediscono che si realizzi uno dei più grandi furti della storia moderna del nostro paese.

I NO TAV ci hanno insegnato a resistere, determinati, per difendere i beni comuni, quelli che ci siamo scordati essere beni primari e di tutti. La loro lotta, che è anche nostra, ha espresso al meglio quella che è la larga partecipazione, la reale democrazia ed è per questi motivi che ha trovato sempre più consensi.
La triste logica del colpirne 42 per educare tutti non funziona più. Al contrario fa aumentare la rabbia e moltiplica le forze, ricostituisce legami che parevano spezzati, rinforza alleanze che attraversano tutta l’Italia.
Nello stringerci ai compagni colpiti dalla giustizia del potere esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà e chiediamo l’immediata scarcerazione di tutt* le/gli arrestat*!

A sarà düra

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SOLIDARIETÀ INCONDIZIONATA AGLI ATTIVISTI NO TAVI governi cambiano, il malaffare resta. È lampante il conflitto d’interessi del tecnico Passera, insieme Ministro dello Sviluppo e dei Trasporti, e azionista nelle società partecipate di Montezemolo e Della Valle per la costruzione del TAV.
Decine di denunce inascoltate sulle infiltrazioni mafiose e malaffaristiche, sull’effetto ambientale devastante e sulla gestione militare del -giusto- malcontento popolare; un coro di bocciature da messina a Trieste. E come reagisce il governo?  Come sempre.

È scattata ieri mattina un’operazione repressiva di ampiezza inaudita: decine di attivisti, da 15 province italiane, sono stati arrestati per aver preso parte alla memorabile manifestazione del 3 luglio in Val di Susa.
Non si è fatta attendere la risposta dei media, subito in prima linea nel divulgare i nomi degli arrestati accostandoli ad arte e senza cognizione di causa a organizzazioni presuntamente pericolose.
Fanno leva sulla paura per dividere e zittire un movimento popolare attivo che è riuscito a unire le anime apparentemente più inconciliabili in nome della Giustizia, quella vera.

L’Assemblea Permanente – Chieti esprime la sua incondizionata solidarietà ai compagni arrestati.
La Val di Susa rimbomba di un motto che è anche il nostro: “Si parte tutti insieme, si torna tutti insieme!”

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 ribadiamo la solidarietà a tutti gli arrestati , e siamo molto contenti perchè Guido è già a casa, anche se è comunque profondamente ingiusto il tutto. Vogliamo condividere con voi questa riflessione che ci è  giunta da genova.maria teresa e ugo

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E’ con rabbia che apprendiamo la notizia degli arresti avvenuti all’alba di giovedì 26 gennaio, ai danni di 26 militanti No-Tav sparsi su tutto il territorio nazionale, accusati di aver partecipato a vario titolo alle giornate di resistenza del 27 giugno e del 3 luglio 2011.
Riteniamo questa operazione poliziesca chirurgica e vigliacca, volta a isolare la Val di Susa dai suoi simpatizzanti e solidali, tentando di dipingere un movimento popolare che si batte contro una grande opera inutile e devastante, come un ricettacolo di black-bloc ed altri mostri mediatici.
Le parole del mandante dell’operazione, il magistrato in quota PD Giancarlo Caselli, ci confermano questa lettura dei fatti.
Come Ca’ Tron Città Aperta, più volte le nostre strade hanno avuto il piacere di incrociarsi con quelle della Val di Susa, proprio a partire da quel fatidico 3 luglio. Lo scambio, la conoscenza, il condividere la lotta fianco a fianco sono state per noi occasioni uniche di crescita e di maturazione, uno stimolo impareggiabile per continuare a sognare un territorio (e, perchè no?, anche un mondo) libero dalle spietate logiche del profitto e della speculazione.
Per noi oggi contrastare lo scriteriato Piano d’Assetto del Territorio previsto dal comune, opporsi al disegno che vorrebbe una Venezia trasformata in un parco giochi per turisti, dire “no” ai folli progetti della metropolitana sublagunare e del Tav nei nostri territori vuol dire agire con fierezza, senza accettare compromessi, contentini o false mediazioni. Vuol dire agire con tutta la determinazione e la gioia che abbiamo trovato in Val di Susa e che la Valle è riuscita a portare qui da noi.
Sappiamo che la repressione colpirà sempre di più le lotte realmente popolari, le realtà autorganizzate e orizzontali capaci di opporsi al sacco dei territori. Questi arresti ne sono un esempio, come le recenti denunce arrivate agli attivisti del 3e32 all’Aquila o quelle ancora più recenti partite nei nostri confronti. Migliore risposta non potrà che essere la vicinanza e la complicità genuina e spontanea.
Per questo, e per molti altri motivi difficili da spiegare a parole, esprimiamo la più sentita solidarietà agli arrestati, rifiutando ogni contrapposizione strumentale tra buoni e cattivi, tra valligiani e non. Siamo tutti valsusini, siamo tutti No-Tav!
Libertà per le arrestate e gli arrestati!    Ca’ Tron Città Aperta

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Gli arresti e le perquisizioni di oggi, in seguito ai fatti del 3 luglio in Val di Susa, rappresentano l’ennesima svolta autoritaria e il tentativo di punire, dividere e criminalizzare il popolo resistente no tav.
D’altra parte la stretta repressiva del governo – come unico momento di (non) confronto con chi ogni giorno lotta per una società lontana dalle dinamiche mafiose, speculative e clientelari – non sorprende ormai nessuno.
Il movimento val susino, composto da soggettività molteplici, ha come obbiettivo unitario la costruzione di un futuro migliore e si batte contro l’opprimente dittatura delle banche, guardando alla connessione delle lotte come unica via per uscirne.
La rete no ponte esprime, quindi, vicinanza a tutti i compagn* che in questi giorni subiscono l’ingiustizia e l’arroganza del potere.
Rete no ponte – Comunità dello stretto
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Col governo Berlusconi non si sarebbe potuto. Troppo debole. Con Monti si, con buona pace di tutti coloro che spararono mortaretti quando il primo se ne andò, per lasciare il posto all’uomo delle banche e alla ministra piangente. E stamattina il movimento No-Tav è stato colpito da un’ondata d’arresti. Si parla di anarco-insurrezionalisti, antagonisti, sovversivi. Ma anche qualcuno che non può essere catalogato in questo modo, perché sia d’avvertimento per tutti. Come il consigliere comunale Guido Fissore che vedete nella foto appoggiato al muretto di fronte alla recinzione del fantasma di cantiere (visto che a Chiomonte non c’è ancora una trivella al lavoro). Il procuratore Caselli parla di reati specifici e sostiene che non si vuole attaccare il movimento pacifico. Barzellette. Dovrebbe spiegare quale sia l’esigenza cautelare che giustifica il carcere, quali siano i rischi  di “inquinamento delle prove” (se mai ci fossero) per fatti accaduti mesi e mesi fa. Dovrebbe raccontarla giusta. Dire che è un’operazione tesa ad annientare il più forte e consapevole movimento di massa italiano nato e cresciuto contro la Cricca degli affaristi e dei banchieri (a più agio con Monti che con lo stesso “arretrato” Berlusconi) e contro la Casta della politica, fatta di partiti e affiliati economici (per il Pd, leggasi la cooperativa CMC di Ravenna, a cui è stato promesso il primo buco).

