movimento — 13 ottobre 2009 at 11:20

Torino Lione: partiti e industriali non sanno più cosa fare!

Cecono_tavhe il Tav fosse argomento comune tra industriali, politici e lobbisti vari è cosa riconosciuta da tempo. Quello che il movimento no tav, così come economisti e geologici non affiliati a nessun potere, definiscono da tempo “partito del tondino e del cemento” o “lobby del Tav”, oggi prende forma ufficialmente con nomi e cognomi. L’altro giorno, presso la sede dell’associazione regionale degli industriali, è arrivata la firma congiunta del presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, e dei rappresentanti di tutti i partiti che dal Pd arrivano fino al Pdl, su una “Dichiarazione comune a favore della nuova linea ferroviaria Torino-Lione” che oltre a ribadire una posizione già ben nota ha l’effetto di ricompattare l’ampio fronte dei partiti pro Tav, che nelle settimane scorse avevano tentato, invano, di costruire un’inedita lista unica di sinistra-centro-destra per l’imminente elezione dei vertici della Comunità montana della Valsusa.
La mossa strategica delle liste civiche vicine al movimento ha seriamente preoccupato il potere, che non sa più come leggitimare la scelta di escludere dalla decisione la popolazione della Val Susa.
E’ inedita la firma congiunta su un documento del genere, non fa gridare allo scandalo nel senso comune, ma vedere tutti i partiti allineati e coperti dietro al “bisogna farlo” rende bene l’idea di cosa sia la politica istituzionale in Italia, senza scomodare le vicende berlusconiane. Una povertà culturale che associa bene la fine di una democrazia rappresentativa che non rappresenta veramente nessuno. Nei giorni scorsi il sindaco e one man show del Pd, Sergio Chiamaprino, si è sgolato nel chiedere la testa degli amministratori valsusini e ha posto in ogni sede l’ìargomento Tav, ricavandosi un palcoscenico anche nel giorno dell’elezione a presidente dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, dicendo: Siamo pro-Tav, non c’e’ dubbio. Speriamo di essere ancora in tempo”. “Il problema in Val di Susa – ha detto Chiamparino – e’ della politica, dove hanno un ruolo preponderante i no-Tav. Se si facesse un referendum tra i cittadini sono sicuro che vincerebbe il si'”. Con buona pace del sindaco, le cose stanno così in parte, dove è vera l’affermazione dul movimento no tav e ridicola quella su un referendum che chiedono tutti da molto tempo e che la Valle non ne sente assolutamente la necessità. E’ una partita a scacchi quella che si gioca, ma presto potrebbe tornare ad essere una sana battaglia popolare, fatta di mobilitazione e partecipazione, visto che secondo i tempi dettati da Matteoli e dall’Osservatorio di Mario Virano, novembre dovrebbe essere il mese dei sondaggi, che sono presentati in un primo documento uscito in via ufficiosa e che pubblichiamo qui .
Chissa’ se come dice Chiamparino saranno ancora in tempo, il movimento no tav lo è e lancia i primi due appuntamenti in coincidenza con la ricorrenza della prima battaglia popolare valsusina, quella del Seghino, quando il 31 ottobre del 2005 il popolo no tav si oppose all’esproprio dei terreni da parte delle forze dell’ordine alle pendici del Rocciamelone, compiendo quell’atto collettivo di resistenza a pubblico ufficiale che ormai è fatto storico e meritevole di ricorrenza.
Il 30 ottobre si terrà un assemblea popolare a VillarFocchiardo e il 31 ottobre il popolo No Tav scenderà in piazza per il ribadire il proprio No all’alta velocità con una fiaccolata da Condove a Sant’Antonino, con appuntamento alle 20.30 alla piazza del municipio.
Nel frattempo è stato inaugurato il quinto presidio sul territorio, a Condove, teatro recente di una sceneggiata del neo sindaco locale, pesantemente genuflesso alla lobby del Tav. Il presidio informativo prenderà forma nella struttura dell’area del Gravio, dove si tennero i primi campeggi no tav e a breve verrò inaugurata.

Ascolta l’intervista con Lele del comitato di lotta popolare No Tav di Bussoleno