notav: prima udienza del processo a lele rizzo
Si è svolta ieri la prima udienza del processo a carico di Lele Rizzo, esponente del comitato di lotta popolare di Bussoleno, in merito al corteo in solidarietà con i No Dal Molin del 18 Gennaio 2007 . Ieri si sono susseguite le testimonianze avverse (agenti della Digos e Trenitalia) e a favore del’imputato ( alcuni esponenti no tav e il presidente della comunità montana Ferrentino) che hanno inquadrato il senso della giornata e il blocco della stazione di Bussoleno. Trenitalia non si è costituita parte civile, si riserverà di farlo in caso di condanna in un secondo procedimento per richiedere a Lele il risarcimento per i 495 minuti di ritardo conteggiati. La prossima udienza si terrà il 6 maggio alle ore 9.15, durante la quale si sentiranno altri testimoni.
Ascolta il commento di Lele Rizzo (comitato di lotta popolare notav)
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4/4 assemblea a Rivalta!
Il TAV arriva a Rivalta, non è più uno scherzo o un’ipotesi. E’ la scelta che vogliono imporci Virano&C.
Sabato prossimo al Mulino ci sarà un convegno organizzato da ReD Piemonte (la corrente dalemiana del PD),
dal titolo “TORINO-LIONE: LE RICADUTE SUL TERRITORIO” nel quale interverranno Virano, Saitta, Borioli e pare siano invitati Chiamparino e Bresso. Non è una riunione pubblica ma ad inviti. Lì dentro si discuterà del futuro di Rivalta. E noi (diretti interessati) non siamo invitati.
il coordinamento dei comitati della Val Sangone indice
UN’ASSEMBLEA POPOLARE PUBBLICA
CONTRO IL TAV
::: per la difesa del lavoro, della salute, della collina morenica :::
SABATO 4 APRILE 2009 – ore 8.30 – 12.30
A RIVALTA in Piazza del MULINO
(via Balegno, all’incrocio delle Strade Provinciali : Rivoli – Orbassano e Rivalta – Ospedale San Luigi)
Sant’Antonino:l’altra campana
Dopo anni di silenzio a S.Antonino si torna a parlare di TAV.
E’ bastato chiedere al comune l’utilizzo della palestra di via Abegg perché l’amministrazione comunale di affrettasse ad organizzare per tre giorni prima una serata informativa e di DIBATTITO.
Non sappiamo cosa intenda fare il comune, ma dal canto nostro questa è solo la prima di una serie di serate che affronteranno, a Sant’Antonino i problemi collegati sia al TAV (NLTL come la chiama vaselinvirano ovvero No Linea Torino Lione) sia al truffaldino Piano strategico di sviluppo del territorio ovvero come ti distruggo facendoti credere che ti do delle compensazioni.
Comincia Ferrentino martedì sera insieme all’inossidabile Tartaglia con l’ineffabile FOIETTA che è il PIAZZILLUSIONISTA a pagamento del PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO.
Venerdì sera noi faremo sentire ai santantoninesi l’altra campana (molto meno indorata e assai più dolorante) sul futuro che attende Sant’Antonino in particolare e la “PIANA DELLE CHIUSE” (così chiamata da LTF) in generale; questa sarà la prima puntata di una ricca serie che vedrà l’intervento di persone che hanno vissuto sulla loro pelle le menzogne e le distruzioni dei signori del TAV (in particolare dell’EROICA IMPREGILO) a Bologna e nel Mugello.
Allegati i volantini delle due serate della prossima settimana.
Non manchiamo specialmente all’appuntamento di martedì sera: avremo tutti molte domande da fare ai signori del F.A.R.E. e al PIAZZILLUSIONISTA.
maggiori info: notav.eu
mettiamo radici in prima fila!
Il 30 marzo 2008 più di 1500 persone hanno aderito all’operazione COMPRA UN POSTO IN PRIMA FILA per i terreni in località COLOMBERA a Chiomonte in opposizione alla costruzione della linea TAV.
Ora si vuole passare al recupero di questi terreni agricoli abbandonati e l’idea è di impiantare un uliveto sperimentale.
Invitiamo quindi tutti i comproprietari e non solo alla giornata dedicata alla pulizia del sito e alla messa a dimora delle piantine di olivo alla Colombera,indetta per
DOMENICA 5 APRILE 2009 DALLE ORE 8.30
Portare attrezzi necessari e pranzo al sacco.
Il terreno è situato nei pressi della centrale AEM, sulla strada per la cascina della Maddalena.
