movimento — 19 febbraio 2013 at 10:12

Lettera aperta al movimento NO TAV dal Collettivo AutOrganizzato R60

Carissim* NO TAV e carissm* compagn*,

Ciruz e Riki sono due compagni reggiani del Collettivo Autorganizzato R60 complici e solidali del movimento NO TAV e attivi nelle lotte al fianco di lavoratori e studenti e in quelle contro il parcheggio interrato in Piazza della Vittoria, la devastazione ambientale, la cementificazione selvaggia, l’inquinamento diffuso e la speculazione mafiosa del territorio.

Dal 24 gennaio 2013 Ciruz e Riki sono sottoposti, in qualità di semplici indagati e senza alcun dibattimento processuale, all’obbligo di dimora nel comune di Reggio Emilia e al divieto di uscita notturna dalle 22 alle 6.

I due compagni sono accusati di aver commesso un “gravissimo” reato di opinione perché, nel manifestare la propria solidarietà alla popolazione della Val di Susa, avrebbero oltraggiato e offeso l’onore e il prestigio del presidente della repubblica mediante l’utilizzo di una pericolosissima arma: una bomboletta a vernice spray!

Le motivazioni con cui la procura reggiana ha attuato l’ordinanza delle misure cautelari sono a dir poco ridicole.

Nonostante Ciruz e Riki siano formalmente incensurati e non siano mai stati in Val di Susa, secondo l’accusa la loro appartenenza ad un movimento antagonista è condizione sufficiente perché si configuri il rischio di reiterazione del reato… ovvero quello di essere manifestamente contrari allo scempio che si vuole attuare nella Val di Susa con il TAV.

Ma se i provvedimenti del tribunale appaiano oltremodo sproporzionati per quanto le motivazioni con cui sono stati emessi siano assurde e campate in aria, ancora più aberranti risultano le condotte investigative.

Dagli atti giudiziari si evidenzia che “il 16 dicembre 2011 è stato ritualmente installato un dispositivo GPS” sull’autovettura di Ciruz, “attivista di un movimento antagonista di estrema sinistra, sospettato di essere l’autore di scritte murali nei confronti del sodalizio di estrema destra casapound e di alcuni esponenti di esso”.(cfr. atto tribunale).

Si tratta di un aspetto rilevante e preoccupante della vicenda, perché se basta la semplice appartenenza ad un movimento antagonista o la militanza antifascista per esercitare insensatamente e illecitamente controlli, pedinamenti satellitari, inseguimenti elettronici, intercettazioni ambientali ecc., allora il tutto ha un nome ben preciso: si chiama regime di polizia!

Il tracking satellitare dell’autovettura di Ciruz, durato mesi e attivato sul mero “sospetto di polizia” semplici supposizioni, congetture o ipotesi frutto di deduzioni del tutto soggettive, non ha dato alcun riscontro in merito alle scritte ingiuriose, diffamatorie e minacciose ai danni dei fascisti. Allora gli inquirenti, anche per giustifcare l’illecita installazione del GPS, si sono accaniti sull’accusa di un modestissimo imbrattamento e reato d’opinione.

Tutto questo perché l’autovettura di Ciruz avrebbe sostato in prossimità dei luoghi dove, la notte del 28 gennaio 2012, sono comparse scritte murali in solidarietà al movimento NO TAV.

Del resto, l’accusa sottolinea che le immagini estrapolate da un forno-pasticceria con apertura notturna e da una farmacia mostrano l’effettiva presenza dei due compagni… in preda alla fame chimica all’interno del forno-pasticceria e mentre passeggiano all’esterno della farmacia!

La scritta murale su cui si è accanita la richiesta dell’obbligo di dimora con divieto di uscita notturna è “NAPOLITANO SCHIFOSO BORGHESE NO TAV”.

Secondo l’accusa, la scritta sarebbe stata vergata la notte del 28 gennaio 2012 in risposta “ad un episodio specifico, ovvero alla frase pronunciata da Giorgio Napolitano (È eversione. Massima fermezza) in relazione ai gravi scontri alla fine di gennaio in Val di Susa tra le forze dell’ordine e i manifestati NO TAV”.(cfr. atto tribunale).

Ma a fine gennaio 2012 non risultano gravi scontri in Val di Susa e l’intervento di Giorgio Napolitano risale al luglio 2011 in relazione agli scontri del 27 giugno 2011 e del 3 luglio dello stesso anno.

Ciononostante tra le motivazioni dell’ordinanza delle misure cautelari si legge anche “vi è il concreto, attuale e gravissimo richio che” Ciruz e Riki “pongano nuovamente in essere azioni dello stesso genere di quella loro ascritta, qualora il Presidente della Repubblica assuma posizioni politiche contrastanti con quelle da essi propugnate” (cfr. atto tribunale) .

Un panegirico di parole per nascondere l’insensatezza dell’impianto accusatorio, nonché la frettolosa volontà di colpire quanti scelgono di stare al fianco delle lotte contro la linea ferroviaria devastatrice della Val di Susa .

Carissim* compagn* e carissim* NO TAV,

di fronte ai soprusi di regime che colpiscono il dissenso e in particolare il movimento NO TAV, e in relazione agli innumerevoli tentativi di criminalizzazione che esso subisce e che sono culminati nel processo a 53 attivisti nell’aula bunker di del carcere delle Vallette di Torino, vogliamo porre alla vostra attenzione anche le vicende di questa ennesima e assurda azione repressiva a Reggio Emilia.

Ci proponiamo di farlo affinché ne sia data massima diffusione e perché Ciruz, Riki e tutt* i/le NO TAV colpiti dalla rappresaglia di governi, padroni e mafiosi non siano lasciati da soli.

Infine desideriamo ribadire la nostra totale complicità e solidarietà a tutto il movimento NO TAV e a tutte le ribellioni, le mobilitazioni e le autorganizzazioni dal basso contro l’arroganza dei poteri.

Giù le mani dalla Val di Susa!

Si parte, si torna insieme!

Ora e sempre NO TAV!

Ora e sempre resistenza!

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