Quando apparirà un Caselli che arresta chi distrugge il territorio e la salute dei suoi abitanti per un opera inutile?

Credo che da Napoli, e in particolare dalla giunta di Luigi de Magistris, debba venire un segnale di solidarietà con il movimento No Tav. Senza se e senza ma. Finora de Magistris si è sempre schierato con la Valle che resiste. Non c’è nessun motivo perché la sua solidarietà non si esprima proprio adesso, nel maggiore momento del bisogno .

Guido Piccoli

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Non sono mai riuscito a venire di persona per unirmi alla vostra lotta contro un opera inutile e di devastazione del vostro territorio. Esprimo massima solidarietà ai compagni arrestati.Sono una goccia nell’oceamo ma gradirei essere informato su tutto quello che succederà per poter dare un mio contributo diretto.
Saluti resistenti. Stefano

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La Rete Viola esprime profonda vicinanza e solidarietà nei confronti dei compagni di lotta, nonchè attivisti, NoTav, che nella giornata di ieri sono stati tratti in arresto in tutto il territorio nazionale. E’ chiaro il disegno che si vuole mettere in campo: intimidazione e repressione del dissenso civile, in Val Susa, come in tutta Italia. A questa strategia ci si opporrà con una specifica opera di informazione, al fine di esporre al paese le ragioni del movimento No Tav. In questo periodo storico, in cui il dissenso non è riconosciuto come diritto costituzionale, chiunque esprima idee divergenti rispetto ai diktat governativi, viene delegittimato e criminalizzato. Colpire gli attivisti No Tav serve al governo autoritario di Monti, che segue il sistema partitico di casta, a sedare ogni forma di protesta. La Rete Viola condanna il clima diffamatorio, intimidatorio e poliziesco che in questi mesi ha tentato di reprimere duramente le pacifiche lotte di resistenza civile e di giustizia sociale atte a ribadire il “NO”, chiaro e deciso, nei confronti di una dannosa e deleteria grande opera che non è di alcuna utilità per la Val Susa e per il Paese. Noi non lo permetteremo, come non permetteremo NESSUNA forma di terrorismo ai danni dei cittadini!
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Reggio Emilia
sabato 28 gennaio ore 15
presidio in piazzale MarconiGiovedì 26 gennaio è stata avviata una vasta operazione repressiva nei
confronti del movimento NoTav. Questo movimento ha dimostrato, in quasi
venti anni di lotte, che opporsi ai soprusi dello stato, delle mafie e del
capitale è possibile. E lo ha dimostrato con una lotta quotidiana portata
avanti da decine di migliaia di persone della Valle e da migliaia di
solidali. Lo ha dimostrato tramite una pratica assembleare e dal basso,
con la volontà di creare una mobilitazione condivisa e ampia.
Ora, come già altre volte, lo stato italiano e i media vogliono creare
terra bruciata intorno a questo movimento. E lo fanno con i mezzi che sono
a loro più congeniali: denunce, carcere, manganellate, lacrimogeni e
falsità scritte sui media.
I giornali e i telegiornali, a parte qualche rara eccezione, hanno ripreso
in pieno la favola raccontata dal procuratore Caselli: esiste da una parte
un dissenso – ma che non sia mai resistenza! – legittimo e dall’altra dei
facinorosi devastatori, per cui ogni occasione è buona per lanciare sassi.
È una distinzione che il movimento NoTav ha sempre rifiutato dato che ha
sempre voluto tenere al suo interno un’ampia varietà di pratiche di
resistenza ai soprusi e agli abusi perpetrati da chi vuole imporre
un’opera devastante e inutile ad un paese.
I comitati popolari che si oppongono al TAV non sono composti da ingenui
nemici del progresso e del lavoro; al contrario, si tratta di donne e
uomini, che non vogliono vedere devastato il territorio in cui vivono;
donne e uomini che vogliono il miglioramento dei servizi utili alla
collettività e non agli interessi delle multinazionali e degli
speculatori; donne e uomini che alla voracità del sistema produttivo
vigente preferiscono un’economia rispettosa dell’ambiente e dei bisogni
umani.
È questa volontà che gli arresti di giovedì 26 gennaio vogliono svilire,
affermando con militarizzazioni e abusi che un territorio non è di chi lo
abita e che i politici eletti diventano di fatto i proprietari, contro i
quali non è possibile manifestare dissenso e contrarietà.
Il messaggio che i vari poteri vogliono lanciare è che per spartirsi la
torta dei finanziamenti e degli appalti al TAV si è disposti a tutto:
occupazione militare, criminalizzazione, intimidazioni, fogli di via.
La Federazione Anarchica Reggiana sostiene il movimento NoTav, rivendica
la legittimità del dissenso e della resistenza ed esprime solidarietà agli
arrestati, ai denunciati e ai perquisiti.
Federazione Anarchica Reggiana – Via Don Minzoni 1/d Reggio Emilia

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Parma
Ieri, 26 Gennaio 2012, all’alba, un nostro compagno ha subito la
perquisizione del suo appartamento, è stato sottoposto a fermo e poi
rilasciato con obbligo di dimora. Si è trattato di un’operazione che
rientra nell’azione repressiva  condotta nei confronti del movimento NO
TAV della Val di Susa che, come noto, da anni si oppone alla costruzione
di un opera inutile, dannosa, e che ci costerà almeno tra i 15 e i 20
miliardi di euro. Oltre al nostro compagno, nell’ambito dell’inchiesta più
di quaranta persone sono state colpite con perquisizioni, obblighi di
dimora e 26 arresti. Questo atto repressivo, preparato ad arte per avere
un forte impatto mediatico, è volto alla criminalizzazione di un intero e
composito movimento, evidentemente pericoloso per chi vuole speculare e
trarre profitto dalla devastazione di un territorio.
La repressione è uno dei tanti mezzi con cui si tenta di fermare una
legittima lotta popolare, con la quale siamo da sempre solidali.
Nell’Italia di Monti e della crisi, i NoTav costituiscono un esempio
pericoloso per determinazione, costanza, dimensioni e incisività, un
esempio al quale tutti quelli che si oppongono al governo delle banche
potrebbero guardare per trarre ispirazione e fiducia. Un esempio che come
tale va colpito in modo esemplare.
Se questi arresti contengono anche un messaggio alle opposizioni e alle
resistenze, lo rispediremo prontamente al mittente.
Sabato 28 Gennaio alle 14,30 ci ritroveremo uniti in piazza Garibaldi, per
chiedere la liberazione di tutt* gli arrestati e ribadire la nostra ferma
opposizione nei confronti di chi senza pietà sfrutta, distrugge e guadagna
sulla nostra vita.
Solidarietà a tutti coloro che si oppongono al Tav e a simili mostruosità.
Parma NO TAV
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Trieste
27 gennaio
In occasione dello sciopero di USB e USI AIT e delle iniziative alla
risiera di San Sabba per la giornata della memoria è stato distribuito il
seguente volantino:
La logica rovesciata
Chi difende la natura, il diritto degli alberi ad esistere, dei contadini
a coltivare, dei sentieri a rimanere aperti ai gitanti, del paese a non
venir distrutto da opere di grande impatto e dall’enorme costo
Viene accusato di devastazione
Da chi usa ruspe per abbattere gli alberi, recinti per bloccare i
sentieri, distrugge i campi coltivati, perfora le montagne con tritolo e
modifica irreparabilmente l’ambiente naturale, creando un enorme buco
economico per realizzare dei buchi nella naturaChi cerca di garantire la libertà dei cittadini a vivere sulla propria
terra, del proprio lavoro, nella propria natura
Viene accusato di essere violento
Da chi gasa chi si oppone alle distruzioni usando gas proibiti dalle
convenzioni internazionali, posa filo spinato, usa carri armati militari,
manganelli, fogli di via e mandati di cattura…

