Mors tua vita mea

settembre 8, 2010 by admin · Commenti disabilitati
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Antonio Ferrentino, ex presidente della Comunità Montana, oggisindaco di Sant’Antonino e consigliere provinciale, sul foglio informativo del comune,spiega con entusiasmo ai suoi concittadini il frutto del suo lavoro e dei suoi “validissimi tecnici” all’Osservatorio di Virano. Si vanta di aver salvato il paese dalla distruzione della stazione di interscambio (da lui fortemente voluta per “ricucire il territorio”) della N.L.T.L. (nuova linea Torino Lione) prevista sotto la stazione dell’attuale linea storica.
Omette però che la distruzione è stata semplicemente spostata a Chiusa San Michele coinvolgendo anche pesantemente Vaie e Sant’Ambrogio. Nella più classica mossa dello scaricabarile, i cittadini di  Chiusa, Vaie, Sant’Ambrogio non godranno dei meriti del sindaco e dei suoi tecnici.
Lasciamo stare il passato che ormai è storia su chi ha fatto cosa e via discorrendo, oggi la mossa che qui si mette per iscritto su carta patinata, è quanto di più desolonte ci possa essere in questa vicenda, il titolo giusto dovrebbe essere: Mors tua vita mea.

Materiali del progetto

settembre 7, 2010 by admin · Commenti disabilitati
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Pubblichiamo dal sito notavtorino alcuni materiali sintetizzati del tracciato presentato.

Qui di seguito alcuni documenti relativi alla Maddalena di Chiomonte

estratti sintetici: SCHEDE, CARTINE, IMMAGINI

PARTE ITALIANA DELLA TRATTA INTERNAZIONALE DEL TAV TORINO-LYON – PROGETTO PRELIMINARE del 2010

estratti: SCHEDE, CARTINE, IMMAGINI
CARTINE E FOTO DEL TRACCIATO:
SCHEDE DALLA SINTESI NON TECNICA DEL PROGETTO

Torino Lione: partiti e industriali non sanno più cosa fare!

ottobre 13, 2009 by admin · Leave a Comment
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Cecono_tavhe il Tav fosse argomento comune tra industriali, politici e lobbisti vari è cosa riconosciuta da tempo. Quello che il movimento no tav, così come economisti e geologici non affiliati a nessun potere, definiscono da tempo “partito del tondino e del cemento” o “lobby del Tav”, oggi prende forma ufficialmente con nomi e cognomi. L’altro giorno, presso la sede dell’associazione regionale degli industriali, è arrivata la firma congiunta del presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, e dei rappresentanti di tutti i partiti che dal Pd arrivano fino al Pdl, su una “Dichiarazione comune a favore della nuova linea ferroviaria Torino-Lione” che oltre a ribadire una posizione già ben nota ha l’effetto di ricompattare l’ampio fronte dei partiti pro Tav, che nelle settimane scorse avevano tentato, invano, di costruire un’inedita lista unica di sinistra-centro-destra per l’imminente elezione dei vertici della Comunità montana della Valsusa.
La mossa strategica delle liste civiche vicine al movimento ha seriamente preoccupato il potere, che non sa più come leggitimare la scelta di escludere dalla decisione la popolazione della Val Susa.
E’ inedita la firma congiunta su un documento del genere, non fa gridare allo scandalo nel senso comune, ma vedere tutti i partiti allineati e coperti dietro al “bisogna farlo” rende bene l’idea di cosa sia la politica istituzionale in Italia, senza scomodare le vicende berlusconiane. Una povertà culturale che associa bene la fine di una democrazia rappresentativa che non rappresenta veramente nessuno. Nei giorni scorsi il sindaco e one man show del Pd, Sergio Chiamaprino, si è sgolato nel chiedere la testa degli amministratori valsusini e ha posto in ogni sede l’ìargomento Tav, ricavandosi un palcoscenico anche nel giorno dell’elezione a presidente dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, dicendo: Siamo pro-Tav, non c’e’ dubbio. Speriamo di essere ancora in tempo”. “Il problema in Val di Susa – ha detto Chiamparino – e’ della politica, dove hanno un ruolo preponderante i no-Tav. Se si facesse un referendum tra i cittadini sono sicuro che vincerebbe il si’”. Con buona pace del sindaco, le cose stanno così in parte, dove è vera l’affermazione dul movimento no tav e ridicola quella su un referendum che chiedono tutti da molto tempo e che la Valle non ne sente assolutamente la necessità. E’ una partita a scacchi quella che si gioca, ma presto potrebbe tornare ad essere una sana battaglia popolare, fatta di mobilitazione e partecipazione, visto che secondo i tempi dettati da Matteoli e dall’Osservatorio di Mario Virano, novembre dovrebbe essere il mese dei sondaggi, che sono presentati in un primo documento uscito in via ufficiosa e che pubblichiamo qui .
Chissa’ se come dice Chiamparino saranno ancora in tempo, il movimento no tav lo è e lancia i primi due appuntamenti in coincidenza con la ricorrenza della prima battaglia popolare valsusina, quella del Seghino, quando il 31 ottobre del 2005 il popolo no tav si oppose all’esproprio dei terreni da parte delle forze dell’ordine alle pendici del Rocciamelone, compiendo quell’atto collettivo di resistenza a pubblico ufficiale che ormai è fatto storico e meritevole di ricorrenza.
Il 30 ottobre si terrà un assemblea popolare a VillarFocchiardo e il 31 ottobre il popolo No Tav scenderà in piazza per il ribadire il proprio No all’alta velocità con una fiaccolata da Condove a Sant’Antonino, con appuntamento alle 20.30 alla piazza del municipio.
Nel frattempo è stato inaugurato il quinto presidio sul territorio, a Condove, teatro recente di una sceneggiata del neo sindaco locale, pesantemente genuflesso alla lobby del Tav. Il presidio informativo prenderà forma nella struttura dell’area del Gravio, dove si tennero i primi campeggi no tav e a breve verrò inaugurata.