Siamo convinti che non sarà questa operazione che fermerà il TAV,ma sarà, sicuramente, un altro po’ di sabbia messo negli ingranaggi delicati di questa grande macchina mangiasoldi. Solo la gente, con la sua tenacia, la sua intelligenza, la sua forza, la sua determinazione, la sua presenza sui luoghi che vogliono depredarci (come abbiamo fatto al Seghino e a Venaus) possono impedire la distruzione della Valle.
PUNTO INFORMATIVO NO TAV NO TIR DI CHIOMONTE
27/3: Spettacolo Teatrale “Processo ai No Tav”
Venerdì 27 marzo alle ore 22.00 al circolo arci Cafè Liber di corso Vercelli 2 a Torino
Ingresso Gratuito
Spettacolo Teatrale “Processo ai No Tav” a cura della compagnia teatrale l’Interezza non è il mio forte
Seguirà un breve aggiornamento sulla situazione del progetto Tav in Valsusa e a Torino. Lunedì 30 marzo si svolgerà; la prima vera udienza del processo a Lele Rizzo, attivo esponente dei comitati NO TAV, accusato di blocco ferroviario. Nel gennaio 2007, dopo un corteo per le vie di Bussoleno, centinaia di persone insieme a lui occuparono per qualche minuto i binari della stazione ferroviaria in solidarietà al movimento NO DAL MOLIN di Vicenza che in quei giorni veniva represso dalla polizia in seguito alle prime mobilitazioni di massa. Dopo la condanna a Luca e Giorgio il movimento NO TAV della Valsusa si trova a difendersi dell’ennesimo tentativo di criminalizzazione. Lo spettacolo teatrale, una sorta di parodia in chiave ironica del processo, denuncia le sottili stategie messe in atto per dividere i movimenti di lotta sociale, i tentativi di isolare e infondere paura in nome della legalità e del rispetto dei poteri forti.
Virano: pro tav a fumetti!
Ricordate la storia della battaglia del Seghino e della lotta NO TAV nei fumetti di Asterix e Obelix autoprodotti dal Movimento NO TAV? Un’ idea geniale, capolavoro di intelligenza , cuore e ironia; libretti che sono arrivati in tutt’Italia e oltre, sulla rotta della solidarietà e delle lotte per la difesa dei beni comuni.
Ma neppure più i fumetti si sottraggono alle ruspe lobbystiche.
Domenica compare, nelle pagine “culturali” de La Stampa, una pagina di fumetti dal titolo “C’era una volTAV”,prima puntata, una carrellata dalle legioni romane a Napoleone, a firma Mario Virano e Marco D’Aponte. una cosa, totalmente priva di ironia, intelligenza e cuore, finalizzata a dimostrare come la vera vocazione della Valle di Susa sia quella di corridoio di transito, alla faccia degli abitanti cinghiali e dei Comitati NO BIGA. A commento dello squallido fumetto, ”la morale della favola”, per sostenere il teorema che, se “oggi ciò che è fisso (i luoghi) dipende sempre più da ciò che è più mobile (il denaro),potrebbe valere anche il contrario”: é evidentemente la morale delle “compensazioni”, ovvero “distruggano pure, purché paghino”, secondo cui il TAV/TAC potrebbe essere, per noi tutti, la vera risorsa del futuro!. La “morale della favola è di “Giuseppe De Matteis, professore ordinario di Geografia Urbana e Regionale del Politecnico di Torino” . Dove va a nascondersi la morale! e quanto sarà il compenso per la squallida operazione propagandistica? Attenti a queste vere e proprie bombe-giocattolo! Chi le conosce, le evita!

IL COMANDANTE “VITTORIO” EROE PARTIGIANO E ANTIFASCISTA
Oggi alle 15, nella sua Villardora l’ultimo saluto a Vittorio Blandino, comandante partigiano,e roe della resistenza. La Valle di Susa e l’Italia intera oggi ricordano il suo sacrificio, una vita intera dedicata alla lotta di liberazione, da protagonista prima e testimone poi.
