Venaus: archiviate le responsabilità delle forze dell’ordine
La notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005 furono impiegati in cinquecento fra poliziotti e carabinieri, oltrechè due ruspe che dopo aver sfondato una barricata, al comando del dirigente di allora, Sanna, eseguirono il resto dell’operazione di sgombero, mettendo in atto un vero e proprio rastrellamento nei terreni occupati dai resistenti, un centinaio, aggredendo chi dormiva nelle tende, manganellando chi tentò di resistere, e altri fatti che sono ben documentati dalle foto e dalle testimonianze di questi anni.
Quella notte a Venaus avvenne un’ aggressione ai danni del movimento no tav, con il tentativo esplicito di spazzare via il popolo no tav, riunito in battaglia per difendere la propria terra. L’allora governo Berlusconi, con ministro dell’interno Pisanu e ai lavori pubblici Lunardi, decise di forzare la mano per avere la meglio.
L’operazione cadde in un nulla di fatto perché da quella sera avvenne quello che il potere non si aspettava, giungendo alla riconquista dei terreni di Venaus, facendo battere in ritirata le forze dell’ordine che li avevano occupati.
Nelle sentenze del tribunale ancora una volta non vi è la verità, il potere si assolve attraverso le sue strutture, ma cosa e come avvenne lo sgombero è chiaro a tutti. Probabilmente non serve neanche dare un nome a chi vi partecipò, perché chiunque, in divisa quella notte, avrebbe fatto lo stesso.
Sono significativi i commenti sulla sentenza, che sostengono che in fondo non è successo più di tanto e che 19 feriti sono poi una cifra di poco conto.
Cosa che può essere vera se ormai il metro di paragone della magistratura e dei mass media è Genova nel 2001, ma la storia parla chiaro.
Un anno di condanna ai No Tav!
Si è concluso questa mattina il processo a carico di Luca e Giorgio per i fatti avvenuti immediatamente dopo lo sgombero del presidio di Venaus del 5 dicembre 2005. Il giudice, nonostante nelle altre udienze i testimoni/poliziotti si erano contraddetti a dismisura nelle loro testimonianze, ha accolto appieno le richieste del Pm. Un anno di condanna a entrambi, accusati di resistenza, danneggiamento e furto. La sentenza è stata accolta da una contestazione interna all’aula dai no tav presenti nel pubblico e fuori dal presidio organizzato dal movimento che non è mancato ad ogni udienza. E’ chiaro come ci sia la volontà d’intimidire il movimento, colpendo qua e la per fatti marginali rispetto ai giorni di battaglia del prima e dopo la liberazione di Venaus. Condannare un movimento popolare significa schierarsi apertamente contro coloro i quali, lottano per un futuro diverso, tanto più quando è lo stato ad essere il vero imputato per lo sgombero violento del presidio di Venaus, lo stesso che poi ha dovuto fare retromarcia rispetto alla determinazione popolare l’8 dicembre 2005. Se la strada è questa, coadiuvata da Osservatori, poteri straordinari, voltagabbana, vescovi, liste si tav bipartisan…non basta, a sarà dura! Per noi ma sicuramente più per loro!
- La cronaca dei fatti contestati nell’intervista di Giorgio
- Processo ai Notav, seconda udienza
- Prima udienza del processo ai no tav
_____________________________________________________________________
Leggi anche:
NoTav a processo
Processo ai Notav, seconda udienza
Il movimento ribalta l’accusa e rivendica il significato politico dell resistenza sull’autostrada del 6 dicembre 2005, dopo lo sgombero violento dei terreni occupati della Libera Repubblica di Venaus operato dalle forze dell’ordine.
La prima udienza (lunedì10 novembre) furono ascoltati gli agenti della Polzia. Oggi è stata la volta dei 2 imputati, Luca e Giorgio, e altri valsusini intervenuti come testimoni. La prossima udienza si terrà il prosssimo 15 dicembre. Impossibile per la giuria giungere alla sentenza per il 4 dicembre com’era inizialmente previsto .
L’accusa, sostenuta dal pm Ausiello, è quella di aver sottratto una macchina fotografica da un’autovettura della polizia stradale, di aver danneggiato l’auto stessa e di aver ostacolato l’operato degli agenti. Gli imputati rivendicano l’azione di resistenza ma negano il furto dellapparecchio fotografico.
I fatti oggetto di reato si svolsero nella mattinata del 6 dicembre 2005. Come prima risposta alla brutale aggressione della polizia una quarantina di No Tav si recò sull’autostrada nel tratto proprio sopra i terreni sgomberati per bloccare il traffico. Di lì a poco tutta la valle verrà bloccata per due giorni da migliaia di persone inferocite, che l’8 dicembre con determinazione libereranno i prati di Venaus scacciando polizia e carabinieri.
La ricostruzione di quella giornata nelle parole di Giorgio, uno dei due imputati, tesa a valorizzare la determinazione e la resistenza dei valligiani nella costruzione e difesa del blocco autostradale.
prima udienza del processo ai No Tav
Si è tenuta oggi la prima udienza del processo a carico di Luca e Giorgio, due militanti no tav del comitato alta val susa e del comitato di lotta popolare di Bussoleno. I fatti oggetto di reato si svolsero nella mattinata del 6 dicembre 2005 a Venaus poco dopo lo sgombero notturno effettuato con violenza dalle forze dell’ordine ai danni di chi presidiava i terreni per impedire l’avvio dei lavori. Come prima risposta alla brutale aggressione della polizia una quarantina di NO TAV si recò sull’autostrada nel tratto proprio sopra i terreni sgomberati per bloccare il traffico. Di lì a poco tutta la valle verrà bloccata per due giorni da migliaia di persone inferocite, che l’8 dicembre con determinazione libereranno i prati di Venaus scacciando polizia e carabinieri.
L’accusa, sostenuta dal PM Ausiello, è quella di aver sottratto una macchina fotografica da un’autovettura della polizia stradale, di aver danneggiato l’auto stessa e di aver ostacolato l’operato degli agenti.
Oggi un centinaio di no tav hanno atteso la fine dell’udienza, portando solidarietà agli imputati, mentre in aula i poliziotti si esibivano in testimonianze confuse e contraddittorie da far rendere sempre meno credibile questo processo. Un’altra udienza è già stata fissata per il 14 di novembre e in calendario è stata messa anche la sentenza, il 4 di dicembre.
I processi ai notav, non finiscono però, per il 15 di gennaio è fissata l’udienza preliminare a carico di Lele Rizzo, del comitato di lotta popolare, per il blocco ferroviario che avvenne a il 18 Gennaio 2007 in solidarietà con il movimento No dal Molin di Vicenza.