la loro violenza non fermerà l’opposizione popolare contro la devastazione
fisica ed economica che vogliono imporci.
NoTav

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Dalla Val Susa allo Stretto un solo grido: MASSIMO RISPETTO!!!
Caselli and &: L’avete cacata!!! PESANTEMENTE!!!!!
Un consiglio fraterno: GIRATE IL BINOCOLO!!!! al piu’ presto…
peppino
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SOLIDARIETA’ DI SIENA BENI COMUNI
AGLI ATTIVISTI-E NO TAV ARRESTATIÈ scattata in 15 province, all’alba di oggi, un’ operazione della Polizia per l’arresto di decine di persone ritenute responsabili di aver partecipato agli incidenti della scorsa estate in Val Susa contro la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Oltre che nel capoluogo piemontese, l’operazione riguarda le province di Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena.
I mass media hanno già incominciato il loro lavoro accostando le singole persone fermate a movimenti dai nomi più o meno ad effetto. Questi signori non hanno capito che il popolo italiano non ne può più e che siamo sempre più uniti per combattere i soprusi che ci vorrebbero far digerire.

Questo a cui stiamo assistendo è l’ennesimo tentativo di spaccare i movimenti popolari tra buoni e cattivi. L’ unione tra le differenti anime sotto la bandiera della stessa lotta fa paura al governo Monti come faceva paura al governo Berlusconi. Il popolo dei NO TAV, come Il movimento dei forconi, fa, giustamente, paura a questo governo perché incarnano il popolo che si muove svincolato da ogni controllo e tentativo di strumentalizzazione.

Il loro tentativo di far passare per cattivi coloro che stanno lottando per difendere i proprio diritti sarà vano. Noi rimarremo uniti e sosterremo i compagni del movimento NO TAV senza alcun tentennamento, anzi, con sempre più vigore.

Ci chiediamo quanto questa operazione di repressione del movimento e di infangamento della sua immagine abbia a che fare con l’agenda politica del governo dei banchieri. Non è difficile, infatti, notare che il Ministro dello Sviluppo e dei Trasporti, Corrado Passera, il quale appena eletto dichiarò l’importanza strategica della linea ferroviaria Torino-Lione, possiede azioni delle partecipate dei nuovi treni veloci di Montezemolo e Della Valle. Lo stesso governo si appresta a liberalizzare la concessione delle linee ferroviarie. Ancora una volta, l’agenda politica del Paese è in ostaggio del conflitto d’interessi del Ministro di turno e le attiviste e gli attivisti dei movimenti che difendono il Bene Comune vittime sacrificali sull’altare degli affari delle lobby.

Siena beni comuni esprime piena solidarietà al movimento NO TAV e ai compagni arrestati dando pieno appoggio e disponibilità alle iniziative che verranno prese a riguardo. Saremo sempre dalla parte di chi lotta per difendere i propri diritti e il proprio territorio.

Assemblea Siena Beni Comuni

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Loro arrestano, la lotta cresce. La loro arroganza è il segno della loro debolezza e della nostra forza  A tutte e tutti gli arrestati e denunciati va la solidarietà totale e fraterna del Circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno. Liberi tutti , liberi subito!
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COMUNICATO STAMPA

Forum Acqua vicino al movimento No Tav

Il Forum Italiano dei Movimenti nell’Acqua è vicino alle popolazioni della Val Susa e al Movimento No Tav, protagonisti negli anni di una lotta dal basso, documentata e consapevole, in difesa del territorio e dei beni comuni. Molti attivisti No Tav sono infatti impegnati attivamente nella campagna contro la privatizzazione del servizio idrico e la mercificazione dell’acqua.

Conoscendo bene, anche sulla pelle di alcuni nostri attivisti, il rischio che corre chi va a toccare interessi economici molto forti, temiamo che l’ondata di arresti di ieri rappresenti un monito a tutte le vertenze aperte nel nostro paese e che sia una mossa per screditare tutto il movimento No Tav, e i movimenti i generale, mostrandoli agli occhi dell’opinione pubblica come un manipolo di violenti.

Sappiamo che partecipazione, democrazia dal basso, difesa del territorio non possono essere arrestate.

Roma, 27 gennaio 2012

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ciao sono rimasto senza parole alle notizie degli arresti

possa darvi forza la mia vicinanza e la nascita di mia figlia Anita, avvenuta sabato scorso

per lei continuerò ad impegnarmi per un mondo migliore

un abbraccio

ernesto

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IL compagno Giuseppe Tiano segretario generale della FILCTEM  – CGIL di Cosenza è da anni, in Calabria,  anche in stretta collaborazione con SEM-rete@sinistra , uno degli  animatori più impegnati dei movimenti per il lavoro, per i diritti dei lavoratori, per la legalità, per l’accoglienza, per  i beni comuni e per la difesa del territorio. Protagonista di tante manifestazioni contro il Ponte, la Nave dei Veleni, la ndrangheta, cosi come di tante vertenze sociali ed occupazionali. Con questo bagaglio il 3 Luglio scorso ha partecipato alla manifestazione in Val di Susa per portare solidarietà e vicinanza alle popolazioni NO TAV.  Lo ha fatto in maniera assolutamente,  pacifica insieme ad altre migliaia di manifestanti impegnati  da anni nella difesa del territorio della loro Valle, “dalla devastazione tecnologica, per giunta, come tutti sanno economicamente improduttiva”. Per questo ha lasciato sconcertati  apprendere della sua perquisizione e  della denuncia in stato di libertà con l’accusa di “ violenza e minacce a pubblico ufficiale” nella più generale operazione di polizia compiuta nell’intero Paese.

