Torino Lione: partiti e industriali non sanno più cosa fare!
he il Tav fosse argomento comune tra industriali, politici e lobbisti vari è cosa riconosciuta da tempo. Quello che il movimento no tav, così come economisti e geologici non affiliati a nessun potere, definiscono da tempo “partito del tondino e del cemento” o “lobby del Tav”, oggi prende forma ufficialmente con nomi e cognomi. L’altro giorno, presso la sede dell’associazione regionale degli industriali, è arrivata la firma congiunta del presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, e dei rappresentanti di tutti i partiti che dal Pd arrivano fino al Pdl, su una “Dichiarazione comune a favore della nuova linea ferroviaria Torino-Lione” che oltre a ribadire una posizione già ben nota ha l’effetto di ricompattare l’ampio fronte dei partiti pro Tav, che nelle settimane scorse avevano tentato, invano, di costruire un’inedita lista unica di sinistra-centro-destra per l’imminente elezione dei vertici della Comunità montana della Valsusa.La mossa strategica delle liste civiche vicine al movimento ha seriamente preoccupato il potere, che non sa più come leggitimare la scelta di escludere dalla decisione la popolazione della Val Susa.
E’ inedita la firma congiunta su un documento del genere, non fa gridare allo scandalo nel senso comune, ma vedere tutti i partiti allineati e coperti dietro al “bisogna farlo” rende bene l’idea di cosa sia la politica istituzionale in Italia, senza scomodare le vicende berlusconiane. Una povertà culturale che associa bene la fine di una democrazia rappresentativa che non rappresenta veramente nessuno. Nei giorni scorsi il sindaco e one man show del Pd, Sergio Chiamaprino, si è sgolato nel chiedere la testa degli amministratori valsusini e ha posto in ogni sede l’ìargomento Tav, ricavandosi un palcoscenico anche nel giorno dell’elezione a presidente dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, dicendo: Siamo pro-Tav, non c’e’ dubbio. Speriamo di essere ancora in tempo”. “Il problema in Val di Susa – ha detto Chiamparino – e’ della politica, dove hanno un ruolo preponderante i no-Tav. Se si facesse un referendum tra i cittadini sono sicuro che vincerebbe il si’”. Con buona pace del sindaco, le cose stanno così in parte, dove è vera l’affermazione dul movimento no tav e ridicola quella su un referendum che chiedono tutti da molto tempo e che la Valle non ne sente assolutamente la necessità. E’ una partita a scacchi quella che si gioca, ma presto potrebbe tornare ad essere una sana battaglia popolare, fatta di mobilitazione e partecipazione, visto che secondo i tempi dettati da Matteoli e dall’Osservatorio di Mario Virano, novembre dovrebbe essere il mese dei sondaggi, che sono presentati in un primo documento uscito in via ufficiosa e che pubblichiamo qui .
Chissa’ se come dice Chiamparino saranno ancora in tempo, il movimento no tav lo è e lancia i primi due appuntamenti in coincidenza con la ricorrenza della prima battaglia popolare valsusina, quella del Seghino, quando il 31 ottobre del 2005 il popolo no tav si oppose all’esproprio dei terreni da parte delle forze dell’ordine alle pendici del Rocciamelone, compiendo quell’atto collettivo di resistenza a pubblico ufficiale che ormai è fatto storico e meritevole di ricorrenza.
Il 30 ottobre si terrà un assemblea popolare a VillarFocchiardo e il 31 ottobre il popolo No Tav scenderà in piazza per il ribadire il proprio No all’alta velocità con una fiaccolata da Condove a Sant’Antonino, con appuntamento alle 20.30 alla piazza del municipio.
Nel frattempo è stato inaugurato il quinto presidio sul territorio, a Condove, teatro recente di una sceneggiata del neo sindaco locale, pesantemente genuflesso alla lobby del Tav. Il presidio informativo prenderà forma nella struttura dell’area del Gravio, dove si tennero i primi campeggi no tav e a breve verrò inaugurata.
