VIDEO: perchè essere ragionevoli se abbiamo ragione

dicembre 4, 2008 by admin · Leave a Comment
Filed under: movimento, video 

pubblichiamo qui di seguito i video/interventi del dibattito tenutosi a Bussoleno il 29 novembre 2008, nell’ambito del Grande Cortile

Inizio – Prima parte dell’intervento di Nicoletta Dosio

[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=N6zTuWFafDs[/youtube]

Seconda parte dell’intervento di Nicoletta Dosio

Read more

La crisi e le grandi opere

dicembre 4, 2008 by admin · Leave a Comment
Filed under: documenti, movimento, news 
Da quando la crisi è ufficialmente presa in considerazione dai governi, assistiamo ad una molteplicità di analisi e rimedi del più svariato credo economico-politico. Dagli Usa all’Europa l’unico vero rimedio che c’è in campo è il salvataggio degli establishment che di questa crisi sono causa, con l’immissione di denaro contante nelle casse degli istituti di credito (debito?), nelle compagnie finanziarie, nelle aziende di automobili e via discorrendo. E’ chiaro come il sistema-crisi tenti di salvare la sua esistenza, dotandosi di tamponi statali, visto che è in crisi nella sua completezza. Sarebbe ignobile ormai non ammetterlo, e lo sarebbe ancora di più se non conoscessimo orami chiaramente come questo vive, si arricchisce e si riproduce. Mai come in questo momento storico l’aiuto di stato viene a galla come unico rimedio al baratro, e sono in tanti a chiederlo, gli stessi che si sono affannati e si affanneranno a chiedere più privato e meno stato, in uno slogan che conosciamo ormai molto bene ogni qualvolta proviamo a curarci, a calcolarci la pensione o semplicemente a bere dell’acqua dal rubinetto. Benché la privatizzazione di tutto sia un dato acquisto nella nostra quotidianità, lo dovrebbe essere altrettanto per il malloppo che questi signori dell’industria si spartiscono e reclamano, che è fatto da soldi pubblici, soldi che vengono elargiti dallo stato, incassati dalle tasse, sottraendoli ad altri campi. Il pubblico diviene privato con enorme facilità, e l’ideologia dominante risiede proprio in questa transazione che ha tenuto a galla industrie come la Fiat, o parti del sistema creditizio. Non vi è campo del vivere che non sia a pagamento, che non sia messo a valutazione, e non vi è campo “privato” che non viva di spazi e soldi pubblici, nella ormai consolidata formula costi allo stato, guadagni alle imprese.
Il rapporto tra i due settori è così indistinto che la scuola, la sanità, le risorse sono divenute ormai luoghi dello scambio tra i due istituti, che a seconda della crisi invertono i ruoli in maniera speculare. Ci sarebbe da riflettere a lungo sui perché, ma visto che il tempo, mai come in questo momento è denaro, compete a tutti noi, mettere in campo resistenze e progetti per provare a evadere, da soggetti attivi, dalla crisi e dai suoi rimedi, provando, una volta almeno, a metter da parte il quieto vivere che accomuna i tempi di crisi, avendo ben presente chi è che la determina, la governa e la sposta. Perché solo spostandola è superabile una crisi di queste dimensioni, o meglio più che spostandola, scaricandola su qualcuno, perché sia chiaro, il peso non è “uguale per tutti”, proprio come non lo è la legge.

Read more