 A Lui esprimiamo come SEM la massima solidarietà e vicinanza, sicuri del suo operato pacifico   in Val di Susa  cosi come in tutte le altre decine di manifestazioni cui ha partecipato.

Nella certezza  che la magistratura torinese chiarirà  le responsabilità individuali,  evitando generalizzazioni che possono solo assumere significati intimidatori, esprimiamo la stessa solidarietà alle popolazioni della valle  e alle migliaia di manifestanti!

Mimmo Rizzuti

( portavoce SEM- rete@sinistra )

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A fianco del Movimento NO TAV senza se e senza ma.

 

Cari compagni e compagne,

non sarò oggi con voi alla manifestazione a Torino perché ho scelto di andare a Napoli alla riunione sui beni comuni dove sosterrò le ragioni del movimento No TAV e la necessità che quell’assise si pronunci in modo chiaro a favore del movimento. Ritengo infatti che gli arresti e le denunce sono l’ennesimo tentativo di delegittimare e dividere il movimento, a cui bisogna rispondere allargando i pronunciamenti a favore del movimento e obbligando tutti a riconoscere le ragioni del movimento. Il disegno del governo è quello di presentare il Movimento No TAV come un problema di ordine pubblico. E’ un disegno reazionario che cerca di riportarci all’800, in cui le proteste popolari non erano trattate come una questione politica ma come un problema dei carabinieri, un problema di repressione. Noi non ci stiamo. La Val di Susa è la più grande esperienza di democrazia partecipata che vi sia nel paese. L’esperienza della Val di Susa è la più grande dimostrazione che in Italia vi è chi tiene la schiena dritta e non si piega ai ricatti e alla corruzione. L’esperienza della Val di Susa ha molto da insegnare ad un parlamento che ha trasformato l’Italia in un protettorato tedesco, che vota sotto dettatura le sciagurate politiche volute dalla Merkel e che tiene fuori dalla galera un figuro come Cosentino. E’ nell’esperienza della Val di Susa che vive la legalità Costituzionale, non certo in un governo che sa fare solo gli interessi dei potentati economici.

Per questo voglio ancora una volta esprimervi a nome mio e di Rifondazione Comunista il massimo di solidarietà e tutto il nostro impegno per difendere il movimento e vincere contro questa manica di affaristi che porta il nome di capitalismo. A sarà dura, ma come sappiamo, la unica luche che se pierde es la que non se combate!

Buona manifestazione a tutti e tutte

 

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista
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Buongiorno Gabriela, Matteo, Giorgio, Giuseppe, Jacopo, Luca, Tobia, Federica, Michele, Mario, Maja e Fabrizio, che osservate le nubi da una finestra di una cella di Via Pianezza 300. Buongiorno a te, Guido, che sei tornato a casa, ma non puoi ricevere nessuno e ti è vietato persino l’uso del telefono. Buongiorno a te, Maja, finalmente a casa, con quella vita dentro che speriamo ti dia la forza di sopportare quest’ennesima ingiustizia. Buongiorno anche a voi, amici di Milano, Maurizio, Niccolò, Kalisa, cuori NO TAV rinchiusi nel carcere di San Vittore. Buona giornata anche a te, Juan Antonio, rinchiuso nel carcere di Rovereto. E buongiorno a te, Antonio, in quella cella a Pistoia. Buongiorno a te, Samuele, troppo generoso per non essere trattenuto nel carcere di Asti, troppo impegnato per gli altri..perché lasciassero a te quello che ormai è diventato un privilegio che non possono più concederci: la libertà. E buona giornata anche a te, Damiano, anche a Rebibbia ti possa arrivare il nostro abbraccio ed il nostro sostegno. Buongiorno a Zeno, incarcerato a Padova, e a Gabriele, rinchiuso nel carcere di Genova.
Siamo con voi, perché si parte e si torna insieme non è una frase vuota, è una promessa. A voi che rischiate di pagare per tutti va il nostro pensiero speciale. A voi che siete arrivati anche da lontano perché consapevoli che questa lotta è un bene comune da preservare, va un abbraccio ancora più forte. Per voi continueremo a lottare, sfileremo a migliaia oggi a Torino pronunciando i vostri nomi, raccontando la vostra storia. La storia di uomini e donne che, come Nina e Marianna, come Marta, Salvatore, Roberto e Gianluca,  hanno scelto di mettersi in gioco, di vivere non soltanto per il proprio benessere, ma per difendere i diritti di tutti. 
Hanno chiuso i vostri corpi in quelle celle. Non chiuderanno mai le vostre anime, i vostri sogni. Tenete viva in quelle aride stanze la Libera Repubblica della Maddalena, tenete vivo il sogno di un mondo più giusto. Noi faremo la nostra parte, affinché sentiate la nostra vicinanza e perché presto possiate essere nuovamente tra noi: TUTTE E TUTTI LIBERI!

Simonetta
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DA ALBANO ALLA VAL SUSA ORA E SEMPRE NO TAV!
Solidarietà con tutti/e gli arrestati/e e i denunciati/e