- Tav: destra e sinistra firmano un patto per il via ai lavori nel 2013
- in merito ai costi guarda il servizio del programma Presa Diretta sul mondo degli appalti del Tav
Ascolta l’intervista con Lele del comitato di lotta popolare No Tav di Bussoleno
CORTEO NO TAV – SUSA 6 DICEMBRE 2008
Di nuovo in strada per non F.A.R.E. il TAV
CORTEO NO TAV - SUSA 6 DICEMBRE 2008
Ritrovo ore 14,30 Stazione FS
Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno: da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe “dialogando”.
Il prossimo 6 dicembre manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico (il nostro denaro) in qualunque opera inutile.
Manifesteremo contro la mafia dei grandi appalti e delle opere pubbliche.
Continueremo ad opporci a tutti i progetti devastanti per l’ambiente e la salute che sottraggono risorse preziose alla collettività a favore dei soliti noti. I recenti eclatanti tagli alla scuola pubblica sono solo il primo passo: per sostenere i costi elevatissimi di queste opere saranno necessari tagli altrettanto drastici alla sanità, alle pensioni, ad ogni servizio di pubblica utilità.
La Valle di Susa non è un corridoio di transito e non vogliamo che lo diventi in un futuro!
Non riteniamo ineluttabile l’aumento del traffico merci nei prossimi anni e, di conseguenza, non riteniamo giustificata l’ipotesi di costruzione di una nuova infrastruttura ferroviaria in un futuro molto prossimo (come proposto nel F.A.R.E). Pretendiamo, invece, il congelamento del traffico merci totale (ferroviario+autostradale) agli attuali venti milioni di tonnellate annui e ci opporremo alla realizzazione del raddoppio del tunnel autostradale del Frejus, anche se proposto in modo truffaldino come progetto di “galleria di sicurezza”.
Manifestiamo perché deve essere chiaro a tutti, a partire dagli Enti Locali fino alla Comunità Europea, che dal 2005 non è cambiato nulla e che contrasteremo come allora con la pratica della non violenza ogni tentativo di sondaggio o inizio lavori.
A chi come Berlusconi pensa di poter aprire i cantieri con l’uso della forza, ricordiamo che quando ci hanno provato nel 2005 sono usciti sconfitti dalla nostra valle e tutti sappiano che qui troveranno sempre la stessa determinazione.
Vogliamo ricordarlo anche a chi come Prodi simula il dialogo per ingannare gli amministratori e dividerli dal movimento, con false promesse tese non a riqualificare il territorio ma a distruggerlo definitivamente: da qui non passerete, né ora né mai, perché il futuro è una cosa seria e non ci arrenderemo né a chi usa il bastone né a chi ci offre la carota.
A un certo punto di questa lotta coniammo lo slogan
“Fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi!”
e da lì ripartiamo, nella convinzione di riuscirci, nella certezza che tutti insieme possiamo farlo.
Partecipare al Corteo NO TAV il 6 dicembre a Susa
è un atto concreto per difendere il tuo futuro.
NON ASPETTARE LA PROSSIMA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO PER SCENDERE IN STRADA !!
Movimento NO TAV
Susa, 18 novembre 2008
Berlusconi: useremo la forza per fare il Tav
Dall’altra parte i fautori del dialogo, i vari Virano, Matteoli, Bresso, Ferrentino, gridano allo scandalo perché i lavori dell’osservatorio procedevano così bene che a breve si sarebbe dovuto stilare un progetto definitivo, invece così si rischia di far saltare tutto…
Con buona pace di tutti, il popolo No Tav non sta con le mani in mano…
Ascolta qui
guarda le dichiarazioni di Berlusconi
[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=j2oFfahEbdM[/youtube]
13/9 Pulman per Vicenza
Il movimento No dal Molin ha organizzato in queste due settimane la seconda edizione del campeggio. Giorni di manifestazione, incontri e dibattiti. Sabato 6 settembre, l’iniziativa organizzata per montare un punto di
osservazione adiacente all’areoporto, per vedere con i propri occhi cosa sta accadendo dentro quello che vorrebbe essere la futura base Usa, è stata ostacolata da alcune cariche da parte delle forze dell’ordine (il video per chi volesse vederlo ). Il campeggio e le iniziative continuano fino a domenica prossima. Sabato 13 si terrà una manifestazione che partirà dal centro di
Vicenza per giungere al Dal Molin, parteciperemo alla manifestazione dimostrando la nostra solidarietà al presidio permanente, dando una mano ai vicentini impegnati in una lotta dura che li vedra’
probabilmente a breve dover ostacolare l’inizio dei lavori.
