movimento — 26 novembre 2009 at 12:06

No Tav: aspettando le trivelle… per bloccarle!

[da Infoaut] 11 dicembre, l’ora delle trivelle”, con questa apertura esoridiscono oggi  i quotidiani torinesi sulla questione Tav. Nuovo annuncio a mezzo stampa dell’Osservatorio per fare di un discorso una realtà, a fronte di un impasse e blocco creato e riprodotto dal movimento No Tav nella decennale opposizione al progetto di altà velocità. L’11 dicembre dovrebbero quindi iniziare i lavori, i sondaggi; vedremo, il movimento No Tav non starà a guardare…

La Stampa, soprannominata La Busiarda dai No Tav, riporta:

Quel giorno le sei trivelle delle imprese che lavorano per conto della Lyon Turin Ferroviarie e di Rfi inizieranno ad essere piazzate sui siti prescelti. Poi dovranno bucare il terreno per estrarre le «carote» e con loro gli elementi di conoscenza geologica che contribuiranno ad elaborare il progetto preliminare della Torino-Lione. Si partirà con un primo step di dodici, forse quindici rilevazioni sulle 91 del programma condiviso all’unanimità da tutto l’Osservatorio. Costo previsto: 6 milioni di euro circa. Si partirà probabilmente da Torino (via Monginevro al confine con strada della Pronda, via Eritrea e poi verso il confine con Venaria) e poi si salirà verso la montagna: San Antonino, San Giorio e Susa. Si scaverà anche in alcuni Comuni della prima cintura torinese. Per completare un carotaggio ci vorranno dieci, quindici giorni. Per ora, comunque, non è stata presa alcuna decisione definitiva.
Le premesse dalle quali riparte il “partito trasversale del Tav” sono quelle del fallimento: l’Osservatorio capeggiato da Virano, il progetto F.a.r.e. spalleggiato da Ferrentino. Tutti tavoli di discussione delegittimati e svuotati di ogni utilità e parvenza di condivisione, che se ne dica sul mainstream. Il movimento No Tav non si è fatto ingannare nel 2005, quando a fronte della militarizzazione si riappropriò del suo territorio liberandolo, e non si farà fregare nemmeno oggi con l’ipocrisia della favola che racconta (ancora!) dell’utilità dei sondaggi anche per considerare l’opzione zero, cioè non fare il Tav… Quale folle impresario investirebbe 6 milioni di euro, a priori, in una bozza di opera sulla quale non ha la certezza di realizzazione…?!
L’annuncio di quest’oggi non è esente da rimandi e nodi da sciogliere, nonostante si voglia far passare il tutto come già assunto ed in cantiere. Il programma completo dei sondaggi sarà illustrato martedi prossimo ai sindaci in una riunione in Prefettura, sarà infatti il prefetto Padoin che, in accordo con le società di progettazione, deciderà luoghi e date d’avvio dei lavori, che saranno sicuramente dopo il 10 dicembre. Il clima che si respira in Val Susa è quello che puntualmente si è riproposto dinnanzi allo scorgere di un’altra battaglia da combattere. Per non permettere la realizzazione del Tav è necessario bloccare i sondaggi, questo il movimento proverà a fare a fronte all’incedere di ogni trivella. Nel frattempo un aperitivo di quel che si mobiliterà in Valle contro i sondaggi si è già dato nell’individuazione e nella cacciata dei tecnici incaricati di compiere i primi rilevamenti del territorio… a San Giorio e Villarfocchiardo i tecnici della Geoworks sono stati costretti a fare i bagagli, non piantando nemmeno un chiodo in un territorio irriducibilmente difeso dal movimento No Tav.