movimento — 9 luglio 2008 at 22:26

La val Susa non è d’accordo! Un migliaio in assemblea contro l’accordo di Pra-Catinat e il Progetto Fare

Bussoleno, 4 luglio 2008


Tutti d’accordo? Non proprio…

Il popolo-movimento No Tav si è ritrovato ieri in una delle sue assemblee storiche, di quelle che segnano i momenti di passaggio o rottura… una chiamata a raccolta lanciata nei giorni scorsi dai comitati popolari per costruire collettivamente la risposta all’Accordo firmato dai sindaci e dal presidente dell’Osservatorio Tecnico Mario Virano la scorsa domenica  a Pra Catinat, ma anche per scofessare in Progetto Fare proposto dai tecnici della Comunità Montana (con l’avvallo della Conferenza dei Sindaci).

Che fosse il clima delle grandi occasioni lo si percepiva nell’aria lungo tutta questa settimana vissuta con rabbia e volontà di riscatto da una valle che si è sentita “tradita” e non più “rappresentata” dai propri amministratori; lo si intuiva dai commenti nei bar e dalle imprecazioni nei mercati contro chi ha sevenduto il vantaggio e il punto di forza del movimento alla lobby del Tav (“Treno Antonio Virano” come l’ha ribattezzato Alberto Perino) e al partito trasversale degli affari.

L’assemblea si è aperta con una breve introduzione di Alberto Perino (> ascolta) che ricordava l’urgenza e delicatezza del momento. La parola è quindi passata agli ingegneri Marina Clerico e Claudio Cancelli del Politecnico di Torino (nonché residenti valsusini e militanti NoTav) che hanno de-costruito l’impianto dell’accordo e del progetto tanto sul piano tecnico quanto su quello più schiettamente politico.

> L’intervento di Marina Clerico

> L’intervento di Claudio Cancelli

Rifondazione Comunista e Indipendenti di Sinistra escono dalla Comunità Montana
Tra i dati salienti della serata la pubblica rottura di Rifondazione Comunista di valle e del raggruppamento degli indipendenti di centro-sinistra che sono fuoriusciti dalla maggioranza della Comunità Montana, ritirandovi i relativi assessori.
Due comunicati che, nelle differenti sfumature di tono ribadivano concetti comuni:

[non] “ci presteremo a svendere le lotte che, anche altrove, grazie all’esempio della nostra lotta, sono nate ed hanno messo in discussione poteri che sembravano invincibili. Altri continuino sulla strada di “progettare la progettazione”; noi proseguiremo nella resistenza aperta”.  (Rifondazione Comunista)

“Il tempo, la storia, ripartirà noi tutti nelle caselle della coerenza, della ragione, della dignità, dell’ambiguità, della doppiezza, dell’opportunismo. “A ciascuno il suo”, affermava Sciascia.
Pertanto in un contesto economico ed ambientale del Paese, che non è certo migliorato nell’ultimo periodo, si possono solo confermare le ragioni del NO all’Alta Velocità ferroviaria”. (Indipendenti di centro-sinistra)

> Il comunicato di Rifondazione comunista (val Susa)

> Il comunicato degli Indipendenti di centro-sinistra

> L’intervento di Nicoletta Dosio in assemblea

> L’intervento di Mauro Rubella in assemblea

Gli amici che continuano a marciare con noi
Presente anche alla serata, in rappresentanza dei sindaci dissidenti, anche Loradana Bellone e Rino Marceca per gli amministratori contrari al percorso dell’Osservatorio Tecnico. Loredana ha anche comunicato ai presenti la solidarietà dell’europarlamentare Giulietto Chiesa.
Interviene anche Vittorio Agnoletto, ricordando la funzione-trappola giocata dall’osservatorio per spaccare l’unità movimento-sindaci spiegando come, “vista dall’Europa”, tutta la manovra Virano appariva in tuttla sua evidenza di truffa e raggiro a danno delle ragioni del No Tav.

> L’intervento di Loredana Bellone (sindaco di San Didero)

> L’intervento di Vittorio Agnoletto (europarlamentare)

Né Accordo, né F.a.r.e. né tunnel di base
L’assemblea si è infine chiusa con la lettura pubblica (discusssa e corretta a più riprese dai* presenti) del comunicato pubblico dell’assemblea popolare.
Un buon esempio della distanza che corre tra la democrazia dal basso del movimento e quella secretata nel chiuso delle stanze della Conferenza dei Sindaci.

Il movimento No Tav in assemblea ribadisce dunque la sua ferma opposizione: all’Accordo di Pra-Catinat, al progetto Fare, alla realizzazione di qualunque tunnel di base o nuova infrastruttura in valle. E rilancia con la proposta di una mobilitazione di carattere nazionale No Tav da costruirsi per il prossimo autunno e la preparazione di una fiaccolata serala in contemporanea del prossimo tavolo politico (prevista per fine luglio).

> L’intervento in assemblea di Lele Rizzo (com lotta popolare/askatasuna)