movimento — 24 gennaio 2010 at 18:29

Attentato incendiario al presidio NoTav di Borgone, ridotto in cenere.

A che gioco stan giocando?

Quando ancora non si era spento l’entusiasmo per la grande manifestazione che ieri ha bloccato la valle, ecco rispuntare, puntuale come un orologio nella notte tra sabato e domenica, la mano incendiaria. Dopo il fallito attentato di sabato scorso contro il presidio di Bruzolo, tornano gli ignoti attentatori contro l’altro presidio storico del movimento, quello di Borgone, una bellissima casetta di legno costruita dopo le vittorie del 2005. La firma del nobile gesto, varie scritte inneggianti al “SìTav”.

Certo non si può sapere chi sia l’esecutore ma i mandanti sono da cercare nei creatori di un clima d’isolamento e criminalizzazione contro un movimento popolare che ieri ha saputo dimostrare quanto sia vivo, ammirato in giro per il paese e capace di catalizzare numeri, consensi e simpatia sollevando grossi nodi irrisolti della politica odierna: questione ambientale, democrazia e processi decisionali, modelli di sviluppo…
Se ne sono accorti anche i giornalisti che in queste 2 settimane si sono divertiti a fare le pulci al movimento, non mancando di sottolinearne i momenti difficili. Come sono diversi i loro articoli oggi, costretti ad ammettere che quei “300 irriducibili” rappresentano un territorio ed una volontà. Molto semplicemente perché sono quel territorio e quella volontà, la sua punta militante.

Resiste, nel guadagnarsi il ‘soldo infame’, il solo Massimo Numa (La Stampa) che di fronte ai numeri di ieri, preferisce raccontare della scampagnata dei giovani del Pdl che, guidati dal solito (post)fascista Marrone, rimuovevano dalla storica scritta “No Tav”del Musiné il No iniziale. Cambierà la gravità, non la natura infame del gesto di chi, un po’ più a valle, bruciava un luogo colpevole di essere stato una “casa” di questo movimento.
Ma non si rallegrino troppo presto Marrone, Numa & c. Il movimento NoTav ha già ricollocato il “No” al suo posto.
Stiano anche tranquilli i sostenitori del Sì, in doppio-petto o col cerino acceso, un’allegra giornata di festa ricostruirà oggi il presidio bruciato. Difficile fermare i NoTav… A sarà Düra!