IL CUNICOLO DELLA MADDALENA: UN FILm GIA’ VISTO A VENAUS
[Mario Cavargna Bussoleno]Il 17 maggio scorso LTF, Lyon Turin Ferroviare sas, ha depositato il progetto del cunicolo esplorativo a La Maddalena di Chiomonte, con il relativo studio di impatto ambientale. Il termine per le osservazioni è di 60 giorni. Nel 2003-2007, l’argomento, riferito alla stessa opera a Venaus, era stato oggetto di un fortissimo dibattito. Poiché è passato un mese e non sono emersi all’esterno i segni di una discussione ed ora i termini diventano stretti, chiediamo alle amministrazioni comunali della bassa valle di Susa, di non lasciare passare questo momento cruciale della Torino-Lione senza portare la questione in consiglio. In particolare facciamo notare che l’attuale procedura è fatta ai fini dell’art.166 Dlegs 163/2006, “Quindi è finalizzata direttamente a vincolo esplorativo ed alla dichiarazione di pubblica utilità”. L Read more
Venaus: archiviate le responsabilità delle forze dell’ordine
La notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005 furono impiegati in cinquecento fra poliziotti e carabinieri, oltrechè due ruspe che dopo aver sfondato una barricata, al comando del dirigente di allora, Sanna, eseguirono il resto dell’operazione di sgombero, mettendo in atto un vero e proprio rastrellamento nei terreni occupati dai resistenti, un centinaio, aggredendo chi dormiva nelle tende, manganellando chi tentò di resistere, e altri fatti che sono ben documentati dalle foto e dalle testimonianze di questi anni.
Quella notte a Venaus avvenne un’ aggressione ai danni del movimento no tav, con il tentativo esplicito di spazzare via il popolo no tav, riunito in battaglia per difendere la propria terra. L’allora governo Berlusconi, con ministro dell’interno Pisanu e ai lavori pubblici Lunardi, decise di forzare la mano per avere la meglio.
L’operazione cadde in un nulla di fatto perché da quella sera avvenne quello che il potere non si aspettava, giungendo alla riconquista dei terreni di Venaus, facendo battere in ritirata le forze dell’ordine che li avevano occupati.
Nelle sentenze del tribunale ancora una volta non vi è la verità, il potere si assolve attraverso le sue strutture, ma cosa e come avvenne lo sgombero è chiaro a tutti. Probabilmente non serve neanche dare un nome a chi vi partecipò, perché chiunque, in divisa quella notte, avrebbe fatto lo stesso.
Sono significativi i commenti sulla sentenza, che sostengono che in fondo non è successo più di tanto e che 19 feriti sono poi una cifra di poco conto.
Cosa che può essere vera se ormai il metro di paragone della magistratura e dei mass media è Genova nel 2001, ma la storia parla chiaro.
SOSTENIAMO IL PRESIDIO NO TAV DI VENAUS
All’indomani dell’8 dicembre 2005 abbiamo iniziato a pensare come e dove ricostruire il presidio NO TAV che le forze del disordine avevano proditoriamente distrutto la notte del 6.
Abbiamo affittato dei terreni e con l’aiuto generoso dei NO TAV la notte di Natale il presidio era agibile. Biagio con un grandissimo senso di responsabilità e spirito NO TAV si trasferiva al presidio e da allora (24 dicembre 2005) è rimasto a presidiare la struttura 24 ore al giorno tutti i giorni dell’anno. Se non ci fosse stata la sua presenza costante, gratuita e continuata qualcuno lo avrebbe certamente distrutto. Perché il presidio “da fastidio”. In seguito l’abbiamo migliorato, l’abbiamo dotato di servizi igienici e docce.
Da luglio 2006 anche Raul pernotta e passa il suo tempo libero al presidio. Un encomiabile cittadino di Venaus ci fornisce gratuitamente l’acqua potabile.
L’Enel, a pagamento, ci fornisce l’energia elettrica perché il presidio sia un punto luminoso nelle notti venausine. Fino ad oggi, grazie alla generosità del popolo NO TAV il presidio ha potuto affrontare sia i costi di gestione della struttura, sia finanziare tutta una serie di iniziative e di eventi NO TAV.
Oggi ci vediamo costretti a chiedere a tutti i NO TAV di non dimenticare il presidio di Venaus e di aiutarci a sostenere le spese di gestione del presidio. La luce costa, la manutenzione della struttura costa, il gas e la legna da ardere costano. Finora non abbiamo dovuto chiedere, la generosità del popolo NO TAV è sempre giunta prima. Ultimamente, forse, ci si è dimenticati che il presidio è e deve rimanere una struttura “viva” e per questo ha bisogno dell’aiuto e della generosità di tutti.
Il numero del conto corrente postale del presidio intestato a CLAUDIO ROSSERO e ALBERTO PERINO è 69011658.
- Sono in corso una serie di iniziative per raccogliere fondi per il presidio, la prima è sabato 20 giugno con uno spettacolo della compagnia teatrale L’INTEREZZA NON È IL MIO FORTE dal titolo STORIE DI PIRATI presso il salone parrocchiale Don Bunino a Bussoleno.






