documenti, post — 18 novembre 2014 at 12:32

I sindaci della Valle all’attacco: esposto sugli extracosti e commissione d’inchiesta

In vista del tavolo tecnico in cui si relazionerà a palazzo Chigi dei costi tav Torino Lione i sindaci della valle di Susa riprendono la parola scrivendo a Renzi, chiedendo ufficialmente un incontro, e nel frattempo aprono un’azione legale per far luce sull’incertezza dei costi e di eventuali responsabilità e chiedono un’immediata apertura di una commissione di inchiesta parlamentare.

Di seguito i materiali

ESPOSTO ALLE CORTI DEI CONTI DI Italia, Francia e Comunità Europea

Come sindaci e amministratori comunali della valle di Susa, territorio interessato dal progetto Nuova Linea Torino Lione alta velocità.

– A seguito dell’audizione presso il senato della Repubblica Italiana dei vertici di FS nelle persone del suo presidente Messori e del suo amministratore delegato Elia nel giorno 11 novembre 2014 in merito al suddetto progetto. Vista la chiara risposta degli interrogati riguardo la presunta lievitazione dei costi o meglio l’ammissione palese che ad oggi non è possibile un calcolo esatto riguardo il costo dell’opera

– Viste le analisi pubblicate nei quaderni 8 dell’osservatorio tecnico presieduto dal commissario straordinario di governo in carica Mario Virano a pag 28-29 secondo le quali le previsioni di costo dell’opera aumenterebbero secondo un tasso del 3,5 % anno portando l’opera su ordini di spesa dei 12 mld di euro

– Viste le ripetute rassicurazioni pubbliche a mezzo stampa del ministro della Repubblica Italiana Maurizio Lupi che riporterebbero invece la spesa al di sotto dei 3 mld di euro

– Viste le ripetute votazioni presso le camere dei deputati della Repubblica Italiana di accordi internazionali con lo stato francese e l’Unione Europea che hanno impegnato il nostro paese in questo progetto infrastrutturale

Abbiamo rilevato alcune preoccupanti anomalie che ci hanno portato in un recente confronto istituzionale a decidere per l’avvio di una immediata e puntuale azione di controllo legale riguardo i costi dell’opera.

Abbiamo deciso di dare mandato legale agli avvocati Stefano Bertone e Emanuele D’Amico del foro di Torino di individuare con urgenza gli estremi dell’azione ed i soggetti interessati:

Italia: Procura della Corte dei Conti – Regione Lazio, Via A. Baiamonti, 25 00195 Roma; lazio.procura@corteconticert.it

Francia: Cour des comptes, 13 Rue Cambon, 75001 Paris, Francia; courdescomptes@ccomptes.fr

Unione Europea: European Court of Auditors – 12, rue Alcide De Gasperi – 1615 Luxembourg; eca-info @eca.europa.eu

Intendiamo dunque con questa nostra azione fare chiarezza appellandoci con un puntuale esposto in via di stesura agli organi pubblici competenti. Come cittadini ed ancor di più come amministratori ci sentiamo in dovere di agire e di approfondire i costi di questo progetto. Con la chiarezza dei costi speriamo dunque di riportare la politica verso ragionamenti chiari in cui sia possibile fare delle scelte giuste e consapevoli delle ricadute economiche future.

I sindaci e gli amministratori della valle di Susa

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RICHIESTA COMMISSIONE DI INCHIESTA PARLAMENTARE

Al Signor Presidente del Senato della Repubblica

Alla Signora Presidente della Camera dei Deputati

OGGETTO: Richiesta di Istituzione di una Commissione Parlamentare di Inchiesta relativa alla realizzazione della Linea ad Alta velocità Torino – Lione.