Abbiamo pensato di organizzare un pulmann con partenza da Bussoleno nella prima mattinata, per info e costi ci aggiorneremo.
Chi fosse interessato a partecipare e prenotare il viaggio può telefonare o rivolgersi direttamente la sera alla
credenza a Bussoleno, via W.Fontan 16 tel 012249386, oppure telefonare al 3477076188 (Francesco).
Maggiori info su http://www.notav.info
interviste, video e foto su http://www.infoaut.org
comitato di lotta popolare Bussoleno
PERCHÉ IL F.A.R.E. È UNA TRAPPOLA
…AI DANNI DEL TERRITORIO E DEL MOVIMENTO NO TAV
Bisogna leggere molto bene la proposta F.A.R.E. (non la sintesi, ma il documento completo di 45 pagine), bisogna aver assistito a tutte le presentazioni pubbliche della proposta per capire che in realtà il F.A.R.E. è una trappola ben studiata per battere la resistenza popolare e istituzionale contro la nuova linea ferroviaria Torino Lyon che noi chiamiamo da sempre e per brevità TAV
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Il tavolo politico battezza il metodo osservatorio
Nulla di nuovo dunque, tant’è che nemmeno i giornali e le televisioni hanno dato tanto spazio all’evento, perché secondo le regole dell’informazione, una notizia “buca lo schermo”una volta sola. Il governo ha nella fattispecie, rinforzato l’Osservatorio tecnico presieduto da Virano, battezzandolo come nuovo strumento per realizzare le grandi opere e gestire i conflitti, rinnovandogli fiducia,e consegnandoli in mano gli strumenti per tentare di realizzare la Torino Lione. L’architetto Virano, da bravo architetto, ha tracciato un progetto di dialogo, mediazione, efficienza e pubblicità che merita fiducia, e di fatti sarà l’unica sede dove si prenderanno le decisioni, o meglio i metodi per prenderle: gare di appalto, finanziamenti europei, compensazioni, tempi ecc…saranno concordati in quella sede che più lontano da Roma starà meglio è. E questo il governo lo ha capito bene e il buon Matteoli si è speso, nella conferenza stampa finale a spiegarlo bene, togliendo ogni ostacolo al percorso, ribadendo la definitiva uscita della Torino Lione dalla Legge obiettivo, e tenendo distanti ogni forma di accelerazione da parte dei tifosi del Tav in seno al governo, che vorrebbero vedere una bella spallata ai “valligiani rozzi”. Inoltre ha convinto le Fs ha promettere ammodernamenti per le linee pendolari, sapendo già che non avverrà mai.
le foto del campeggio
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Una timida pioggia non spegne le 5000 fiaccole!
Erano in 5.000 ieri sera (qualcuno diceva “anche di più”) nonostante le cifre di Questura (e Luna Nuova !?!) che hanno il coraggio di circoscrivere la riuscita dell’appuntamento a sole 1.500 persone. Ma chi c’era sa che erano ben altri i numeri!
5.000 a ribadire la ferma opposizione del movimento a qualunque nuovo progetto infrastrutturale di trasporto in una valle già violentemente impattata da 2 statali, un’autostrada e una linea ferroviaria.
