Ci lascia Giovanni Peirolo: partigiano, comunista, valsusino
Ci lascia Giovanni Peirolo, partigiano, comunista, comandante militare della 42 brigata garibaldi Walter Fontan, nato e cresciuto a Bussoleno in valle di Susa, classe 1921. Come molti suoi coetani Giovanni conosce fin dalla tenera età conosce il fascismo e da subito si ribella, diventa ricercato per questo e sale in montagna.
L’8 dicembre del ‘43 giura fedeltà alla resistenza in quello che oggi viene ricordato come il giuramento della “garda” e con i suoi compagni apre una stagione di lotta che ancora oggi ha lasciato un segno nella sua terra e in tutti noi. Fame freddo e fatica lo temprano, i rapporti con i compagni, la guerra, il sangue e poi la vittoria lo fanno diventare un uomo, un comandante, rispettato da tutti, nella resistenza prima e in tutta la sua vita poi.
Protagonista di epiche battaglie: Balmafol, gli assalti alla ferrovia, i rastrellamenti alla balmetta e molto altro ancora. Giovanni però continua a lottare anche dopo il 25 aprile, sul posto di lavoro in ferrovia nelle interminabili lotte e battaglie sindacali, nelle scuole raccontando l’antifascismo come testimone vivente della resistenza, nell’anpi e nella lotta no tav.
Ormai ottantenne ce lo ricordiamo tutti a Venaus, con i suoi compagni, con la bandiera tricolore della sua brigata, con le cinquanta stelle dei suoi compagni partigiani caduti solo a Bussoleno e con la bandiera no tav. “E’ resitenza quella di ieri e quella di oggi, la loro e la nostra, per noi tutti i partecipanti alle marce no tav sono partigiani” queste le sue parole in quell’occasione.
Giovanni, come tanti suoi amici e compagni era però un uomo di poche parole, per lui prima venivano le azioni concrete, quelli che comunemente vengono definiti in modo riduttivo “i fatti”, per questo motivo chiudiamo il suo ricordo in queste poche righe, portando alto il suo esempio, continuando a resitere come piaceva tanto a lui… da chi ha avuto la fortuna di conoscerti un abbraccio…
ciao giovanni
p.s
Per chi volesse dare un ultimo saluto a Giovanni, l’appuntamento per tutti (parenti, amici, compagni, notav) e alle 10 di domattina in piazza del Municipio a Busoleno per il funerale civile.
Ascanio Celestini al campeggio
Di Martina
Chiomonte il glorioso stemma
scarica qui il volantino in pdf – Il glorioso stemma
Opera di Gilardi al presidio di Venaus
Il Tav a Chiomonte

Venaus – Ascanio Celestini: inizio spettacolo
BILANCIO CAMPEGGIO SU ONDA D’URTO
[DA RADIO ONDAD'URTO (BS)]27 Lug. Ore: 17.18 – NO TAV: SI RIPARTE A SETTEMBRE DA CHIOMONTE
Si è concluso a Venaus in Val di Susa l’undicesima edizione del campeggio di lotta No Tav. Sentiamo un bilancio da Lele Rizzo dei comitati popolari contro l’ alta velocita’.
[Scarica il contributo audio, durata: 4 min.]
FOTO CAMPEGGIO
FACCE NO TAV DI ANTONIO [tony.ferrero@libero.it]
ALTRE FOTO DI RESISTENZA VIOLA E FRANCO [noberlusconidaypiemonte@gmail.com]
http://www.flickr.com/photos/48559853@N05/sets/72157624459766583/
VARIE DA FACEBOOK SU ASCANIO CELESTINI
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Venaus – Ascanio Celestini: come arrivare da Lione a Torino un’ora prima
CHIUSO IL CAMPEGGIO: un bilancio
Si è conclusa l’undicesima edizione del campeggio No Tav a Venaus, nei terreni di quella che definimmo Libera Repubblica. Dopo undici anni di campeggio possiamo sostenere di essere soddisfatti della settimana appena trascorsa, dove anche il tempo è stato clemente con le attività in programma.