Dall’8settembre al 25 aprile in Valle di Susa si è consumata quella che viene ricordata da tutti come la “battaglia della Ferrovia”. Obiettivo primario delle formazioni partigiane era sabotare la linea ferroviaria Torino-Modane asse logistico di primaria importanza per l’approvvigionamento delle truppe tedesche in tutto il nord Italia. Gli ordini arrivarono chiari dal Cln, tutti gli sforzi della resitenza valsusina dovevano concentrarsi sulla ferrovia. La risposta dei nostri partigiani fu ancora più chiara, la linea ferroviaria subisce continui sabotaggi che ne interrompono il funzionamento di continuo grazie al valoroso sacrificio di molti ragazzi che come Vittorio avevano scelto da subito di ribellarsi. I combattimenti sono duri, a seguito dei sabotaggi, i tedeschi rispondo con rastrellamenti sempre più feroci. Vige il coprifuoco prima notturno e poi anche diurno. La Valle è un posto di blocco unico, tutta la potenza della macchina bellica tedesca è messa a difesa della linea ferroviaria. In questo scenario di guerra diffusa il comandante “Vittorio” assieme a tre compagni (Don Foglia detto “don dinamite”, l’ing. Sergio Bellone e “Remo”) compie quella che viene definita dagli alleati la più grande impresa di sabotaggio dell’Europa occidentale.
Il 28 dicembre mattina partendo dalla sua Villardora, Vittorio con un carro agricolo trasporta ottocento chili di esplosivo diviso in otto casse-cariche e sedici detonatori già innescate nascoste sotto del letame. Percorre tutti i trenta chilometri della bassa valle fino a Susa disseminata di controlli e giunge ormai con il buio presso il ponte dell’Arnodera, dove con l’appoggio di una brigata d’assalto locale e insieme ai suoi compagni genieri piazza le cariche. A lui come compete a un comandante del suo livello il compito più difficile, bloccare il presidio militare al vicino casello, senza fare vittime inutili e prima che diano l’allarme.
All’una di notte del 29 dicembre vengono distrutte le cinque arcate alte più di trenta metri del viadotto ferroviario. Il comando tedesco di Torino definisce il sabotaggio “una vera e propria opera d’arte”. Per oltre due mesi il traffico internazionale fu bloccato.
Per questa operazione e per la sua figura di valoroso combattente e testimone nel 1998, il presidente della Eepubblica Scalfaro, lo nomina cavaliere di Vittorio Veneto, uno tra i numerosi riconoscimenti ricevuti.
Contravvenendo al rigoroso cerimoniale uscirà ancora una volta il suo animo ribelle: “non per me presidente, ma per tutti i partigiani che nelle mie valli sono caduti”. Ancora una volta, per la sua umiltà, non voleva infatti ricevere l’onoreficenza, non si sentiva all’altezza, rivendicando il senso collettivo della lotta partigiana. Circa duemila sarà il conto dei caduti partigiani nelle valli di Susa e Chisone alla fine della guerra. Un contributo significativo e doloroso per delle valli alpine che ancora oggi portano i segni e alto l’orgoglio di quegli anni e di quei ragazzi.
Vogliamo ancora ricordare almeno alcuni momenti della sua figura di combattente.
Il 2 luglio del ‘44 la sua formazione perde oltre venti uomini in quello che viene ricordato come “l’eccidio del Colle del Lys”, dove dopo giorni di torture vengono trucidati 26 partigiani. Il giovane Vittorio viene nominato comandante della sua formazione il II battaglione d’assalto della 113° brigata Garibaldi di stanza sulle montagne di Condove. Sarà lui a guidare l’assalto il 18 agosto del “44 all’Aeritalia di Collegno. 170 partigiani della III divisione Garibaldi senza sparare un solo colpo entrano nella fabbrica, sabotano tutto il materiale bellico ed escono con un prezioso carico, 240 mitragliatrici,moschetti, munizioni e alcuni ostaggi poi liberati con cui si garantiscono la fuga.
In seguito viene nominato vice comandante della 17° brigata “Felice Cima” con cui parteciperà all’insurrezione delle valli e di Torino. Per aver inoltre salvato una famiglia ebrea che stava per essere deportata verrà riconosciuto da Israele come “persona giusta”.
Nonostante una scheggia di una bomba lo abbia gravemente ferito a una gamba partecipa lo stesso alla sfilata a Torino il 25 aprile sorretto dai compagni.
La sua lotta continua tutta la vita da testimone, nelle scuole, nell’Anpi e nelle associazioni affinché non siano stati vani quei sacrifici. Anche negli ultimi anni contro un nemico nuovo, la malattia, l’alzheimer che lunedì lo ha strappato ai suoi cari.
A noi che ti abbiamo incontrato per farci raccontare la tua esperienza rimangono impressi il tuo sguardo fermo, fiero ed umile allo stesso tempo. Portatore di valori, ribelle per natura, capace di sognare un mondo migliore. Partigiano e combattente sempre.
Ciao Vittorio, è stato bello conoscerti.
il comitato di lotta popolare no tav di Bussoleno
i compagni e le compagne del Centro sociale Askatasuna