C’erano tutti, anche tanti e tante che non si vedevano da un po’; fortissima la partecipazione degli abitanti di Sant’Antonino, comune amministrato dal presidente della Comunità Montana Ferrentino che annunciava ieri a mezzo stampa l’indizione di un referendum in valle… con il consenso di chi, verrebbe da chiedersi …?
Anche per questo erano intanti del suo stesso comune a manifestare contro svendite e accordini di un percorso lungo e dignitoso qual è quello del No Tav.
La fiaccolta, invero molto gioiosa e cantata, ha circumnavigato l’abitato di Sant’Antonino tornando dopo quesi 3 ore di camminata alla piazza di partenza. In apertura la banda di movimento non ha smesso un attimo d’intonare i pezzi forti del suo repertorio, dal minimale No Tav al’inno Sarà Düra al al superclassico e sempreverde Bella Ciao.
Ancora una volta è il caso di dire: … A Sarà Düra… per loro!
Ferrentino & c. oggi ricevuti a corte
I ministri riuniti nel tavolo politico di Palazzo Chigi incontreranno oggi a Roma gli amministratori locali della val Susa: all´ordine del giorno – riportano i giornali – “ le successive tappe del lavoro di concertazione tra governo centrale e amministrazioni periferiche”.
Più chiaro di così…
Compra un posto in 1a fila atto II: il video
volantino del campeggio no tav
Eravamo una cosa sola un tempo, le assemblee discutevano e decidevano, stavamo tutti sullo stesso piano, solo in ruoli diversi, ma dopo l’inverno che avevamo passato, la fiducia reciproca era scontata. Oggi non è più così è chiaro, Pra Catinat segna una differenza dal passato che non è recuperabile se non dalla volontà di chi, anche se materialmente non ha firmato quell’accordo, ne è fautore.
E’ una mediazione quella a cui le amministrazioni della valle stanno partecipando, una mediazione per trovare il modo migliore per costruire la Torino Lione, e condurre il movimento no tav alla resa, il resto sono balle!
Il documento di Pra Catinat segna la volontà “da parte delle parti” di costruire l’opera, magari nel miglior modo possibile, forse usando le migliori tecnologie e i migliori saperi in circolazione, ma di costruirla sia chiaro. Non esiste un tracciato ufficiale, non esistono piani, esiste solo un’enunciazione che vale però a livello d’immagine, quasi come una prima pietra posata. L’abilità nel vendere fumo di Virano è decisamente alta, ma senza l’appoggio dei sindaci, parlerebbe e scriverebbe al vento. Tutti devono ammettere che se ad oggi devono ancora una volta inventarsi un tracciato continuando a cambiare idee su dove precisamente vorrebbero far passare la linea è solo merito del movimento. Virano ha studiato ad arte tutte le nostre criticità presentate negli anni tentando di aggirarle, presentando così “scenari” migliori, compatibili con il territorio, che ci arricchiranno tutti. Sappiamo tutti (lui compreso) che non è così e che così non potrà essere, anche se condito da soldi e belle parole, il destino della Valle con il Tav è segnato: essere un corridoio di transito è l’unico scenario che questi signori hanno in mente, della vita e dell’ambiente della Valle di Susa non importa niente a nessuno, quindi si mettano il cuore in pace quelli che di nuovo pensano di trarre qualche vantaggio dal treno veloce, non potranno nemmeno salutare con la manina i container o le persone che sfrecceranno ai trecento allora di fianco alla propria casa, se ci sarà ancora…
Qualcosa bisogna pur F.A.R.E.
Sembra da questa frase che sia nato il progetto presentato dalla Comunità Montana, perché quel documento dice esclusivamente questo, visto che dobbiamo fargli F.A.R.E. qualcosa, presentiamo noi una proposta, la migliore possibile, che ragiona a tappe di dieci anni in dieci anni, e che per realizzarla serve che tutta l’idea del traffico in generale in Italia venga modificata grazie a noi. Un po’ velleitaria come idea…indistintamente da ciò che dice il F.A.R.E a livello tecnico, è quello che rappresenta che contestiamo ulteriormente. E’ un’ accettazione di fatto dell’idea che la Torino Lione serva, che sia utile, si tratta solo di capire come costruirla. E’ questo il vero punto, tralasciando che quel meccanismo decisionale che tanto veniva sbandierato in giro per l’Italia dagli amministratori basato sulla partecipazione del popolo è stato da loro sepolto.
