movimento — 12 luglio 2014 at 12:49

#11L, grandi opere e grandi truffe: si apre la tre giorni a Venaus

venausda infoaut.org – Si è aperta questo pomeriggio al campeggio No Tav di Venaus la tre giorni di discussione e iniziative tra realtà di lotta europee convocata dopo la notizia dell’annullamento del vertice sull’occupazione giovanile previsto per l’11 luglio a Torino.
Il programma è stato aperto da una partecipata assemblea che aveva come filo conduttore il tema “Grandi opere, grandi truffe: prospettive di lotta sull’uso delle risorse pubbliche”.
Molte le realtà presenti, giunte a Venaus da tutta Italia ma anche da diversi paesi europei.
Fin dall’inizio è stata condivisa l’esigenza di impostare l’assemblea in modo da non riprodurre una semplice narrazione o sommatoria delle tante lotte contro le grandi opere che si stanno dispiegando in questi anni, bensì di provare a costruire un momento di confronto più ampio che ponesse le basi per un’opposizione larga che connetta queste esperienze e individui una serie di parole d’ordine comuni che costituiscano una prima ipotesi di rilancio in vista dell’autunno a venire.
Tanti e ricchi di stimoli gli interventi che si sono succeduti, da quello dei No Tav Terzo Valico, che proprio in questi giorni stanno affrontando un’importante fase della propria lotta resistendo agli espropri da parte del Cociv, al No Expo, passando per l’opposizione al Muos, al Tap e al Mose e per la lotta dei compagn* greci contro la miniera d’oro in Calcidica.
L’assemblea ha evidenziato come le tante lotte contro le grandi opere che si stanno moltiplicando in questi anni abbiano molti tratti in comune, sia nei termini delle forme di lotta sperimentate e della composizione che le anima, sia in quelli della controparte e delle forme di repressione che tentano di intimidirle.
La constatazione di tratti comuni rappresenta sicuramente un’opportunità per costruire un percorso ampio e comune che sappia essere all’altezza della fase attuale e scongiurare il fatto che queste esperienze, per quanto larghe e radicate nei propri territori, scontino il rischio di un isolamento.
Alcuni interventi hanno poi posto l’accento sul recente susseguirsi di operazioni giudiziarie che hanno svelato almeno in parte il fitto intreccio tra politica, imprese e criminalità organizzata che sorregge il paradigma delle grandi opere. Se da un lato tali inchieste hanno sicuramente portato all’attenzione di una larga fetta di popolazione quello che si cela dietro queste opere faraoniche, dall’altro sta alle lotte che vi si oppongono (e che da sempre l’hanno denunciato, ben prima dell’arrivo della Magistratura) dare battaglia alla controparte anche sul piano della narrazione di queste inchieste, respingendo l’idea che si tratti di un problema di “mele marce” risolvibile con qualche commissariamento o commissione antimafia di cui si fa un gran parlare in queste settimane, ma ribadendo che marcio è tutto il sistema che sta dietro a queste grandi opere inutili.
Anticipando quello che sarà oggetto di discussione nella giornata di domani, l’assemblea ha anche posto la questione dei giovani, soprattutto per quanto riguarda la battaglia contro l’Expo 2015, la grande vetrina che verrà allestita a Milano e dietro alla quale ci sarà il lavoro gratuito di migliaia di questi.

In questo senso i compagni e le compagne di Milano hanno proposto l’ipotesi di un momento di confronto nazionale (e perché no, europeo) per fine settembre per iniziare ad organizzare l’opposizione all’Expo e la giornata di lotta del 1 maggio.
Il prossimo appuntamento è per domani a Venaus con le assemblee su lotte nella crisi e prospettive per l’autunno a venire e in serata con la gita notturna al cantiere di Chiomonte.