agenda, post — 8 giugno 2016 at 12:47

Offensiva giudiziaria e strategie di controllo contro la libertà di manifestare (PROGRAMMA)

offgiudPubblichiamo la locandina e l’appello di un interessante convegno che si svolgerà sabato 11 giugno presso il Caffè Basaglia di Torino. Interverranno Livio Pepino, Le Mamme per il libero dissenso, Claudio Novaro, Valentina Colletta, Federico Milano,Guido Fissore e molti altri ospiti.

Ci sono eventi che si ripetono da molti mesi oramai e che necessitano di un attento approfondimento poiché la loro gravità li pone in cima alle priorità di chi ha a cuore la libertà di manifestare, propria ed altrui.

Da tempo ormai, con l’acuirsi della crisi economica, la politica istituzionale non è più in grado di dare risposte soddisfacenti ai bisogni sociali e, come recita da tempo la storia del Paese, è la magistratura a prendere posto nel campo del conflitto sociale, facendo le veci del potere, del quale comunque è emanazione.

Nella nostra città da tempo si è instaurato un meccanismo malsano in tal senso, che partendo dalla Valle di Susa, per arrivare nella metropoli, vede una consolidata offensiva giudiziaria come mezzo per affrontare questioni politiche e sociali, erodendo le libertà personali di chi si oppone.

Con la compiacenza della politica, la Magistratura ha assunto una funzione di controllo nella gestione dell’ordine pubblico; se da un lato, infatti, la Questura sperimenta intelligenze e perseguita i singoli attivisti in contesti pubblici e privati, dall’altro la Magistratura, con pubblici ministeri complici e “arruolati alla causa”, dispendia provvedimenti cautelari che il Tribunale di Torino non esita ad avvallare.

Stiamo parlando di momenti di contestazione trattati come fatti di gravità eccezionale: semplici episodi di resistenza alla militarizzazione della Val di Susa, di picchetti antisfratto per aiutare famiglie in difficoltà e di normale contestazione di massa a gruppi fascisti e xenofobi all’interno dell’università.

Una persecuzione nei confronti dei militanti del conflitto sociale senza precedenti, che vede applicare nelle aule del tribunale di Torino aggravanti di ogni genere, le quali trasformano ogni atto di lotta in reati ideologi da perseguire con misure restrittive a dir poco fantasiose.

Mesi e mesi di restrizione della libertà personale senza un processo, scanditi da messe in scena ben organizzate da giudici di sorveglianza e pubblici ministeri che rifiutano ogni minima richiesta di libertà, invadendo e modificando la vita personale di chi è impegnato quotidianamente nella difesa dei diritti.

Grazie a questa prassi sono decine, oggi, gli studenti e i lavoratori di Torino e della Val di Susa da mesi sottoposti a misure cautelari, in attesa di giudizio ma preventivamente chiusi in casa senza la possibilità di comunicare con l’esterno o lavorare, allontanati dalla propria città oltre che dalla propria casa ed affetti.

I reati vengono gonfiati ad arte e non serve rispolverare la fantasiosa accusa di terrorismo ai No Tav, cassata da diversi tribunali, per dimostrare ciò: solo pochi mesi fa, infatti, la procura aveva chiesto l’arresto per diversi attivisti della valle per un diverbio con alcuni carabinieri. Un reato, sulla carta, paragonabile ad un diverbio stradale, ma che a seguito della decisione del GIP torinese, ha comportato l’applicazione di arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione quotidiana ad otto No Tav.

Se possiamo utilizzare questo esempio come cartina tornasole di una preoccupante deriva istituzionale, vale altresì sottolineare come l’intento persecutorio e intimidatorio in corso nella provincia torinese sia oramai garantito da “corsie preferenziali” all’interno del tribunale e da pool di pubblici ministeri che si dedicano solo alle iniziative dei movimenti. La Questura, altresì, con modalità ed eccessi viola costantemente dei diritti costituzionali garantiti.

E’ un segnale preoccupante, poiché le libertà fondamentali si stanno perdendo poco a poco, nel silenzio e collaborazione delle istituzioni, nell’ignoranza o distrazione dei media.

Per questo abbiamo organizzato per l’11 giugno un incontro di denuncia pubblica di quanto sta accadendo ormai da troppo tempo, dove chi lotta non è colpito per quello che fa materialmente, ma per il frutto di una scelta di politica giudiziaria ben precisa.

Intendiamo ribadire ancora una volta il diritto collettivo alla resistenza, all’interno di percorsi di lotta, che ci porta ogni volta a contrapporci, talvolta anche fisicamente, alle ingiustizie quotidiane.

Vogliamo discuterne per rompere il silenzio che vige su questi tempi, per spazzare via quella cappa creata ad arte che, nel disinteresse di molti, erode la libertà di tutti.

Programma Convegno:

Ore 10 – Introduzione

1) LIBERTA’ DI DISSENSO, LIBERTA’ DI MANIFESTARE con LIVIO PEPINO.
Interverranno anche le Mamme per il libero dissenso

2) LABORATORIO TORINO con L’avvocato CLAUDIO NOVARO

Ore 13 pausa pranzo – Buffet

3) ANOMALIA NO TAV

-le misure cautelari e l’esercizio dell azione penale con l’avvocato VALENTINA COLLETTA

– militarizzazione del territorio e i limiti alla libertà di circolazione con l’ avvocato FEDERICO MILANO

Comitato a sostegno degli imputati