All’alba della mattina del 26 gennaio, 52 persone solidali alla lotta NO TAV Torino-Lione sono state svegliate dall’arroganza delle forze dell’ordine. Nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla questura di Torino sono state effettuate in tutta Italia molte perquisizioni che hanno portato a 26 arresti e 16 denunce a piede libero per le mobilitazioni contro la costruzione della linea ad alta velocità in Val di Susa. I fermati sono accusati di aver preso parte alla grande manifestazione del 3 luglio scorso, quando più di 70.000 persone hanno assediato il “fortino militare” di Chiomonte in Val di Susa, dove dovrebbe sorgere il cantiere per lo scavo di un tunnel di più di 50 km.
Come movimento che si batte contro le nocività, contro le discariche e gli inceneritori nel Lazio, esprimiamo la nostra vicinanza, la nostra solidarietà e tutta la nostra complicità a coloro che sono stati/e arrestati/e o denunciati/e solo per aver difeso la Val di Susa dalla speculazione e per aver resistito all’occupazione militare da parte dello Stato. Noi ci troviamo nel Lazio ed è nel Lazio che lottiamo contro la speculazione e l’aggressione ai territori che qui, prima di tutto, si traduce in discariche e inceneritori. Se fossimo in Val di Susa avremmo lottato anche noi contro il TAV. Ma nonostante le distanze non vediamo differenza tra la nostra lotta e quella dei valsusini: sono entrambe lotte contro il capitalismo che non riuscendo più a creare profitto con la produzione di beni, aggredisce i territori e le popolazioni che li abitano, cementando per continuare a crescere; le nostre sono, quindi, entrambe lotte per la difesa dei territori e per l’autodeterminazione di chi li vive.
Proprio per questo anni fa, durante le iniziative o i campeggi NO TAV, ma più recentemente anche durante l’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena, durante il 3 luglio, eravamo anche noi in Val di Susa a lottare al fianco dei valsusini, ad innalzare barricate o a respirare con loro aria di montagna mista a lacrimogeni. Le bandiere NO INC sventolavano al fianco di quelle NO TAV. Perché crediamo in questa lotta e crediamo che sia anche la NOSTRA lotta. Anche noi, ad Albano, a Roncigliano, SIAMO CONTRO IL TAV!
E’ questo che i politici, la sbirraglia fatta da PM o uomini in divisa, il Procuratore Capo di Torino Caselli non riescono o non vogliono capire. Si sono precipitati ad evidenziare che solo 3 delle persone arrestate sono della Val di Susa, mentre i restanti sono “estremisti facinorosi” che provengono da altre parti d’Italia, “la distantissima” Torino prima di tutte. Quello che non capiscono questi soggetti corrotti, forse perché troppo attenti al loro conto in banca individuale, è che, dopo vent’anni di lotte, la resistenza e la contrarietà al TAV è una RESISTENZA collettiva e diffusa su tutto lo stivale!! Continueranno ad affluire persone da tutta Italia per difendere quella valle dalla distruzione operata dal capitalismo, dai politici e dagli speculatori e in tutta italia si moltiplicheranno iniziative di solidarietà.
I politici di ogni colore plaudono alle operazioni poliziesche, perché ogni partito ha garantita una fetta di quella torta da 22 miliardi di euro che è la linea ad alta velocità. Purtroppo qualcuno osa di più ed invoca la chiusura della radio “Black Out” di Torino, primo megafono della lotta contro il TAV. Per questo esprimiamo la nostra solidarietà anche a tutti i redattori e le redattrici di Black Out che con impegno impagabile fanno un’informazione diversa da quella corrotta e servile di molti media main stream, come La Repubblica o La Stampa su tutte che continuano a pubblicare, non articoli, ma veline della questura.
CONTRO IL TAV, LE DISCARICHE E GLI INCENERITORI
Contro ogni opera inutile costruita solo per speculare!

PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI NOSTRI TERRITORI!
TUTTE E TUTTI LIBERE/I !!

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano

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la valle non si arresta: ANTONIO GINETTI LIBERO SUBITO!
domenica h16,30 presidio sotto il carcere s.caterina via dei macelli,13 pistoia
DIFFONDETE PER FAVORE!!!!

per organizzare la resistenza di domenica in solidarietà col nostro compagno non sarò oggi presente a torino con voi che tanto sarete centinaia di migliaia!!
mi fa piacere che almeno il caro assessore sia stato mandato a casa. ORA LI VOGLIAMO TUTTI FUORI!

intanto oggi pomeriggio a firenze la manifestazione alle h15.30 in pza ss.annunziata sarà dedicata a tutti i colpiti dalla repressione

ORA E SEMPRE NO TAV!

data la nostra piccola realtà e i numeri esigui con cui ci troviamo a fare i conti abbiamo bisogno di aiuto: che qualcuno dalla valle scenda a presentare alla città cos’è il movimento NO TAV! e far vedere che chi è nel movimento non è una bestia feroce, ma una persona che difende i suoi diritti. come antonio. è una necessità uscita ieri a conclusione di un’assemblea fatta per decidere come muoversi e come affrontare la detenzione del nostro compagno senza che resti abbandonato in cella. confidiamo che questo nostro appello sia ascoltato e qualcuno scenda da noi.
abbracci libertari,
nicoletta

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avv. De Francesco

VIVA  I  NO TAV

Da anni, il popolo della Val Susa sta portando avanti una importante e fondamentale battaglia contro la costruzione della linea TAV, treno ad alta velocità.

E’ importante perché l’opera è dispendiosa, dannosa ed assolutamente inutile.

Esiste già una linea ferroviaria Lione Torino, a doppio binario, ristrutturata da pochi anni, che viene utilizzata solo per il 25% delle sue capacità.

Se già esiste una linea quasi inutilizzata, perché se ne deve costruire un’altra ?

Per la costruzione è previsto lo scavo di un tunnel di 54 Km in una montagna piena di amianto che, secondo le previsioni della ASL di Torino, provocherà nel giro di pochi anni circa 20.000 morti di tumore.

Per non parlare della devastazione ambientale.

Il tratto costerà inizialmente 14 miliardi di euro. Secondo le previsioni, il costo triplicherà come è già successo per la linea TAV Roma Napoli: previsti 2 miliardi di spesa, è costata più di 7 miliardi; 32 milioni di euro al Km..

In ogni caso, i 14 miliardi occorrenti saranno prestati allo Stato italiano dalle banche europee ad un tasso di interesse che nel giro di pochi anni diventeranno 45 miliardi di euro.

Soldi che aumenteranno il debito pubblico per cui sarà chiamata la gente a pagarlo.

Della spesa finale saranno gli speculatori a trarne profitto.

Sempre della TAV Roma Napoli, la spesa è stata di oltre 7 miliardi ma il costo effettivo dell’opera è stato di 2 miliardi. Il resto è andato tutto in tangenti.

La TAV non apporta riduzione di tempi di percorrenza.

Nel caso della Roma Napoli, già nel 1969 le elettromotrici ALe 601 impiegavano 90 minuti sulla linea tradizionale che si trova allo stato di sua realizzazione, del 1929 (con un sistema di blocco con ripetizione dei segnali in cabina a soli 4 codici, che limitano la velocità massima).

Insomma, si è realizzata la TAV per ottenere lo stesso risultato che si era raggiunto nel 1969  con materiale rotabile più antiquato ed una linea della prima guerra mondiale.

In pratica, basta riqualificare le linee storiche ed i tempi di percorrenza saranno ridotti ugualmente, senza dover spendere tanti soldi con nuove opere costosissime ed invasive.

Appare chiaro che la T.A.V. è solo una scusa per impiegare maggior soldi che possono essere accaparrati da speculatori. Tanto grandi sono le opere, tanto più consistenti saranno i profitti delle aziende appaltatrici e le tangenti dei politici.

Ecco perché la battaglia dei NO TAV è anche fondamentale per tutti noi. Perché è una battaglia di civiltà e di giustizia, contro lo strapotere dei potenti che utilizzano anche una linea ferroviaria per sporche operazioni finanziarie a scapito della popolazione sempre più chiamata a pagare debiti che hanno contratto altri e di cui non trarrà alcun beneficio.

L’opposizione alla TAV è sacrosanta e legittima. In tutti modi deve essere impedita la realizzazione della TAV.

La battaglia dei NO TAV è in favore di tutta la collettività. La loro vittoria sarà la vittoria dell’umanità. Per questo va sostenuta e difesa.