Ascolta l’intervista con Lele del comitato di lotta popolare No Tav di Bussoleno

Virano: rinnovato e rincuorato!

gennaio 9, 2009 by admin · Leave a Comment
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Il commissario per la Torino Lione, Mario Virano, seppure non in via ufficiale, è stato riconfermato presidente dell’osservatorio tecnico sulla Tav. Nulla di nuovo dunque, anzi la vicenda in corso riconferma come le sue dimissioni fossero una chiara forma di strategia politica per ridare peso al tavolo che presiede.

La nomina di Virano sarà formalizzata al Consiglio dei Ministri nella prossima riunione, convocata venerdì 16 gennaio. «Nel frattempo – spiega Virano – il sottosegretario Letta ha detto che posso considerarmi di nuovo incaricato, sia pure in via informale, di guidare l’osservatorio».
«Il governo ha ribadito i due capisaldi del lavoro – prosegue Virano: il confronto proseguirà all’insegna del dialogo, con il massimo coinvolgimento possibile degli enti locali e, secondo punto, nel pieno rispetto dei tempi dettati dall’Unione Europea».
«Sono convinto – conclude Virano – che i sindaci ed i rappresentanti dei territori abbiano un grande interesse di potere dettare le regole all’interno delle quali deve essere redatto il progetto della Torino-Lione».
Dunque la seconda o terza fase (come dir si voglia) dell’Osservatorio giunge al dunque, sta ai sindaci scegliere tra le montagne intatte di una valle che resiste o i tavoli ben oliati dei politici e lobbisti del Tav. Virano nei giorni seguenti le dimissioni aveva accusato i partiti di averlo lasciato solo nella gestione della vicenda, e il sostegno non si è fatto attendere con il Pd torinese pronto a far rientrare nei ranghi del “si può fare” l’anomalia che era rappresentata dai sindaci della Valle di Susa, era per l’appunto.

Chi è Mario Virano?
Sessantaquattro anni, è stato tra le altre cose consigliere di amministrazione dell’Anas e amministratore della Sitaf .Politicamente parlando Vìrano è una figura di spicco della cosiddetta ala «degli amministratori» del vecchio Pci. «Nessuna tessera in tasca dice . Sono stato comunista, 25 anni fa. Così come sono stato caporale e un sacco di altre cose. Ma il cuore, certo, batte da quella parte». E ancora in molti, tra i suoi compagni, lo consultano perché un po’ ci sa fare e un po’ se ne intende sia di trasporti che di comunicazione ed oggi di “gestione dei conflitti”. E’ stato nominato nel 2005 dal governo Berlusconi e poi riconfermato da Prodi e poi di nuovo da Berlusconi
Nel 1984, invece, sindaco di Torino Diego Novelli, era consigliere comunale. Il metodo dell’Osservatorio (dialoga e insapona ndr) è così stimato dalla politica di palazzo che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha individuato in lui e nel metodo, una nuova figura di commissario straordinario.