I soldi della Torino-Lyon non vanno a chi ne ha bisogno
- non vanno alle piccole e medie industrie in crisi per il crollo del fatturato
- non vanno ai cassintegrati il cui sussidio sta per scadere
- non vanno alle famiglie che non arrivano a fine mese
- non vanno ai precari che hanno perso il posto di lavoro
- non vanno ai servizi sociali, alla scuola, alla sanità
possono dare lavoro a un ristretto numero di persone che svolgono mansioni dequalificate in condizioni durissime nel settore del movimento terra e dello scavo di gallerie (1 morto al Km)
Questi soldi
- vanno, in nero, a foraggiare gli uomini di partito e i loro clienti, per almeno l’80 % (secondo l’ultima valutazione della Corte dei conti sulle parti del progetto Alta Velocità già realizzate)
- vanno a settori di bassa tecnologia (cemento e tondino) in mano a pochi pescecani invece che a comparti più innovativi e ricchi di prospettive di lavoro, come la ristrutturazione edile, la difesa del territorio, e il risparmio energetico.
- permettono alla criminalità organizzata di riciclare il denaro sporco.
Sabato 31 Novembre ore 21
FIACCOLATA
da CONDOVE a SANT’ANTONINO
IN DIFESA DELLA VERA OCCUPAZIONE
CONTRO LO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO
il movimento no tav
mappe sondaggi
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31 ottobre fiaccolata notav/no sondaggi
Fiaccolata di HallowinNoTav contro i sondaggi
Condove, piazza del municipio ore 20.30
(clicca sull’immagine per scaricare la locandina)
Scarica anche: Testo – Manifesto a colori – Manifesto in bianco e nero
Torino Lione: partiti e industriali non sanno più cosa fare!
he il Tav fosse argomento comune tra industriali, politici e lobbisti vari è cosa riconosciuta da tempo. Quello che il movimento no tav, così come economisti e geologici non affiliati a nessun potere, definiscono da tempo “partito del tondino e del cemento” o “lobby del Tav”, oggi prende forma ufficialmente con nomi e cognomi. L’altro giorno, presso la sede dell’associazione regionale degli industriali, è arrivata la firma congiunta del presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, e dei rappresentanti di tutti i partiti che dal Pd arrivano fino al Pdl, su una “Dichiarazione comune a favore della nuova linea ferroviaria Torino-Lione” che oltre a ribadire una posizione già ben nota ha l’effetto di ricompattare l’ampio fronte dei partiti pro Tav, che nelle settimane scorse avevano tentato, invano, di costruire un’inedita lista unica di sinistra-centro-destra per l’imminente elezione dei vertici della Comunità montana della Valsusa.La mossa strategica delle liste civiche vicine al movimento ha seriamente preoccupato il potere, che non sa più come leggitimare la scelta di escludere dalla decisione la popolazione della Val Susa.
E’ inedita la firma congiunta su un documento del genere, non fa gridare allo scandalo nel senso comune, ma vedere tutti i partiti allineati e coperti dietro al “bisogna farlo” rende bene l’idea di cosa sia la politica istituzionale in Italia, senza scomodare le vicende berlusconiane. Una povertà culturale che associa bene la fine di una democrazia rappresentativa che non rappresenta veramente nessuno. Nei giorni scorsi il sindaco e one man show del Pd, Sergio Chiamaprino, si è sgolato nel chiedere la testa degli amministratori valsusini e ha posto in ogni sede l’ìargomento Tav, ricavandosi un palcoscenico anche nel giorno dell’elezione a presidente dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, dicendo: Siamo pro-Tav, non c’e’ dubbio. Speriamo di essere ancora in tempo”. “Il problema in Val di Susa – ha detto Chiamparino – e’ della politica, dove hanno un ruolo preponderante i no-Tav. Se si facesse un referendum tra i cittadini sono sicuro che vincerebbe il si’”. Con buona pace del sindaco, le cose stanno così in parte, dove è vera l’affermazione dul movimento no tav e ridicola quella su un referendum che chiedono tutti da molto tempo e che la Valle non ne sente assolutamente la necessità. E’ una partita a scacchi quella che si gioca, ma presto potrebbe tornare ad essere una sana battaglia popolare, fatta di mobilitazione e partecipazione, visto che secondo i tempi dettati da Matteoli e dall’Osservatorio di Mario Virano, novembre dovrebbe essere il mese dei sondaggi, che sono presentati in un primo documento uscito in via ufficiosa e che pubblichiamo qui .
Chissa’ se come dice Chiamparino saranno ancora in tempo, il movimento no tav lo è e lancia i primi due appuntamenti in coincidenza con la ricorrenza della prima battaglia popolare valsusina, quella del Seghino, quando il 31 ottobre del 2005 il popolo no tav si oppose all’esproprio dei terreni da parte delle forze dell’ordine alle pendici del Rocciamelone, compiendo quell’atto collettivo di resistenza a pubblico ufficiale che ormai è fatto storico e meritevole di ricorrenza.
Il 30 ottobre si terrà un assemblea popolare a VillarFocchiardo e il 31 ottobre il popolo No Tav scenderà in piazza per il ribadire il proprio No all’alta velocità con una fiaccolata da Condove a Sant’Antonino, con appuntamento alle 20.30 alla piazza del municipio.