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Marco Revelli

Ancora la Val di Susa. Ancora la resistenza contro il Tav. Il blitz – così lo chiamano giornali e tv – di giovedì all’alba è caduto in un paese segnato dalla crisi e attraversato da ventate di rivolta a cui non si era più abituati, dai “forconi” siciliani agli autisti dei tir. E già prende corpo l’idea di una manovra repressiva ad ampio raggio, che affianchi all’autoesclusione della democrazia parlamentare la chiusura degli spazi di mobilitazione dal basso nel quadro di una modernissima forma di dispotismo della ragione economica e dell’emergenza finanziaria.
In effetti, ci si sarebbe aspettati che in un momento in cui si raschia il fondo del barile per far cassa, e si spremono persino i pensionati per ridurre il debito pubblico, si dedicasse non dico un encomio solenne al valor civile, ma quantomeno un minimo di ascolto a chi da anni si batte per evitare che una ventina di miliardi di euro vengano gettati in un buco inutile e dannoso. E che il peso di quell’opera folle fosse sollevato dalle spalle degli italiani. Invece i 26 arresti, le perquisizioni a tappeto, gli ordini di custodia cautelare. Perché tanto accanimento? E perché ora, a sette mesi dai fatti contestati?
Con tanta inopportunità nei tempi, nei modi e nelle dimensioni dell’azione repressiva?
Credo che le ragioni siano due, entrambe estranee a un qualche piano generale di cui questa classe politica, per quanto male se ne pensi, non sembra né in grado né interessata. La prima attiene alla natura dell’opera. Tutto ciò che riguarda il Tav è destinato ad assumere dimensioni abnormi. Parossistiche. L’intreccio di interessi che ruotano intorno ad esso è tale che qualsiasi contestazione, dubbio, ostacolo assume il carattere dell’attentato. Qualsiasi gesto di resistenza subisce lo stigma di un atto di guerra. Vale davvero per il Tav quello che vale per le linee dell’alta tensione: «Chi tocca i fili muore». Chi pone ostacoli alla Torino-Lione rischia di fulminarsi: non per nulla il cantiere di Chiomonte è stato dichiarato, con atto sconsiderato, «strategico», come le basi Nato in Afghanistan. Gli arresti di giovedì sono stati invocati, a gran voce, da politici di ogni colore, in forma rigorosamente bipartisan, con toni imperativi da crociata, con l’appoggio di pressoché tutte le grandi testate giornalistiche.
La seconda ragione è più banale. Mi viene un solo termine: ottusità. Non conosco tutti gli arrestati. Ma quelli locali sì. C’è un barbiere di paese, amato e stimato da tutti, in solidarietà del quale si sono mossi in blocco i commercianti di Bussoleno. C’è un consigliere comunale che al momento dei fatti era azzoppato e si sosteneva con due stampelle, una delle quali figura, con raro sprezzo del ridicolo, come corpo del reato, novello Enrico Toti del nord-ovest. C’è un vecchio anarchico, Tobia Imperato, che tutti noi conosciamo: uno che da anni entra ed esce di prigione ad ogni manifestazione, come i suoi antenati ai tempi delle visite del Duce, ma che non farebbe male a una mosca. E poi un ex Br, quasi settantenne ormai, basta vedere la fotografia, difficile immaginarlo a fare guerriglia sui dirupi scoscesi della Maddalena. Più probabile che sia stato messo li, nella lista, per abbellire il quadro con un pizzico di terrorismo scaduto.
Sette mesi di lavoro di intelligence per arrivare a questo? A mandati di cattura senza flagranza di reato? E per reati che, se comprovati, sarebbero da considerarsi comunque “minori”? Nutro una grande stima personale per il procuratore Caselli. Conosco il suo impegno non solo nella battaglia alla mafia ma anche nel volontariato. Mi ha fatto davvero male vederlo mettere la propria faccia e la propria parola in quest’occasione. Ma forse l’amara conclusione è questa: anche se guidata da un eroe civile, la macchina burocratica-repressiva possiede un’ottusità di fondo inemendabile, che vanifica ogni spirito di giustizia.
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SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA AI COMPAGNI DEL MOVIMENTO NO TAV COLPITI DALLA REPRESSIONE

All’alba di ieri, 26 gennaio, le forze repressive della borghesia italiana, su mandato della “solerte” magistratura, hanno arrestato 26 compagni impegnati nella lotta contro il criminale megaprogetto della TAV in Val Susa. Altri sono oggetto di denuncie e misure restrittive di vario tipo.
Si tratta di un attacco al Movimento NO TAV in qualche modo annunciato, ma non per questo meno inaccettabile e vergognoso. Un attacco che, in linea con l’escalation generalizzata della repressione in Europa e nel mondo contro chi lotta, mira nello specifico a depotenziare il Movimento, a dividerlo tra buoni e cattivi e “delinquenti” e “cittadini per bene”, a isolarlo e a demonizzarlo.
Ad essere colpiti non sono soltanto i compagni rinchiusi in una cella, costretti ai domiciliari o denunciati, ma anche e soprattutto l’esempio e la determinazione di lotta che essi, come tanti altri, hanno profuso dimostrandosi all’altezza della necessaria resistenza contro il TAV, bicefalo mostro bipartisan.
Il Movimento NO TAV, che nonostante le impellenze locali non ha mai lesinato disponibilità e spazi a chi, come noi, si batte in sostegno dei popoli latinoamericani in generale e di quello colombiano in particolare, ha tra le tante virtù un forte senso d’identità, legato al territorio e proprio di una Valle storicamente combattiva, che interagisce e dialoga con chi lotta nel resto del paese e del mondo. I compagni colombiani, siano essi dirigenti contadini, avvocati di prigionieri politici, difensori dei diritti umani o sindacalisti, protagonisti di svariate iniziative in Valle in solidarietà con l’eroica resistenza del popolo colombiano, lo sanno bene.
Da parte di tutti loro e delle organizzazioni che rappresentano, e da parte della nostra Associazione, solidarietà bolivariana a tutti i compagni colpiti da quest’ennesimo attacco repressivo del “democratico” Stato capitalista italiano. In particolare, un caloroso e combattivo abbraccio a Giorgio Rossetto, la cui caparbietà nelle battaglie politico-sociali e generosità internazionalista hanno rappresentato e continuano ad essere un esempio, per i giovani che si affacciano alla lotta, di cosa debba essere un comunista.