Ma se abbiamo sempre avuto ragione delle nostre idee nel tempo (e lo ammette anche la lobby del Tav visto che aggira con cura tutti i problemi che abbiamo posto, compreso l’ordine pubblico) perché oggi scendere a patti con chi da sempre ha solo sostenuto l’importanza del Tav in Valle di Susa, giudicandolo prioritario, necessario ecc…?
Questo non si capisce e dispiace vedere i sindaci chiusi nelle stanze della comunità montana a parlare e parlare…dispiace anche che in questo modo da più di un anno hanno servito su piatti d’argento favori al partito trasversale degli affari, facendogli incassare soldi europei e aiutandoli nell’opera di cancellazione del movimento no tav (operazione mai riuscita!), fomentando divisioni e partecipando a un gioco che è utile solo a chi vuole cementare la Valle. Fa un po’ specie vedere quei sindaci che consideravamo di “movimento” oggi ridursi a politicanti come quelli che abbiamo sempre avversato. Del resto però se dalla Bresso a Chiamparino, passando per il centro destra, tutti plaudono all’operato dei sindaci e promettono di sostenere persino il F.A.R.E, ci sarà qualcosa che non va o no?
Ci siamo sempre opposti al tav per mille ragioni che abbiamo sempre ben argomentato, ma una di queste è fondamentale, ed è quella relativa ai soldi che costerà un’opera del genere, soldi che saranno sottratti a servizi pubblici e che verranno pagati dalle nostre tasche. Abbiamo smascherato più volte a suon di dati ed esperti, l’operazione Alta Velocità dimostrando chi si ingrassa da questi lavori pubblici, chi mangia per bene dalle grandi opere, senza poi contare come i partiti che mai ci hanno sostenuto ormai, usino le grandi opere come forma di finanziamento pubblico per le loro caste. Pensare che oltre al resto, i sindaci accettino anche questo ci fa veramente specie, e ci fa convincere di come si’, effettivamente, abbiano cambiato idea. Ma sarà così anche quando i tracciati ci saranno e bisognerà giustificare ai propri concittadini la devastazione del proprio paese? Vedremo, comunque per ora l’unica garanzia siamo noi, è il movimento, ed è chi ha capito che persino il Piano di sviluppo della valle ad opera della Provincia, è solo una mega-mazzetta per fare il Tav.
IN MOVIMENTO ANCORA
Quando dicevamo “Fermarlo è possibile, fermalo tocca a noi” avevamo capito tutto e i fatti ci hanno dato ragione. Da qui dobbiamo ripartire o meglio continuare, sapendo che tenteranno di cancellarci, perché l’unica vera realtà e che, finché il movimento resiste il tav da qui non passerà mai. Oggi come oggi non è il tracciato che stanno studiando ma il modo di battere un movimento popolare come il nostro, che in momenti speciali è riuscito a fare cose straordinarie. Siamo un piccolo punto su una cartina, ma un punto veramente fastidioso per chi vuole devastare i territori arricchendosi ulteriormente. Un tempo i Romani scrivevano sulle cartine H.S.L., che stava a significare Hic Sunt Leones, indicando così i luoghi “abitati dai leoni”indicando i territori abitati da nemici difficilmente battibili. Noi questo siamo sulle loro cartine, e per vincere questa battaglia, garantendoci il futuro nostro e della nostra Valle, dobbiamo continuare ad essere quello che siamo, facendo valere le nostre ragioni, continuando a resistere, fino alla fine, anche solo un minuto più di loro.
COMITATO DI LOTTA POPOLARE NO TAV BUSSOLENO
CENTRO SOCIALE ASKATASUNA