Illustrissimi Presidenti,

i sottoscritti Sindaci dei Comuni della Valle di Susa e Cintura Ovest di Torino, Almese, Avigliana, Borgone, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Caselette, Chianocco, Chiusa di San Michele, Condove, Mattie, Mompantero, Novalesa, San Didero, San Giorio di Susa, Sant’Ambrogio di Torino, Susa, Vaie, Venaus, Villardora, Villar Focchiardo, Rivalta di Torino, alla luce dei seguenti fatti e considerazioni:

i due contratti relativi alle recinzioni e alla sistemazione dell’area di cantiere TAV in località Maddalena di Chiomonte hanno evidenziato dei costi per talune lavorazioni 250 volte superiori a quelli del prezziario della Regione Lombardia utilizzato come riferimento per tutto il territorio nazionale.

oltre trenta tra amministratori locali e sindaci nel 2013 hanno proceduto ad un esposto presso la Procura della Repubblica di Torino per denunciare questa macroscopica anomalia dei costi sostenuti sul quale dal mese di marzo del 2014 è in corso l’indagine da parte dei competenti organi della Magistratura torinese.

Dalle note diffuse recentemente a mezzo stampa e via internet, inerenti le indagini dei ROS relative alle infiltrazioni della malavita nei cantieri TAV di Chiomonte nell’ambito dell’Operazione San Michele, (si allega estratto di 23 pagine del rapporto dei ROS riportante il testo delle intercettazioni telefoniche probatorie in tal senso) emergono purtroppo in modo lampante gli interessi e l’attività della malavita organizzata sul cantiere in oggetto.

Presso il Senato della Repubblica giace un DDL (A.S. 1189 a titolo Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul progetto e la realizzazione dell’opera denominata ” Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (TAV)”

Gli Amministratori dei Comuni sopra indicati chiedono alla SS.LL. di attivare tutte le procedure affinché venga istituita la Commissione di Inchiesta sul TAV ovvero che sia quanto prima approvato nei due rami del Parlamento il DDL Atto Senato 1189 a titolo Istituzione di una Commissione Parlamentare di Inchiesta sul progetto e la realizzazione dell’opera denominata “Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (TAV)”

LETTERA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Bussoleno, 15 novembre 2014

Al Signor Presidente del

Consiglio dei Ministri

Dott. Matteo Renzi

Oggetto: TAV Torino-Lione

Gli Amministratori della Valle di Susa coinvolti, ormai da decenni, dalle tensioni e dai problemi di ordine pubblico legate alla realizzazione di una nuova linea ferroviaria ad alta Velocità tra Torino e Lione hanno letto la notizia della Sua intenzione di esaminare in dettaglio gli aspetti economici di questo progetto.Il quaderno n. 8 dell’Osservatorio e le recenti dichiarazioni di RFI evidenziano che, considerando un PIL in ripresa, si può prevedere una rivalutazione del 3,5%. In questo caso i costi del TAV potrebbero aumentare da 8,3 a circa 12 miliardi di euro al lordo dell’ipotizzato contributo dell’Unione Europea. Gli stessi vertici delle Ferrovie dello Stato, all’audizione in Senato hanno confermato l’incertezza delle stime. Tale importo non è ritenuto accettabile anche da alcuni sostenitori della nuova linea. Altri, che la difendono ad oltranza, dicono che in periodo di recessione non si ha una rivalutazione, ma una deflazione pari al – 0,7%. In questo caso però la domanda di trasporto si riduce.In conclusione se il PIL cresce l’opera è troppo cara, se il PIL diminuisce l’opera non serve. Affermazione resa ancora più giustificata dal fatto che si sono recentemente conclusi i lavori di ammodernamento del traforo ferroviario del Frejus che ha una potenzialità di trasporto più che quadrupla rispetto al traffico attuale. Queste considerazioni pongono a nostro avviso la necessità di un’attenta riflessione sulle priorità del nostro Paese devastato dalle alluvioni e dai terremoti e, oggi più che mai, riteniamo necessario destinare le poche risorse dello Stato a opere utili per garantire la sicurezza dei cittadini.

Abbiamo discusso questi argomenti con autorevoli esponenti del mondo accademico e con esperti di economia e riteniamo di poter dare un contributo importante alle decisioni che saranno assunte nel prossimo futuro. Per queste ragioni ci permettiamo di chiederLe un incontro con una delegazione di Sindaci e Tecnici per esporre le nostre argomentazioni critiche su questa vicenda.

Cordiali saluti

SandroPlano ——————————————————————————————————————————————————————————————————————————