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La repressione non fermerà la lotta! Fino alla vittoria NOTAV

Con questo frase, scritta su uno striscione esposto su Corso Numistrano, abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà e complicità con tutti i compagni arrestati, denunciati e perquisiti nell’operazione contro il movimento No Tav per quanto accaduto lo scorso mese di luglio in Val di Susa dove, è bene ricordarlo, ci fu una vera e propria resistenza popolare per la difesa della Valle contro l’apertura di nuovi cantieri per l’alta velocità.
L’ondata repressiva ha colpito 40 attivisti in tutta Italia e anche a Cosenza un compagno, Giuseppe Tiano, è stato perquisito e portato in questura.
Solidali con Giuseppe, con tutti i compagni arrestati e denunciati e con l’intero movimento No Tav.
In quei boschi c’eravamo tutti!
Collettivo Autonomo Altra Lamezia
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comitato Peraltrestrade Dolomiti si associa allo sdegno espresso dalla miriade di comitati territoriali d’Italia; l’azione repressiva messa in atto dalla procura di Torino nei confronti del movimento No Tav della val Susa, rappresenta perfettamente il conflitto in atto, tra capitale e territorio . E come sempre nella storia, il potere poliziesco sta dalla parte del Capitale. Oggi il Capitale sta distruggendo la speranza di vita di milioni di persone ed’è un preciso dovere di tutti coloro che ne hanno il coraggio e la capacità, quello di mettersi di traverso sui nefasti binari che portano noi e le prossime generazioni verso il baratro. C’è già stato un tempo in cui le Nazioni e tutti i poteri costituiti, rimanevano a guardare, quando non se ne rendevano complici, i macabri treni che portavano le popolazioni al massacro; nessuno ha mai chiesto scusa per questo, anzi, a distanza di tempo tutti vogliono dire di essersi battuti come leoni per impedire la tragedia. E’ facile, dopo.

Noi, società civile, movimenti, associazioni e comitati, non vogliamo aspettare; vogliamo, per amor dei nostri figli, come cantavano le mondine molti anni fa, fermare, con i nostri corpi sulle rotaie, chi ci sta perdendo.Solidarietà con le gente della Val di Susa in lotta contro la realizzazione di un’opera mostruosa e inutile.

Comitato interregionale Per Altre Strade Dolomiti
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ATTACCO AL MOVIMENTO NO TAVAll’alba di giovedì 26 Gennaio, su mandato della procura di Torino, ci sono state in quindici province d’Italia perquisizioni in abitazioni private e centri sociali a carico di attiviste/i NO TAV.

L’esito è stato di 26 arresti, 15 misure di obbligo di dimora e un divieto di dimora nella provincia di Torino.

I reati contestati sono: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento per una serie di manifestazioni tenutesi in Val di Susa tra il 27 Giugno e l’8 Dicembre.

Il movimento colpito è quello NO TAV, che da più di vent’anni lotta e resiste contro una cosiddetta “grande opera”, l’alta velocità, perché la ritiene inutile e dannosa per il proprio territorio, ma che è sostenuta dai governi di destra e di sinistra per puri interessi economici, legati alle mafie e alle lobbies che li finanziano.

Noi, antileghisti della provincia di Varese, non possiamo che sentirci vicini a questa lotta e al popolo valsusino, viste le basi comuni che ci legano a questo movimento.

La Val di Susa, infatti, ha saputo esprimere efficacemente quel senso di difesa del proprio territorio, che a noi piace, fatta di disinteressato amore per la propria terra, di capacità di desiderare e creare il proprio futuro senza delegarlo ai poteri forti, fatta di accoglienza e apertura verso coloro che pur non abitando in quei territori li hanno difesi con la propria presenza durante le lotte.

Quanto siamo lontani e contrari al leghismo razzista, escludente e predatore presente sui territori in cui viviamo, così ci sentiamo affini e vicini alla resistenza no tav, dove chiunque è benvenuto purché difenda per davvero il territorio in cui vive, non con l’inganno della retorica tradizionalista.

Padroni a casa nostra non ci siamo mai sentiti, ma piuttosto ospiti di un territorio che vogliamo preservare da speculazioni edilizie, mafie e da politici di ogni risma. Malpensa insegna.

Detto ciò, ci suona strano che la procura di Torino sostenga che non si tratta di un attacco al movimento no tav, ma piuttosto una contestazione di reati specifici a singole persone… se poi fosse vero che questi attivisti hanno resistito alla distruzione di questa terra con i propri corpi, le proprie forze o anche lanciando dei sassi contro chi li assaliva, perché non esser loro solidali? Hanno agito con coraggio e amore contro la costruzione di un treno ad alta velocità, che sventrerà l’intera e bellissima Val di Susa, prosciugandola, tra l’altro, di tutta l’acqua presente nella sue montagne e sommergendola di milioni di metri cubi di rocce piene di amianto e uranio pericolosi.

Quale chiamereste crimine tra queste due azioni?

Noi non abbiamo dubbi: la distruzione della montagna in nome del profitto economico.

Non è facile combattere questi malaffari, quindi come dicono i valsusini… A SARÀ DÜRA !

Per la vera difesa del territorio,

Antileghisti Varesotti

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Dalle 13 di oggi 28 Gennaio, in tanti, almeno 150, ci siamo
ritrovati davanti al faro del Gianicolo per far sentire la nostra
voce a tutti e tutte i/le prigionieri/e dell’infame carcere di
Regina Coeli, ribadendo che, nonostante quelle mura, l’isolamento in
cui sono rinchiuse molte persone può essere rotto. Un particolare
pensiero è stato mandato a Damiano, ragazzo arrestato in seguito
alla maxi retata della polizia svoltasi all’alba del 26 gennaio
scorso.Amplificazione con musica, grida e cori hanno animato per più di
due ore il presidio, ribadendo l’avversione a un sistema fondato sui
privilegi di pochi a danno dei molti e che fa del carcere uno degli
strumenti per garantire la propria esistenza.

In seguito, nel pomeriggio, ci si è dati appuntamento per
continuare la giornata con un corteo spontaneo per le vie del
centro.
Ancora cori, volantini e voglia di comunicare alla città.

Siamo tornati nelle strade per ribadire che la repressione non può
affossare una lotta che da più di vent’anni combatte e resiste alle
violenze e alle devastazioni imposte da politicanti e mafiosi.

Abbiamo ricevuto tantissima solidarietà dai passanti,che increduli
raccoglievano i nostri volantini.

Ancora una volta abbiamo dimostrato come la lotta contro il TAV non
si arresta: lo strumento repressivo esercitato dallo Stato non divide
un movimento intero, che si stringe attorno a tutt* gli/le arrestat*
e si nutre della solidarietà che viene da ogni parte d’italia.

ORA PROVATE AD ARRESTARE UN BOSCO CHE CAMMINA!

ORA E SEMPRE NOTAV!!

A SARA DURA!

di seguito il volantino distribuito  durante il corteo:

ORA PROVATE AD ARRESTARE UN BOSCO CHE CAMMINA

Il 26 gennaio, all’alba, una maxi operazione di polizia in tutta italia colpisce diverse e diversi NO TAV con perquisizioni, obblighi di dimora e 26 arresti.
Questura, politicanti vari, e stampa main stream parlano di violenti sovversivi, pendolari della rivolta, corpo estraneo alla democratica e legittima protesta della val di susa.