Nel frattempo è stato inaugurato il quinto presidio sul territorio, a Condove, teatro recente di una sceneggiata del neo sindaco locale, pesantemente genuflesso alla lobby del Tav. Il presidio informativo prenderà forma nella struttura dell’area del Gravio, dove si tennero i primi campeggi no tav e a breve verrò inaugurata.
- Tav: destra e sinistra firmano un patto per il via ai lavori nel 2013
- in merito ai costi guarda il servizio del programma Presa Diretta sul mondo degli appalti del Tav
Ascolta l’intervista con Lele del comitato di lotta popolare No Tav di Bussoleno
San Didero 14/10: incontro con gli amministratori
Alla luce degli eventi che hanno riportato la questione TAV in primo piano e delle imminenti scadenze che su tale problematica si stanno profilando con sempre maggiore incisività.
Visto il percorso che ha condotto gli amministratori facenti capo alle liste civiche valsusa a siglare un accordo programmatico con amministratori del centro sinistra in relazione alle elezioni per la nuova comunità montana.
Considerata la necessità di riallacciare rapporti tra amministratori-comitati e cittadini che possano portare a una fattiva azione in ottica NO-TAV .
Si invita la popolazione a partecipare all’incontro che si terrà
MERCOLEDI’
14 Ottobre 2009
Alle ore 21.00
Presso il centro polivalente di San Didero
All’incontro saranno presenti amministratori che fanno capo alle liste civiche
Avigliana 16/10:TAV, a che punto siamo?
Dall’Osservatorio all’inizio dei cantieri e dei sondaggi… passo a passo come ci si è arrivati…
I l Comitato Notav Avigliana, lo Spazio Sociale Takuma e Spinta dal Bass organizzano per venerdì 16 ottobre 2009 alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare di Piazza Conte Rosso ad Avigliana, una serata informativa per illustrare alla popolazione il nuovo tracciato TAV e i suoi progetti, le criticità nella realizzazione, i rischi ambientali e gli impatti sul territorio.
Interverranno alla serata l’arch. Gianfranco Crosasso e il geol. Rino Marceca che spiegheranno il piano territoriale di coordinamento e il piano strategico provinciale.
Al termine dibattito aperto con i presenti in sala.
MAPPA DEI CAROTAGGI
Ecco la mappa dei sondaggi geognostici da Settimo Torinese a S.Antonino, presentata da RFI in Osservatorio il 29 settembre scorso.
A SARA’ DURA!
Da Lunanuova: Ferrentino leadership al tramonto
Pasticciaccio ad alta velocità
Pasticciaccio ad alta velocità
Dal percorso ai rischi ambientali, il governo Berlusconi non ha mantenuto gli impegni sulla Tav in Piemonte. E sembra pensare soltanto alle gallerie. Per questo sindaci e comitati scendono di nuovo sul piede di guerra

Basta guardarsi attorno, per capire che aria tira. Basta alzare gli occhi a destra, appena infilata la Val di Susa, Piemonte vecchio stampo, quadrato, testardo e genuino, in cui primo secondo e caffè costano ancora 10 euro, e leggere la scritta che campeggia sul monte Musinè: “No Tav, no mafia”. Uno slogan ripetuto più volte, lungo i 90 chilometri che da Avigliana portano al confine francese. Ecco il comune di Sant’Ambrogio, poche case in fila sulla strada, con le bandiere No Tav che sventolano dai lampioni. Ecco Venaus, due passi più a nord, con la sua rabbia compressa in frasi come “Resistere per esistere”, “L’Alta velocità non si fa, punto e basta”, “Val di Susa libera”. Fino agli insulti, alle parole in spray nero sulla statale che recitano: “Virano viscido ruffiano”. Dove Virano di nome fa Mario, ed è l’architetto al vertice dell’Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione, tavolo di concertazione tra governo, regione ed enti locali voluto nel 2005 dal terzo governo Berlusconi. Una struttura sotto schiaffo, con i No Tav che ne invocano la chiusura e spezzoni di centro-sinistra tentati di dargli ragione. Read more
da Presa Diretta – La Stangata
In onda domenica 4 ottobre 2009 alle 21.30
18 anni fa è stato presentato per la prima volta il progetto della TAV. Era prevista una spesa di 15 miliardi euro, quasi tutto da capitali privati. I politici dell’epoca, infatti, avevano promesso che l’opera si sarebbe in parte autofinanziata e che il 60 per cento dei quindici miliardi necessari alla sua realizzazione sarebbero arrivati da investitori.
La realtà è stata ben diversa: i quindici miliardi sono già diventati 32 e ancora la TAV non è finita. Purtroppo l’alta velocità è tutta a carico del cittadino che la sta pagando con le tasse perché per trovare i fondi lo stato italiano si è indebitato per decenni. Ci vorranno due generazioni per saldare il debito che ha contratto.
A Presadiretta Alessandro Sortino ha svelato la lunga catena degli appalti e dei subappalti della TAV per cercare le ragioni di questa vera e propria stangata per i conti pubblici.