Sono state decine le tende che ogni giorno hanno piantato i picchetti sui terreni che acquistammo nell’ambito dell’iniziativa “Compra un posto in prima fila”, e centinaia le persone che sono passate dal campeggio per mangiare, per partecipare ai dibattiti, per assistere ai concerti. Sono state quasi un migliaio quelle invece che hanno assistito allo spettacolo di Ascanio Celestini, facendo registrare il record di presenze ad un evento del campeggio.
Tutto il campeggio è trascorso con il rimando a Chiomonte, sapendo che probabilmente sarà quello il prossimo teatro delle nostre battaglie. Ma intanto dare vita al presidio di Venaus è stata una cosa davvero bello, ci ha riportato indietro nel tempo, con i ricordi delle lotte, delle barricate delle serate con la neve e della Liberazione di quel cantiere che ancora oggi risulta una presenza ingombrante.

assemblea
Martedì si è tenuta la prima assemblea del campeggio con una discreta partecipazione. Venaus era ed è la casa di Raul, e quindi aprire la serata con un suo ricordo a più voci è stato emozionante quanto dovuto, nei confronti di una persona che ci manca molto e che nella nostra lotta ha creduto veramente tanto, anche sul punto di morte.
L’assemblea si è rivelata come momento ennesimo di discussione, intrecciando molti temi tra di loro, come sempre avviene, ma avendo come centro le prossime iniziative da mettere in campo. Si è proposto e man mano condiviso negli interventi, di organizzare due op tre giorni a Chiomonte nelle prime settimane di settembre, con un’iniziativa del movimento che rilanci da subito, rispetto alle voglie di Virano e della lobby del Tav. Come sempre tutto è in discussione e dopo le ferie, il movimento prenderà le decisioni nel merito.
Anche l’inverno di resistenza alle trivelle è stato argomento di dibattito, valorizzando una volta in più la capacità del movimento di essere presente con costanza e forza, nonostante il “tour de force” organizzato da Prefetto/Questura e Virano. Infine non fa mai male rimarcare come abbiano tirato i remi in barca rispetto ai programmi che l’osservatorio aveva prestabilito e rispetto agli annunci fatti. (vedi su questo “l’unica certezza: una valle che resiste”).
Mercoledì prima serata di concerti: l’hip hop scandisce il tempo notav ricordando l’8 dicembre 2005.[ascolta i pezzi]
Giovedì appuntamento resistente, con l’escursione al rifugio Geat. Una testimonianza concreta di come la Resistenza sia un principio cardine in questa lotta.
Per le realtà antagoniste in assemblea venerdì nel tardo pomeriggio, il campeggio si è rivelato un momento di bilancio e discussione sul futuro prossimo, dibattendo sulla scuola, il lavoro, la crisi e gli spazi di lotta da poter aprire nel nostro Paese.
La sera ottimo concerto dei Sangre Rebelde e degli Egin che con una temperatura molto bassa, e con il trasporto del vento, scaldano cuori e corpi di un prato che danza sulle note di Qui e Non toccate la mia Terra [ascolta i pezzi].
Sabato pomeriggio è stata la volta del dibattito sulle grandi opere e l’uso da parte del potere dei soldi pubblici. Un argomento che abbiamo imparato a conoscere sulla nostra pelle, che ci sta dimostrando come non sia solo l’illegalità il problema nelle opere pubbliche e nella gestione dei fondi pubblici, ma la gestione dei poteri e del sistema nella sua complessità. Con Vincenzo Miliucci abbiamo affronta tao anche i temi del referendum per la difesa dell’acqua pubblica, giudicato un momento di straordinaria mobilitazione sociale, e il progetto del ritorno del nucleare in Italia. Claudio Cancelli come sempre ha saputo mettere l’accento sulle grandi questione economiche e politiche del nostro paese rapportate all’esperienza concreta della Valle. Molti altri interventi hanno arricchito l’incontro toccando i temi dell’energia e dei movimenti di lotta a difesa dei territori.
Dopo una cena partecipatissima, è Ascanio Celestini a salire sul palco del campeggio, tenendo quasi due ore di spettacolo di fronte ad un campeggio completamente esaurito. L’artista romano ha dato il meglio di sé, testimoniando attraverso la su arte e la sua partecipazione, la vicinanza al movimento no tav e i principi che ispirano la nostra resistenza popolare.
Domenica il campeggio è terminato. Arrivederci al prossimo anno. Arrivederci a Chiomonte.