Sono anni che questi signori cercano di demonizzare il movimento dividendolo fra “buoni” e “cattivi”, black bloc e manifestanti pacifici. Adesso cercano di sbattere il mostro in prima pagina dicendo che questa operazione repressiva non è un attacco al movimento NOTAV, ma a una fantomatica ala antagonista.

Rifiutiamo ancora una volta questa distinzione, sottolineando che la lotta contro l’alta velocità è una lotta popolare ed eterogenea, e che trova nella molteplicità di pratiche e ragionamenti la sua forza. Ogni volta che colpiscono anche un solo NOTAV, colpiscono tutti e tutte noi.
La reazione dello Stato mostra la sua paura nei confronti della determinazione che questa lotta esprime nel contrastare la realizzazione di un’opera inutile e devastante.

Una lotta che da vent’anni continua a crescere, autorganizzata e senza leaders, che continua a resistere alla violenza dello Stato e alla militarizzazione del territorio.
Come sempre siamo dalla parte di chi si ribella all’oppressione, allo sfruttamento della Terra e all’imposizione di decisioni prese da pochi a discapito di molti.

SOLIDARIETA’ A TUTTE/I LE/GLI ARRESTATE/I

ORA E SEMPRE NO TAV

A SARA’ DURA

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Solidarietà con il movimento NO TAV

Il 26 gennaio in tutta Italia si sono verificate 52 perquisizioni che hanno portato a 26 arresti e 16 denunce a piede libero per le mobilitazioni contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione (TAV). Le accuse sono resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e riguardano i fatti di Chiomonte del 3 luglio, quando una grandissima manifestazione si era opposta alla costruzione del “fortino”, creato per proteggere il cantiere di questa grande opera.

Dopo 6 mesi l’ossessione del Procuratore Caselli si fa teorema: fermare, isolare, colpire pezzi “incontrollabili” del movimento per impedire l’estensione della conflittualità!

Da una parte la militarizzazione del territorio dall’altra la repressione del dissenso e delle azioni per difenderlo.

Il movimento NO TAV non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica collettiva di una comunità che vuole decidere democraticamente del proprio futuro.

Per questo noi lavoratori del Comitato d’agitazione permanente delle scuole biellesi esprimiamo solidarietà e vicinanza a quel movimento e a tutti gli arrestati.

Di fronte all’incapacità della politica di rappresentare il dissenso e organizzare il conflitto Comitati di lotta sono nati in tutta Italia: comunità decise ad agire per gestire i propri bisogni collettivi e i beni comuni, difendere il territorio e i propri diritti.

Per questo ci sentiamo vicini a quella lotta, perché ribadiamo la volontà comune di affrontare i bisogni in piena autonomia, convinti che le scelte economiche che cambiano la vita delle persone non possono essere fatte senza il loro consenso.

Soltanto la partecipazione collettiva alle scelte può assicurare democrazia e stabilità.

Biella, 27/1/2012  

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Il Comitato Interregionale “No Tubo”  solidarizza con gli amici della Val di Susa ed esprime vicinanza a tutti coloro che lottano per impedire che un’opera devastante ed inutile massacri un territorio da asservire ai grandi poteri economici:
“La Valle non si arresta”
perchè  sarà sempre vano ogni tentativo di imprigionare un’idea di libertà, di giustizia, di democrazia e di legittimo diritto della difesa del proprio territorio e della propria vita.
28 gennaio 2012, Sulmona, Apecchio, Città di Castello
Aldo, Matteo, Stefano e gli amici del Comitato No Tubo – Umbria e Marche
Anna, Giovanna, Alessandro e tutti gli amici dei comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona
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Ciao Doriana,

ho visto il vergognoso attacco mediatico che avete subito. Volevo portarti la mia solidarietà e anche complimentarvi per come avete reagito, alla grande e prontamente.

Mio fratello tra l’altro conosce personalmente uno dei due “ex-brigatisti” che hanno arrestato: un vecchietto di ottant’anni che se ne è fatti ventisette di galera per non aver rinnegato niente, e che ora cerca da fuori cerca di aiutare i carcerati e le loro famiglie. Figùrati!

Buona resistenza, e se riesco parteciperò a qualche vostra iniziativa.

Con “simpatia” e stima

Simona

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La repressione non fermerà la lotta! Fino alla vittoria NOTAV

Con questo frase, scritta su uno striscione esposto su Corso Numistrano, abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà e complicità con tutti i compagni arrestati, denunciati e perquisiti nell’operazione contro il movimento No Tav per quanto accaduto lo scorso mese di luglio in Val di Susa dove, è bene ricordarlo, ci fu una vera e propria resistenza popolare per la difesa della Valle contro l’apertura di nuovi cantieri per l’alta velocità.
L’ondata repressiva ha colpito 40 attivisti in tutta Italia e anche a Cosenza un compagno, Giuseppe Tiano, è stato perquisito e portato in questura.
Solidali con Giuseppe, con tutti i compagni arrestati e denunciati e con l’intero movimento No Tav.
In quei boschi c’eravamo tutti!




Collettivo Autonomo Altra Lamezia

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Care Compagne,vi invio il comunicato di solidarietà del D.A.S. (Dimensione Autonoma Studentesca) di Siena (Vedi allegato)

Oggi alle 16 abbiamo un presidio di solidarietà fuori dal carcere di Pistoia dove è detenuto il Compagno Antonio GINETTI.
 Speriamo di essere in tanti e poi quì in Toscana ci inventeremo altre forme di solidarietà e di azione a sostegno della vostra lotta che è anche la nostra.
Un caro saluto da me e Marina.
A pugno chiuso!!
Gianni BASSANI

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In questi anni abbiamo imparato che non c’è democrazia se non c’è
qualcuno che la pratica, quotidianamente, tutti i giorni; abbiamo
imparato che non ci sono beni comuni se non c’è qualcun@ che si attiva
per difenderli, e che solo nella partecipazione si creano comunità e valori.
Con la crisi che ci divora, ci chiediamo perché lo Stato spenda 20
miliardi di euro per un treno che non serve. Con quei soldi si
potrebbero pagare stipendi, pensioni, scuole, ospedali, trasporti
pubblici per tutti.Chi chiede queste cose, chi da vent’anni di/mostra che la democrazia è
partecipazione e non speculazione, chi si oppone allo scempio del
proprio territorio, della propria salute, chi cammina domandando, oggi
viene arrestato, incarcerato, diventa “terrorista”.

Anche noi, qui sull’Amiata, nell’ex “rossa” Toscana, stiamo affrontando la distruzione del nostro territorio, lo scempio della nostra salute, in nome del potere e dei soldi che i soli noti chiamano “sviluppo”. Anche noi stiamo cercando di avviare percorsi di partecipazione e consapevolezza.

Per questi motivi, per la stima e l’affetto che da sempre proviamo per
le donne e gli uomini del Movimento NO TAV, il Laboratorio Amiata
esprime tutta la sua vicinanza e solidarietà ai 26 arrestat@ di ieri.

Laboratorio Amiata
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