IL GRANDE CORTILE 2008
A quasi tre anni di distanza dalla prima edizione del Grande Cortile riprendiamo il filo di un ragionamento mai interrotto. Allora eravamo sotto osservazione: alcuni dicevano che eravamo affetti da sindrome Nimby, e la nostra iniziativa aveva smentito la diagnosi emessa frettolosamente da apprendisti medici-politici-stregoni ansiosi di screditarci agli occhi di tutto il paese. Da allora tanti grandi cortili sono nati in giro per l’Italia e le nostre ragioni sono diventate le ragioni di molte altre resistenze. Obiettivo comune: difendere la democrazia e poter decidere del proprio futuro.
Un filo lega da allora le iniziative che ci vedono protagonisti. La resistenza al tav non è soltanto un no, sia pure fermo e determinato, come dimostreremo ancora in piazza a Susa il prossimo 6 Dicembre: si illude chi pensa di aver logorato col tempo e con gli inganni la nostra resistenza.
Ma non è una lotta di trincea la nostra: la nostra ribellione è fatta soprattutto di proposte concrete e di pratiche che prefigurano un altro mondo possibile, alternativo al tav e soprattutto ad un modello di società che nega i diritti e cancella ogni spazio di democrazia. E in definitiva cancella una speranza di futuro.
Nel Grande Cortile si parlerà di lavoro, di economie locali, di utilizzo di spazi e di territorio, di risorse da utilizzare rifiutando la logica dell’usa e getta, di qualità della vita, di informazione, di sport, di erbe e medicine popolari, di rifugi alpini, di cittadinanza attiva, di mutazioni climatiche, di fonti di energia rinnovabili, di controllo politico del denaro pubblico, di memoria storica e antiche tradizioni…
La nostra casa è un Grande Cortile, i cui confini non sono certo le montagne che circondano la nostra valle: facciamo di tutto per renderla più accogliente.
http://grandecortile.blogspot.com/
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Che cosa vuol dire oggi una società responsabile
Titolo: Che cosa vuol dire oggi una società responsabile
Luogo: Condove -Sala sottochiesa
Collegamento: Clicca qui
Descrizione: Che cosa vuol dire oggi una società responsabile
Incontro con:
Alex Zanotelli Missionario Comboniano
Luigi Chiampo Casa dell’Amicizia Almese
Paolo Cacciari Autore di Pensare la Decrescita ed. Intra Moenia
Pierluigi Sullo Direttore di Carta
Luigi Casel Movimento Notav
Coordina Luca Giunti Movimento Notav
Ora inizio: 21:00
Data: 2008-10-31
no dal molin-Facciamo due conti

Il giorno dopo la consultazione popolare sul Dal Molin è una babele di commenti; sono tanti o son pochi 24 mila cittadini che votano per dire che futuro vogliono per l’aerea verde a nord della città? Intorno a questa domanda, spesso in modo strumentale e in alcuni casi con argomentazioni ridicole, si è concentrato il dibattito di coloro che si ergono a commentatori.
No dal Molin: il consiglio di stato boccia il referendum
…e in 10.000 manifestano per ribadire il No al Dal Molin!
A meno di 4 giorni dalla data della consultazione popolare, il consiglio di stato ha bocciato il referendum cittadino previsto per il 5 ottobre attraverso cui la popolazione si doveva esprimere in merito all’acquisizione al patrimonio comunale dell’area dell’aeroporto Dal Molin. Una campagna capillar, quella che ha portato alla decisione del referendum, che ha visto il 60% dei favorevoli allo strumento consultativo nei sondaggi di pochi giorni fa. Scrive il Consiglio. “Si tratta di una delibera illegittima nella misura in cui ha per oggetto un auspicio irrealizzabile – quale quello dell’acquisizione della zona areoportuale – sul quale si sono pronunciate sfavorevolmente le autorità competenti”.
“La sdemanializzazione dell’area non è possibile. La consultazione stessa appare comunque inutile laddove si volesse darle una connotazione di tipo patrimoniale. Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale”.
Il 7 settembre il premier Berlusconi aveva scritto al sindaco (che è del Pd), definendo “inopportuno” il referendum. “Il sito sul quale la base Usa si estenderà è demaniale e non è in vendita. L’area è stata consegnata agli Usa. La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l’azione del governo e le valutazioni della magistratura”.Con la bocciatura odierna, sembra di capire che nemmeno utilizzando gli strumenti democratici dell’ordinamento è possibile decidere del proprio territorio e del proprio futuro. L’unica soluzione sono i militari come in Campania sembradire questo messaggio, ma i no dal molin rispediscono al mittente la bocciatura, annunciando che la consultazione si terrà lo stesso e lo fanno nella sera stessa della notizia scendendo in piazza in 10.000. E’ chiaro: non rimane che la lotta






